Con lo slogan "Nato game over" il 23 marzo scorso, nel quinto
anniversario dell'aggressione contro la popolazione irachena, è
stata organizzata un'azione internazionale di massa, compiuta da
più di 1.000 attivisti pacifisti ed antimilitaristi provenienti
da 17 diversi paesi. Gli attivisti hanno cercato di scavalcare la
recinzione del quartier generale della NATO a Bruxelles per chiudere
simbolicamente la base. Gli agenti di guardia, di cui molti a cavallo,
hanno chiamato rinforzi e caricato i manifestanti, anche con idranti e
gas lacrimogeni. Circa 50 persone sono riuscite ad entrare nella base,
ma gli arresti sono stati 500 e vi sono stati alcuni feriti. Intanto
cresce la mobilitazione in vista del vertice NATO in Romania che si
terrà dal 2 al 4 aprile. Molti gruppi antimilitaristi stanno
organizzando manifestazioni di opposizione al vertice e alla
costruzione di nuove basi militari sul territorio.
Mosca. Il 16 marzo scorso è stato assassinato Aleksey Krylov,
un giovane antifascista, mentre stava andando ad un concerto; il 22
marzo una donna originaria del Tagikistan è stata massacrata in
pieno giorno, in una strada affollata.
In tutta la Russia gli attacchi nazisti in questi ultimi tre mesi sono
stati oltre un centinaio con un bilancio di 17 morti e 92 feriti, di
cui alcuni gravi. Le autorità e la polizia coprono gli assassini
e alimentano continuamente la xenofobia e la paura dell'altro. In
questo clima è sempre più difficile agire e mobilitarsi,
ma nonostante tutto i compagni e le compagne non si scoraggiano: il 7
marzo a San Pietroburgo le provocazioni sono state respinte al mittente
e una manifestazione di nazisti è stata attaccata e dispersa. A
Mosca Aleksey Krylov è stato ricordato con un corteo di 250
persone, che ha sfilato in centro sfidando il divieto imposto dalle
autorità ed evitando nuovi arresti.
Uno dei maggiori centri sociali occupati di Lubiana, il ROG, un'ex
fabbrica di biciclette in disuso, è sotto sgombero. Il sindaco
della capitale slovena ha fatto circondare l'edificio da guardie
private che controllano chi entra e chi esce ed ha minacciato di
sigillare tutte le porte dell'edificio. Immediatamente è
scattata la mobilitazione: molti attivisti si danno il turno per
occupare il posto e molti altri resistono all'esterno. Per il momento
la situazione è in stallo, ma potrebbe precipitare da un giorno
all'altro. Il prossimo 5 aprile si terrà a Lubiana un corteo
sindacale, al cui interno verrà organizzato anche uno spezzone
anarchico, e servirà per lanciare anche il tema degli spazi
sociali e dell'anticapitalismo.
Un tribunale d'appello federale ha annullato la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal.
Condannato da un tribunale interamente composto da bianchi per un
omicidio mai commesso, Mumia è nel braccio della morte da 26
anni. La corte ha respinto la richiesta da parte di Mumia di celebrare
un nuovo processo per poter provare la propria innocenza. La
mobilitazione di solidarietà, che va avanti ininterrotta da
molti anni, non si interromperà con questa sentenza, ma
continuerà fino all'ottenimento della revisione del processo.
A cura di Raffaele
Fonti: www.ainfos.ca, www.indymedia.org, http://news.infoshop.org,
http://cemab.be, www.vredesactie.be, http://avtonom.org/english,
www.njetwork.org, www.freemumia.com