Il teorema accusatorio del tribunale di Cosenza contro tredici
militanti della Rete del Sud Ribelle costituisce un altro drammatico
capitolo della più complessiva strategia repressiva e
securitaria con cui lo stato intende soffocare i movimenti e tutte le
forme di opposizione sociale.
Sono anni ormai che gli apparati repressivi dello stato utilizzano capi
d'accusa pesantissimi volti alla criminalizzazione del dissenso per
screditare e intimidire tutti coloro i quali si battono contro la
l'arroganza del potere.
Nel quadro della profonda e generale crisi delle istituzioni, minate
dall'incredibile degrado di una classe dirigente inetta e
impresentabile, i poteri forti non trovano di meglio che affidarsi alla
rappresaglia contro chi non si allinea alla miseria dello stato e dei
suoi rappresentanti.
In Calabria e in tutto il Sud, dove la collusione tra mafie e politica
dimostra la secolare identità di interessi e di vedute fra
padroni e padrini, l'inchiesta contro il Sud Ribelle è un
tentativo di sviare l'attenzione da quelle che sono le questioni
sociali del paese: la disarticolazione e l'arretramento sociale, la
povertà diffusa, la precarietà, la mancanza di una
visione del futuro.
Da Genova a Torino, da Milano, a Cosenza e a Firenze, i tribunali
pretendono di fermare le lotte per una società libera e giusta,
contro il degrado, la devastazione e la guerra che lo stato e il
capitalismo impongono quotidianamente alle vite di noi tutti.
Proprio per questo è necessario tenere alto il livello delle
mobilitazioni e delle lotte come premesse irrinunciabili per reagire
alla violenza del potere e creare le condizioni per un cambiamento
profondo e radicale dell'esistente.
Invitiamo pertanto gli anarchici e i libertari a essere presenti alla
manifestazione indetta per il prossimo 2 febbraio a Cosenza contro la
repressione, per la libertà, per la giustizia sociale.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI