È salita in questi giorni alla cronaca dell'orrore quotidiano
la clinica di Milano, "Santa Rita", dove venivano praticati interventi
gravemente lesivi, sino a procurare la morte, soltanto perché
più remunerativi dal punto di vista commerciale. Il Servizio
Sanitario Nazionale paga, infatti, alle cliniche private convenzionate
il corrispettivo per gli interventi praticati e, come ovvio, alcuni
sono pagati meglio degli altri.
Circa 15 anni fa è stato introdotto il metodo di rimborso delle
prestazioni ospedaliere noto come DRG: ogni ospedale viene remunerato
sulla base del valore della prestazione (esame diagnostico, intervento,
terapia) per tipo di patologia, invece che per i giorni di ricovero. Il
Diagnosis Related Groups (Drg) prevede:
Categorie di ricoveri ospedalieri definite in modo da presentare
caratteristiche cliniche analoghe e che richiedano per il loro
trattamento quantità omogenee di risorse ospedaliere. Per
assegnare ciascun paziente ad uno specifico DRG sono necessarie
attualmente le seguenti informazioni minime: la diagnosi principale di
dimissione, l'età, il sesso, la modalità di dimissione.
Da notare che all'interno di ciascun gruppo si possono anche ritrovare
patologie con caratteristiche cliniche non esattamente corrispondenti
ma caratterizzate da un assorbimento di risorse simile.
"Poiché esistono tabelle di riferimento ben precise per i
rimborsi, può accadere che gli ospedali decidano i trattamenti
per il paziente più sulla base di ciò che conviene
economicamente che su quello che conviene alla guarigione del malato."
Il famoso oncologo Umberto Veronesi, si appella, di seguito a quanto
scritto innanzi, ad una nuova regolamentazione dei DRG e soprattutto ad
un nuova etica professionale (comprensiva di aggiornamento medico):
"Tre raccomandazioni sono a questo punto indispensabili: prima, la
revisione periodica e sistematica delle tabelle dei Drg, perché
siano effettivamente allineate agli ultimi progressi della medicina e
della chirurgia. La seconda, l'aggiornamento delle linee guida, in modo
che obblighino moralmente il chirurgo a osservare i limiti
all'intervento medico imposti dal rispetto della dignità e della
globalità della persona malata. La terza, la formazione medica
continua: quando ero ministro della Sanità mi sono battuto e ho
ottenuto l'obbligatorietà dell'aggiornamento dei medici, sapendo
che ogni conoscenza medica diventa obsoleta dopo cinque-sette anni.
Ora bisogna fare in modo che all'interno dell'insegnamento medico
continuo vengano inseriti gli aspetti etici, morali e comportamentali.
Solo intervenendo alla radice della cultura generale del medico,
soprattutto delle nuove generazioni, potremo evitare altri casi come
quello di Milano e scongiurare l'affarismo del dolore."
Alla fine, la risultante dell'intervento politico riguarderebbe
soltanto l'etica e la preparazione professionale, dimenticandosi, non a
caso, l'elemento più importante fra tutti: la salute e non solo
quella medica, non può essere oggetto di alcun tipo di
commercializzazione, di guadagno e di speculazione. La Sanità
deve essere interamente pubblica, interamente gratuita ed i medici
dovrebbero essere salariati indipendentemente dalla prestazione
lavorativa che svolgono. Per noi poi, anche le attività
formative, i trasporti, la gestione dei rifiuti, il territorio, l'aria,
l'acqua, le attività produttiveā¦ dovrebbero essere trattate alla
stessa stregua: pubbliche, di interesse collettivo, socializzate ed
autorganizzate.
Pietro Stara