Umanità Nova, n.8 del 2 marzo 2008, anno 88

Inform@zione


Gradisca: dal fronte contro il Cpt

Negli ultimi giorni vi sono stati rilevanti novità per quanto riguarda il CPT di Gradisca, nonostante all'interno, dopo che il numero dei reclusi è stato ridotto, non si siano più verificate tensioni e proteste se si escludono alcuni tentativi di fuga purtroppo non riusciti.
Partiamo dal cambio di gestione. La novità grossa è che la coop. isontina Minerva ha perso la gara di appalto per il rinnovo della convenzione. I nuovi carcerieri saranno i responsabili del consorzio "Connecting People" della Sicilia (area cattolica e fortemente ammanicati con i poteri forti della chiesa locale), già esperti nel campo visto che gestiscono da anni il ben noto CPT di Trapani ed anche il centro di identificazione di Salina Grande. Sicuramente per gli attivisti antirazzisti non cambia molto anche se vi è in molti un'intima soddisfazione nel leggere sui giornali locali il dolore di Ruchini, il padre-padrone della Minerva, per la perdita dell'appalto che in ogni caso ha già ingrassato con milioni di euro la sua azienda.
Ma questo non è stato l'unico colpo per il buon Ruchini. Difatti lo stesso giorno dell'ufficializzazione dei vincitori dell'appalto il tribunale ha assolto il presidente della lega delle Coop. sociali del Friuli-Venezia Giulia Bettoli dalla querela di Ruchini per "minaccia di omicidio". La ridicola querela era stata sporta dopo un incontro fra i due in cui Bettoli aveva osato ribadire la sua contrarietà al CPT e a chi lo gestiva.
Il giorno successivo invece sono stati prosciolti in una udienza-lampo tutti gli otto imputati (fra cui sei attivisti di varie aree politiche) per il reato di "violazione del segreto di stato" in relazione alla diffusione via internet dei progetti del costruendo CPT.
Ai giornalisti presenti al processo i militanti dell'Osservatorio CPT hanno così ribadito la natura squisitamente politica delle accuse montate ad arte unicamente per intimidire e criminalizzare il movimento che si batte questi luoghi di internamento. Queste due vicende concluse positivamente speriamo siano di buon auspicio anche per tutti gli altri procedimenti giudiziari aperti contro i militanti antirazzisti. A questo proposito la commissione antirazzista della FAI ha emesso un comunicato stampa ripreso dai giornali locali che riportiamo di seguito: "Solidarietà agli antirazzisti denunciati a Gradisca.
Dopo anni di lotte per impedire l'apertura del centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo, dopo le manganellate davanti ai cancelli, dopo le menzogne dei politici locali, dopo le rivolte dei migranti detenuti e le proteste dei richiedenti asilo, la repressione colpisce ancora chi ha alzato la voce contro questa galera etnica. La procura di Gorizia ha aperto nuovi procedimenti contro numerosi militanti antirazzisti: il primo per manifestazione non autorizzata davanti al Cpt e il secondo conseguente alla diffida fatta del presidente della cooperativa che gestisce il Cpt, un uomo privo di senso dell'umorismo visto che ha diffidato chi gli stava simbolicamente consegnando un foglio di via... dal pianeta Terra!
Queste nuove denunce si sommano alle decine spiccate in questi anni contro tutti quei soggetti che si sono opposti a questa vergogna.
Fra gli altri, lo scorso 5 febbraio è iniziato il processo contro otto imputati per "violazione del segreto di stato". L'accusa è quella di aver diffuso le immagini dei progetti del muro che è stato eretto davanti al Cpt, un evidente abuso edilizio che rende, se possibile, ancora più odioso il lager di Gradisca.
Sappiamo bene qual è lo scopo di queste denunce: far tacere le poche voci contrarie al Cpt, bloccare le iniziative, spaventare coloro che si avvicinano alle manifestazioni o anche solo prendono in mano un volantino. Lor signori sappiano però che siamo abituati a queste minacce. Ma chi ha nel cuore un mondo di liberi ed eguali non scappa di certo davanti a un foglio del tribunale.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti e tutte i compagni e le compagne colpiti dalle denunce e dalle diffide. Libertà per tutti reclusi nel Cpt!"
Un compagno

Torino: antirazzista in galera

Dei tre antirazzisti arrestati ed incarcerati il 17 febbraio, dopo una contestazione contro un gruppo di leghisti in piazza Rebaudengo, (cfr. UN 7 2008) due, Monica e Luca, sono stati scarcerati con obbligo di firma quotidiano mentre un terzo, Fabio, resta alle Vallette in attesa di giudizio. La decisione del Gip è un ulteriore segnale dell'accanimento della magistratura torinese nei confronti di chi contesta le politiche razziste. Fabio si trova in semisolamento: non hanno permesso al fratello, anche lui anarchico, di visitarlo né di consegnargli libri e giornali.
Nel frattempo in città si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà: la sede leghista di largo Saluzzo profumata con la maionese, scritte murali, contestazione di tre antirazzisti alla serata di presentazione della campagna elettorale del PD nella sede della CGIL alla presenza di D'Alema, Turco, Chiamparino. La contestazione a suon di slogan e volantini contro la banda D'Alema & C. è costata ai tre antirazzisti, prontamente fermati dalla polizia, una denuncia per vilipendio a forza politica. Alla faccia della libertà di parola.
Sabato 23 c'è stato un presidio antirazzista al Balon.
Per scrivere a Fabio: Fabio Milan, Casa Circondariale, via Pianezza 300, 10151 Torino
onan

Torino: rioccupata la Boccia

Sabato 23 è stata rioccupata la Boccia sgomberata il lunedì precedente dalla polizia e dai vigili del fuoco.
Le forze del disordine avevano nel frattempo provveduto a staccare luce, gas e acqua ma questo non ha impedito agli occupanti di programmare nuove iniziative per l'intera settimana.
Sebbene il posto resti comunque a rischio di sgombero, autogestione continua.
onan

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