Umanità Nova, n.13 del 13 aprile 2008, anno 88

Nucleare-1. Centrali coloniali


Qualcuno dice che si è trattato di una campagna elettorale piuttosto "moscia". Per la verità abbiamo assistito a veri e propri fuochi di artificio: sono stati promessi salari ai precari, cospicui aumenti delle pensioni, lotta senza tregua alla mafia, soluzione rapida della emergenza rifiuti in Campania e altre amenità di questo genere. Peccato che a fare queste promesse siano stati gli stessi "destri e sinistri" che hanno governato negli ultimi 15 anni e c'è da domandarsi perché in tutto questo periodo hanno incentivato la precarietà, hanno felicemente convissuto con la "malavita organizzata", hanno tollerato il disastro campano lasciandolo gestire ai notabili locali. Meglio lasciar perdereā€¦
Per qualche giorno, la campagna elettorale è stata centrata sulla questione del nucleare e più esattamente sulla proposta di costruire una centrale nucleare italiana in Albania. La proposta l'ha fatta l'ex-ministro di Forza Italia, Tremonti, in una lunga intervista a "Il Sole-24ore". Questa la sintesi della "trovata" del creativo Tremonti: "Le infrastrutture sono tutte utili e fondamentali anche se una è la priorità delle priorità: l'infrastruttura energetica. Il futuro sarà del solare o dell'idrogeno. Ma tra lo stato di necessità attuale e l'eventuale futuro radioso c'è un intervello di medio periodo, colmabile col nucleare. Circoli internazionali segnalano una disponibilità nell'altra sponda dell'Adriatico a fare joint venture nucleari con l'Italia. Albania, Montenegro? È ancora presto per dirlo però si tratta di ipotesi possibili, anzi consigliate". (1)
La proposta di Tremonti ha subito incontrato l'entusiastica accoglienza sia nel partito di Berlusconi che in quello di Veltroni. Letta, partito democratico, si è affrettato a dichiarare di non avere nulla in contrario a costruire una centrale nucleare fuori d'Italia dove è ipotesi realista; Messa, ex UDC e filonucleare doc, ricorda che l'ENEL in Albania sta già progettando la costruzione di una grande centrale a carbone a Valona e quindi una centrale nucleare sarebbe la naturale prosecuzione di questa penetrazione economica in campo energetico; Urso, popolo delle libertà ed ex viceministro alle attività produttive, sostiene l'idea a patto che le tecnologie e la normativa siano quelle europee. (2)
Come falchi i giornalisti di regime si sono buttati sulla notizia per fare un po' di propaganda al nucleare: Ansaldo energia, Camozzi, Techint, Edison ma soprattutto ENEL sono prontissimi a produrre centrali nucleari nell'Est europeo. (3)
In realtà si è trattato solo di una grande montatura mediatica finalizzata a sostenere la causa nucleare. Il progetto di costruire un impianto nucleare a Durazzo era stato ufficialmente presentato dal primo ministro albanese Berisha durante la sua "irruzione" al Congresso mondiale dell'energia, svoltosi lo scorso novembre a Roma. L'uscita di Berisha non aveva trovato grande risalto sulla stampa che l'aveva considerato l'ennesima sparata di un personaggio dalla dubbia credibilità. Evidentemente in altre sedi la proposta di Berisha ha trovato ben altro ascolto. Successivamente (dicembre 2007) lo stesso Berisha era tornato sull'argomento, riferendo di contatti con le società Camozzi e Westinghouse. La proposta di Berisha aveva provocato grandi proteste in Grecia dove si era parlato anche di un altro progetto nucleare presentato da una società francese. (4) Di costruire una centrale nucleare italiana in Albania avevano parlato anche gli ineffabili Letta e Urso, durante un confronto preelettorale organizzato da Il Sole-24 ore. In quell'occasione Letta aveva affermato di "non aver niente in contrario alla costruzione da parte di ENEL di una centrale in Albania o in altro paese dell'Est". Secondo Urso questa era "un'idea nata da colloqui fra il governo Berlusconi con Berisha" che però, notiamo noi, a quel tempo non era primo ministro! Questo scolorito politicante non manca di farsi interprete del popolo albanese, dichiarando che "In Albania la gente accetterebbe una centrale nucleare di buon grado". (5) Quel furbacchione di Tremonti si è quindi limitato a dare risalto ad un progetto già noto.
Non entriamo sulla questione della validità della produzione di energia nucleare su cui torneremo con più calma. Ci preme invece sottolineare la vergognosa logica colonialista che sta dietro alla squallida manovra del "nucleare italiano in Albania". Ci si deve domandare, innanzitutto, perché destra e sinistra sostengono l'idea di costruire centrali nucleari italiane in Albania. La risposta è evidente: perché farlo in Italia è troppo difficile a causa dell'opposizione della gente. In Italia questi mascalzoni parlano di nucleare ma "solo" se di IV generazione, quello a "sicurezza intrinseca" (6), ma in Albania invece basta e avanza il nucleare di II generazione, perché anche quello di III generazione è sprecato per una popolazione povera e fiaccata da una classe politica (il liberale Berisha o il socialista Nano, fa poca differenza) abituata agli intrallazzi con gli italiani.
Se, come sostengono i programmi elettorali di Berlusconi e Veltroni, l'attuale tecnologia nucleare non è sicura questo vale per l'Italia come per l'Albania o il Montenegro. Dimenticarsene, come fanno il "democratico" Letta, il post-fascista Urso e il liberale Tremonti, dimostra solo il cinico imperialismo della classe dirigente italiana.

A. Ruberti


Note
1) "Denuclearizzare il nucleare per localizzare il lavoro", Il Sole-24 ore" del 1 aprile 2008.
2) "Tremonti e centrali nucleari. Da PD e PDL: si in Albania", Corriere della Sera del 2 aprile 2008
3) "L'Italia è già pronta all'atomo da export", La Stampa, 3 aprile 2008.
4) Non abbiamo trovato riscontro a questa notizia di fonte greca sulla stampa francese.
5) Energia. Letta e Urso a confronto", Il Sole-24 ore del 13 marzo 2008. Segnaliamo questo articolo che riferisce come i due "contendenti" sono d'accordo su tutto.
6) La "sicurezza intrinseca" è una stupidaggine per il semplice motivo che "non esiste un nucleare sicuro" (Carlo Rubbia, la Repubblica, 30 marzo 2008)

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