Negli ultimi giorni vi sono stati rilevanti novità per quanto
riguarda il CPT di Gradisca, nonostante all'interno, dopo che il numero
dei reclusi è stato ridotto, non si siano più verificate
tensioni e proteste se si escludono alcuni tentativi di fuga purtroppo
non riusciti.
Partiamo dal cambio di gestione. La novità grossa è che
la coop. isontina Minerva ha perso la gara di appalto per il rinnovo
della convenzione. I nuovi carcerieri saranno i responsabili del
consorzio "Connecting People" della Sicilia (area cattolica e
fortemente ammanicati con i poteri forti della chiesa locale),
già esperti nel campo visto che gestiscono da anni il ben noto
CPT di Trapani ed anche il centro di identificazione di Salina Grande.
Sicuramente per gli attivisti antirazzisti non cambia molto anche se vi
è in molti un'intima soddisfazione nel leggere sui giornali
locali il dolore di Ruchini, il padre-padrone della Minerva, per la
perdita dell'appalto che in ogni caso ha già ingrassato con
milioni di euro la sua azienda.
Ma questo non è stato l'unico colpo per il buon Ruchini. Difatti
lo stesso giorno dell'ufficializzazione dei vincitori dell'appalto il
tribunale ha assolto il presidente della lega delle Coop. sociali del
Friuli-Venezia Giulia Bettoli dalla querela di Ruchini per "minaccia di
omicidio". La ridicola querela era stata sporta dopo un incontro fra i
due in cui Bettoli aveva osato ribadire la sua contrarietà al
CPT e a chi lo gestiva.
Il giorno successivo invece sono stati prosciolti in una udienza-lampo
tutti gli otto imputati (fra cui sei attivisti di varie aree politiche)
per il reato di "violazione del segreto di stato" in relazione alla
diffusione via internet dei progetti del costruendo CPT.
Ai giornalisti presenti al processo i militanti dell'Osservatorio CPT
hanno così ribadito la natura squisitamente politica delle
accuse montate ad arte unicamente per intimidire e criminalizzare il
movimento che si batte questi luoghi di internamento. Queste due
vicende concluse positivamente speriamo siano di buon auspicio anche
per tutti gli altri procedimenti giudiziari aperti contro i militanti
antirazzisti. A questo proposito la commissione antirazzista della FAI
ha emesso un comunicato stampa ripreso dai giornali locali che
riportiamo di seguito: "Solidarietà agli antirazzisti denunciati
a Gradisca.
Dopo anni di lotte per impedire l'apertura del centro di permanenza
temporanea di Gradisca d'Isonzo, dopo le manganellate davanti ai
cancelli, dopo le menzogne dei politici locali, dopo le rivolte dei
migranti detenuti e le proteste dei richiedenti asilo, la repressione
colpisce ancora chi ha alzato la voce contro questa galera etnica. La
procura di Gorizia ha aperto nuovi procedimenti contro numerosi
militanti antirazzisti: il primo per manifestazione non autorizzata
davanti al Cpt e il secondo conseguente alla diffida fatta del
presidente della cooperativa che gestisce il Cpt, un uomo privo di
senso dell'umorismo visto che ha diffidato chi gli stava simbolicamente
consegnando un foglio di via... dal pianeta Terra!
Queste nuove denunce si sommano alle decine spiccate in questi anni
contro tutti quei soggetti che si sono opposti a questa vergogna.
Fra gli altri, lo scorso 5 febbraio è iniziato il processo
contro otto imputati per "violazione del segreto di stato". L'accusa
è quella di aver diffuso le immagini dei progetti del muro che
è stato eretto davanti al Cpt, un evidente abuso edilizio che
rende, se possibile, ancora più odioso il lager di Gradisca.
Sappiamo bene qual è lo scopo di queste denunce: far tacere le
poche voci contrarie al Cpt, bloccare le iniziative, spaventare coloro
che si avvicinano alle manifestazioni o anche solo prendono in mano un
volantino. Lor signori sappiano però che siamo abituati a queste
minacce. Ma chi ha nel cuore un mondo di liberi ed eguali non scappa di
certo davanti a un foglio del tribunale.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti e tutte i compagni e le
compagne colpiti dalle denunce e dalle diffide. Libertà per
tutti reclusi nel Cpt!"
Un compagno
Dei tre antirazzisti arrestati ed incarcerati il 17 febbraio, dopo
una contestazione contro un gruppo di leghisti in piazza Rebaudengo,
(cfr. UN 7 2008) due, Monica e Luca, sono stati scarcerati con obbligo
di firma quotidiano mentre un terzo, Fabio, resta alle Vallette in
attesa di giudizio. La decisione del Gip è un ulteriore segnale
dell'accanimento della magistratura torinese nei confronti di chi
contesta le politiche razziste. Fabio si trova in semisolamento: non
hanno permesso al fratello, anche lui anarchico, di visitarlo né
di consegnargli libri e giornali.
Nel frattempo in città si sono moltiplicate le iniziative di
solidarietà: la sede leghista di largo Saluzzo profumata con la
maionese, scritte murali, contestazione di tre antirazzisti alla serata
di presentazione della campagna elettorale del PD nella sede della CGIL
alla presenza di D'Alema, Turco, Chiamparino. La contestazione a suon
di slogan e volantini contro la banda D'Alema & C. è costata
ai tre antirazzisti, prontamente fermati dalla polizia, una denuncia
per vilipendio a forza politica. Alla faccia della libertà di
parola.
Sabato 23 c'è stato un presidio antirazzista al Balon.
Per scrivere a Fabio: Fabio Milan, Casa Circondariale, via Pianezza 300, 10151 Torino
onan
Sabato 23 è stata rioccupata la Boccia sgomberata il lunedì precedente dalla polizia e dai vigili del fuoco.
Le forze del disordine avevano nel frattempo provveduto a staccare
luce, gas e acqua ma questo non ha impedito agli occupanti di
programmare nuove iniziative per l'intera settimana.
Sebbene il posto resti comunque a rischio di sgombero, autogestione continua.
onan