Umanità Nova, n.22 del 15 giugno 2008, anno 88

Sanità: il sistema dei DRG. La paga del macellaio


È salita in questi giorni alla cronaca dell'orrore quotidiano la clinica di Milano, "Santa Rita", dove venivano praticati interventi gravemente lesivi, sino a procurare la morte, soltanto perché più remunerativi dal punto di vista commerciale. Il Servizio Sanitario Nazionale paga, infatti, alle cliniche private convenzionate il corrispettivo per gli interventi praticati e, come ovvio, alcuni sono pagati meglio degli altri.
Circa 15 anni fa è stato introdotto il metodo di rimborso delle prestazioni ospedaliere noto come DRG: ogni ospedale viene remunerato sulla base del valore della prestazione (esame diagnostico, intervento, terapia) per tipo di patologia, invece che per i giorni di ricovero. Il Diagnosis Related Groups (Drg) prevede:
Categorie di ricoveri ospedalieri definite in modo da presentare caratteristiche cliniche analoghe e che richiedano per il loro trattamento quantità omogenee di risorse ospedaliere. Per assegnare ciascun paziente ad uno specifico DRG sono necessarie attualmente le seguenti informazioni minime: la diagnosi principale di dimissione, l'età, il sesso, la modalità di dimissione.
Da notare che all'interno di ciascun gruppo si possono anche ritrovare patologie con caratteristiche cliniche non esattamente corrispondenti ma caratterizzate da un assorbimento di risorse simile.
"Poiché esistono tabelle di riferimento ben precise per i rimborsi, può accadere che gli ospedali decidano i trattamenti per il paziente più sulla base di ciò che conviene economicamente che su quello che conviene alla guarigione del malato."
Il famoso oncologo Umberto Veronesi, si appella, di seguito a quanto scritto innanzi, ad una nuova regolamentazione dei DRG e soprattutto ad un nuova etica professionale (comprensiva di aggiornamento medico): "Tre raccomandazioni sono a questo punto indispensabili: prima, la revisione periodica e sistematica delle tabelle dei Drg, perché siano effettivamente allineate agli ultimi progressi della medicina e della chirurgia. La seconda, l'aggiornamento delle linee guida, in modo che obblighino moralmente il chirurgo a osservare i limiti all'intervento medico imposti dal rispetto della dignità e della globalità della persona malata. La terza, la formazione medica continua: quando ero ministro della Sanità mi sono battuto e ho ottenuto l'obbligatorietà dell'aggiornamento dei medici, sapendo che ogni conoscenza medica diventa obsoleta dopo cinque-sette anni.
Ora bisogna fare in modo che all'interno dell'insegnamento medico continuo vengano inseriti gli aspetti etici, morali e comportamentali. Solo intervenendo alla radice della cultura generale del medico, soprattutto delle nuove generazioni, potremo evitare altri casi come quello di Milano e scongiurare l'affarismo del dolore."
Alla fine, la risultante dell'intervento politico riguarderebbe soltanto l'etica e la preparazione professionale, dimenticandosi, non a caso, l'elemento più importante fra tutti: la salute e non solo quella medica, non può essere oggetto di alcun tipo di commercializzazione, di guadagno e di speculazione. La Sanità deve essere interamente pubblica, interamente gratuita ed i medici dovrebbero essere salariati indipendentemente dalla prestazione lavorativa che svolgono. Per noi poi, anche le attività formative, i trasporti, la gestione dei rifiuti, il territorio, l'aria, l'acqua, le attività produttiveā€¦ dovrebbero essere trattate alla stessa stregua: pubbliche, di interesse collettivo, socializzate ed autorganizzate.

Pietro Stara


home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti