Questo è l'ultimo di una serie
di tre articoli dedicati alle basi della guerra. Su UN 41 abbiamo
pubblicato un testo dedicato alle servitù militari, sul numero
42 è uscito un pezzo sulle Armi USA e NATO in Italia.
Le occupazioni militari di "casa nostra"
«IL DEMANIO MILITARE OCCUPA LO 0,26% DEL TERRITORIO NAZIONALE.
Sono la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia le regioni italiane a
più alta concentrazione di installazioni militari sul loro
territorio. Il demanio militare occupa lo 0,261% del territorio
nazionale, pari a 783 chilometri quadrati, su un totale di 300mila492.
Il Friuli Venezia Giulia, con l'1,3% del territorio, e la Sardegna, con
lo 0,958% di spazio del territorio di proprietà demaniale, sono
le regioni maggiormente interessate dalla presenza militare. Seguono,
ad una certa distanza, Lazio e Puglia, mentre tutte le altre regioni
sono molto al di sotto della media nazionale. Per quel che riguarda le
servitù militari, i territori estranei al demanio militare ma
gravati da limitazioni alla libera fruizione, esse occupano in media lo
0,15% del territorio nazionale. In questo caso, la Sardegna è
gravata molto più della media, con uno 0,65% di territorio
interessato, seguita a distanza da Friuli Venezia Giulia con lo 0,365%.
LE PRINCIPALI INSTALLAZIONI MILITARI
Il poligono militare per eccellenza, dove possono essere svolte
attività di addestramento interforze e multinazionali, è
quello di Capo Teulada, in Sardegna. Altri poligoni, ugualmente
rilevanti per esigenze addestrative definite "complesse", sono quelli
di Capo Frasca e di Salto di Quirra, anch'essi in Sardegna, di Tor di
Nebbia in Puglia, di Monteromano nel Lazio e del Cellina-Meduna in
Friuli Venezia Giulia.
Il poligono di Capo Teulada occupa un'area di 72 chilometri quadrati,
ai quali vanno aggiunti 58 chilometri quadrati di area a mare
permanentemente interdetta, oltre ad ulteriori 90 chilometri quadrati
utilizzabili nel corso delle operazioni a fuoco che si svolgono nel
poligono. In funzione del tipo di esercitazione, l'ampiezza massima
dell'area a mare interdetta può giungere fino a 1.300 chilometri
quadrati, nel caso, ad esempio, di esercitazioni di unità navali
di durata non superiore ad una settimana.
Il poligono interforze di Salto di Quirra, a ridosso del piccolo centro
di Perdasdefogu in Sardegna, è di tipo permanente e si sviluppa
su una superficie di 11,6 chilometri quadrati a terra, cui vanno
aggiunte 9.946 miglia quadrate a mare per l'addestramento di
unità nazionali ed estere, per i collaudi di prototipi e di
missili e bersagli, per attività legate alla ricerca
scientifica, collaudo e sperimentazione del munizionamento navale e
terrestre a media e lunga gittata e sperimentazione di sistemi
missilistici.
Anche se non fa parte dei poligoni, va citato il sito della Maddalena,
con l'arsenale e le scuole di sottufficiali della Marina militare.
NEL LAZIO (VITERBO) E IN PUGLIA (BARI) LE ALTRE STRUTTURE DI RILIEVO
Il poligono di Tor di Nebbia, in provincia di Bari, è invece
"occasionale". Non è un'area demaniale e per utilizzarlo la
Difesa corrisponde indennizzi. Ha un'estensione di 90 chilometri
quadrati per lezioni di tiro con armi individuali e di reparto, per
tiri di armamento principale per i mezzi corazzati e blindati, per la
scuola di tiro anche di artiglieria terrestre fino a 155 millimetri di
calibro.
Il poligono di Monte Romano, in provincia di Viterbo, copre un'area di
46 chilometri quadrati. È un poligono permanente per lo
svolgimento di diverse attività di addestramento fra le quali
anche il maneggio e l'impiego di esplosivi. Il poligono del
Cellina-Meduna, in provincia di Pordenone, è una struttura
permanente che però sta per essere declassata ad area
addestrativa e non sarà più utilizzabile per effettuare
attività a fuoco. La superficie coperta da questo poligono
è di 18,67 chilometri quadrati.
107 POLIGONI PER L'ESERCITO - RIDIMENSIONAMENTO PER AERONAUTICA
ESERCITO. Utilizza attualmente, su tutto il territorio nazionale, 32
aree addestrative, più di 107 poligoni, di cui 15 "in galleria",
realizzati all'interno di infrastrutture militari e che per questo non
comportano gravami di servitù militari. Il numero elevato di
tali infrastrutture è riconducibile all'esigenza di disporre di
aree limitrofe ai reparti utilizzatori, fattore determinante che incide
notevolmente sui costi dell'addestramento.
MARINA MILITARE. Su tutto il territorio nazionale le servitù
relative alla Marina occupano una superficie complessiva di 8mila
ettari. Un'estensione che nell'ultimo quinquennio ha subito una
riduzione del 13%, pari al 18% del totale delle servitù
militari. La Sardegna registra la maggiore incidenza (47%), seguita
dalla Sicilia e dal Lazio, rispettivamente con il 21% e il 12%.
Attualmente sono 12 i depositi di munizioni della Marina che richiedono
l'imposizione di servitù militari. La più importante fra
queste strutture è quella di Guardia del Moro, nell'arcipelago
della Maddalena, l'unico in grado di rispondere a tutti i requisiti
operativi logistici. Per l'addestramento della componente anfibia, la
Marina dispone di due sole aree, di limitata estensione: le isole
Cheridi, nel golfo di Taranto (500 ettari) e Torre Cavallo, Isola
Pedagne, nei pressi di Brindisi (13 ettari).
AERONAUTICA MILITARE. La presenza sul territorio nazionale è
destinata ad un progressivo ridimensionamento, a partire dal cambio di
status, da militare a civile, di 15 aeroporti, previsto dal protocollo
d'intesa sottoscritto nel 2004 tra i ministri della Difesa, dei
Trasporti e dell'Economia. Le servitù connesse alle
attività dell'Aeronautica riguardano, oltre ad alcuni scali
aeroportuali, depositi carburanti e munizioni, nonché impianti
per le telecomunicazioni, l'assistenza al volo e la difesa aerea.
l'Aeronautica militare addestra i propri piloti per attività di
tiro aria/superficie nei poligoni della Sardegna (Capo Frasca, Salto di
Quirra e Capo Teulada) ed in minima parte presso il poligono di Punta
della Contessa (Brindisi), mentre per l'addestramento di tiro
aria/aria, sempre in Sardegna, si utilizzano il poligono a mare di Capo
S. Lorenzo e le aree addestrative sul mare a ovest di Decimomannu.
POLIGONI ALL'ESTERO E SIMULAZIONE. Le esigenze complessive di
addestramento delle unità della Difesa vengono soddisfatte anche
attraverso l'utilizzazione di poligoni esteri e mediante il ricorso
sempre più significativo alla simulazione. Per quel che riguarda
i poligoni esteri, negli ultimi anni sono stati utilizzati dalla Difesa
soprattutto siti in Polonia, Giordania, Tunisia, Ungheria, Egitto,
Romania, Bulgaria.
Ma il costo di impiego di tali strutture è decisamente superiore
rispetto a quelle italiane: a fronte di un costo di 2 milioni e mezzo
di euro per addestrare in Italia una brigata pesante costituita da 800
uomini per 25 giornate, a parità di entità di forze e di
durata dell'attività, l'impegno di risorse finanziarie sarebbe
pari a 5 milioni e mezzo di euro per il poligono di Drawsko in Polonia,
a 4 milioni e mezzo di euro per quello di El Amman in Egitto, o a 4
milioni di euro per il poligono Smardan in Romania. Gli addestramenti
effettuati finora con altri Paesi (Giordania, Egitto, Tunisia, Polonia
e Romania) sono stati occasionali e per lo più inquadrati
nell'ambito di esercitazioni bilaterali o multilaterali.
Quanto alla simulazione, il ricorso a tale forma di addestramento
è in fase di sviluppo e la Difesa dispone ormai di numerosi
apparati per l'addestramento individuale. È allo studio
l'attivazione di un centro di addestramento e valutazione al
combattimento presso il poligono di Capo Teulada. La simulazione,
tuttavia, resta un elemento integrativo e non sostitutivo
dell'attività (specie a fuoco) di addestramento che resta per i
vertici militari "altamente necessaria e insostituibile" per una
preparazione efficace del personale militare.»
1 + 1 = centinaia di migliaia di ettari sottratti alle nostre vite!
Pietro Stara