Umanità Nova, n.3 del 27 gennaio 2008, anno 88

Le basi della guerra-3. Occupazioni militari in casa


Questo è l'ultimo di una serie di tre articoli dedicati alle basi della guerra. Su UN 41 abbiamo pubblicato un testo dedicato alle servitù militari, sul numero 42 è uscito un pezzo sulle Armi USA e NATO in Italia.

Le occupazioni militari di "casa nostra"
«IL DEMANIO MILITARE OCCUPA LO 0,26% DEL TERRITORIO NAZIONALE. Sono la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia le regioni italiane a più alta concentrazione di installazioni militari sul loro territorio. Il demanio militare occupa lo 0,261% del territorio nazionale, pari a 783 chilometri quadrati, su un totale di 300mila492. Il Friuli Venezia Giulia, con l'1,3% del territorio, e la Sardegna, con lo 0,958% di spazio del territorio di proprietà demaniale, sono le regioni maggiormente interessate dalla presenza militare. Seguono, ad una certa distanza, Lazio e Puglia, mentre tutte le altre regioni sono molto al di sotto della media nazionale. Per quel che riguarda le servitù militari, i territori estranei al demanio militare ma gravati da limitazioni alla libera fruizione, esse occupano in media lo 0,15% del territorio nazionale. In questo caso, la Sardegna è gravata molto più della media, con uno 0,65% di territorio interessato, seguita a distanza da Friuli Venezia Giulia con lo 0,365%.

LE PRINCIPALI INSTALLAZIONI MILITARI
Il poligono militare per eccellenza, dove possono essere svolte attività di addestramento interforze e multinazionali, è quello di Capo Teulada, in Sardegna. Altri poligoni, ugualmente rilevanti per esigenze addestrative definite "complesse", sono quelli di Capo Frasca e di Salto di Quirra, anch'essi in Sardegna, di Tor di Nebbia in Puglia, di Monteromano nel Lazio e del Cellina-Meduna in Friuli Venezia Giulia.
Il poligono di Capo Teulada occupa un'area di 72 chilometri quadrati, ai quali vanno aggiunti 58 chilometri quadrati di area a mare permanentemente interdetta, oltre ad ulteriori 90 chilometri quadrati utilizzabili nel corso delle operazioni a fuoco che si svolgono nel poligono. In funzione del tipo di esercitazione, l'ampiezza massima dell'area a mare interdetta può giungere fino a 1.300 chilometri quadrati, nel caso, ad esempio, di esercitazioni di unità navali di durata non superiore ad una settimana.
Il poligono interforze di Salto di Quirra, a ridosso del piccolo centro di Perdasdefogu in Sardegna, è di tipo permanente e si sviluppa su una superficie di 11,6 chilometri quadrati a terra, cui vanno aggiunte 9.946 miglia quadrate a mare per l'addestramento di unità nazionali ed estere, per i collaudi di prototipi e di missili e bersagli, per attività legate alla ricerca scientifica, collaudo e sperimentazione del munizionamento navale e terrestre a media e lunga gittata e sperimentazione di sistemi missilistici.
Anche se non fa parte dei poligoni, va citato il sito della Maddalena, con l'arsenale e le scuole di sottufficiali della Marina militare.

NEL LAZIO (VITERBO) E IN PUGLIA (BARI) LE ALTRE STRUTTURE DI RILIEVO
Il poligono di Tor di Nebbia, in provincia di Bari, è invece "occasionale". Non è un'area demaniale e per utilizzarlo la Difesa corrisponde indennizzi. Ha un'estensione di 90 chilometri quadrati per lezioni di tiro con armi individuali e di reparto, per tiri di armamento principale per i mezzi corazzati e blindati, per la scuola di tiro anche di artiglieria terrestre fino a 155 millimetri di calibro.
Il poligono di Monte Romano, in provincia di Viterbo, copre un'area di 46 chilometri quadrati. È un poligono permanente per lo svolgimento di diverse attività di addestramento fra le quali anche il maneggio e l'impiego di esplosivi. Il poligono del Cellina-Meduna, in provincia di Pordenone, è una struttura permanente che però sta per essere declassata ad area addestrativa e non sarà più utilizzabile per effettuare attività a fuoco. La superficie coperta da questo poligono è di 18,67 chilometri quadrati.

107 POLIGONI PER L'ESERCITO - RIDIMENSIONAMENTO PER AERONAUTICA
ESERCITO. Utilizza attualmente, su tutto il territorio nazionale, 32 aree addestrative, più di 107 poligoni, di cui 15 "in galleria", realizzati all'interno di infrastrutture militari e che per questo non comportano gravami di servitù militari. Il numero elevato di tali infrastrutture è riconducibile all'esigenza di disporre di aree limitrofe ai reparti utilizzatori, fattore determinante che incide notevolmente sui costi dell'addestramento.
MARINA MILITARE. Su tutto il territorio nazionale le servitù relative alla Marina occupano una superficie complessiva di 8mila ettari. Un'estensione che nell'ultimo quinquennio ha subito una riduzione del 13%, pari al 18% del totale delle servitù militari. La Sardegna registra la maggiore incidenza (47%), seguita dalla Sicilia e dal Lazio, rispettivamente con il 21% e il 12%. Attualmente sono 12 i depositi di munizioni della Marina che richiedono l'imposizione di servitù militari. La più importante fra queste strutture è quella di Guardia del Moro, nell'arcipelago della Maddalena, l'unico in grado di rispondere a tutti i requisiti operativi logistici. Per l'addestramento della componente anfibia, la Marina dispone di due sole aree, di limitata estensione: le isole Cheridi, nel golfo di Taranto (500 ettari) e Torre Cavallo, Isola Pedagne, nei pressi di Brindisi (13 ettari).

AERONAUTICA MILITARE. La presenza sul territorio nazionale è destinata ad un progressivo ridimensionamento, a partire dal cambio di status, da militare a civile, di 15 aeroporti, previsto dal protocollo d'intesa sottoscritto nel 2004 tra i ministri della Difesa, dei Trasporti e dell'Economia. Le servitù connesse alle attività dell'Aeronautica riguardano, oltre ad alcuni scali aeroportuali, depositi carburanti e munizioni, nonché impianti per le telecomunicazioni, l'assistenza al volo e la difesa aerea. l'Aeronautica militare addestra i propri piloti per attività di tiro aria/superficie nei poligoni della Sardegna (Capo Frasca, Salto di Quirra e Capo Teulada) ed in minima parte presso il poligono di Punta della Contessa (Brindisi), mentre per l'addestramento di tiro aria/aria, sempre in Sardegna, si utilizzano il poligono a mare di Capo S. Lorenzo e le aree addestrative sul mare a ovest di Decimomannu.

POLIGONI ALL'ESTERO E SIMULAZIONE. Le esigenze complessive di addestramento delle unità della Difesa vengono soddisfatte anche attraverso l'utilizzazione di poligoni esteri e mediante il ricorso sempre più significativo alla simulazione. Per quel che riguarda i poligoni esteri, negli ultimi anni sono stati utilizzati dalla Difesa soprattutto siti in Polonia, Giordania, Tunisia, Ungheria, Egitto, Romania, Bulgaria.
Ma il costo di impiego di tali strutture è decisamente superiore rispetto a quelle italiane: a fronte di un costo di 2 milioni e mezzo di euro per addestrare in Italia una brigata pesante costituita da 800 uomini per 25 giornate, a parità di entità di forze e di durata dell'attività, l'impegno di risorse finanziarie sarebbe pari a 5 milioni e mezzo di euro per il poligono di Drawsko in Polonia, a 4 milioni e mezzo di euro per quello di El Amman in Egitto, o a 4 milioni di euro per il poligono Smardan in Romania. Gli addestramenti effettuati finora con altri Paesi (Giordania, Egitto, Tunisia, Polonia e Romania) sono stati occasionali e per lo più inquadrati nell'ambito di esercitazioni bilaterali o multilaterali.
Quanto alla simulazione, il ricorso a tale forma di addestramento è in fase di sviluppo e la Difesa dispone ormai di numerosi apparati per l'addestramento individuale. È allo studio l'attivazione di un centro di addestramento e valutazione al combattimento presso il poligono di Capo Teulada. La simulazione, tuttavia, resta un elemento integrativo e non sostitutivo dell'attività (specie a fuoco) di addestramento che resta per i vertici militari "altamente necessaria e insostituibile" per una preparazione efficace del personale militare.»

1 + 1 = centinaia di migliaia di ettari sottratti alle nostre vite!

Pietro Stara

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