A Settimo milanese tre operai egiziani che lavoravano in nero per
un'impresa edile sono precipitati da un'impalcatura: due sono morti
mentre il terzo versa in gravi condizioni.
Pubblichiamo di seguito alcuni stralci del comunicato emesso dalla
Commissione lavoro della Federazione Anarchica di Milano, "la vera
questione sicurezza".
"Il 'pacchetto sicurezza' del governo si basa su una logica repressiva
del conflitto sociale soprattutto nei confronti degli immigrati, in
particolare quelli considerati "irregolari", e contro l'intera
popolazione Rom e Sinti indicata come il principale pericolo sociale.
Questa operazione del potere politico ed economico, coadiuvata e
divulgata da tutti gli organi di disinformazione, serve a nascondere
che i veri nemici della società, sono padroni e governanti e che
l'insicurezza maggiore è nei luoghi di lavoro, dove gli
infortuni – spesso tragicamente mortali – sono ormai quotidiani.
Nel frattempo governo, confindustria, CGIL,CISL e UIL, e la 'sdoganata'
UGL – i veri responsabili della svendita totale dei diritti delle
lavoratrici e lavoratori italiani e migranti – incentivano gli
straordinari sul lavoro con la detassazione, legando, i pur ridicoli
aumenti salariali, all'incentivazione produttiva.
Intanto scoppiano gli scandali nelle 'cliniche private' della metropoli
milanese, capitale europea in veste "Expo 2015", che pur di arraffare
il massimo dalle casse della sanità pubblica, inventano malattie
inesistenti per giustificare interventi chirurgici fino a provocare la
morte dei pazienti. Sono gli stessi meccanismi che per trarre
più profitti dall'aumento delle produttività, e ridurre i
costi della tutela sul lavoro, sono la maggior causa di incidenti
mortali.
È questa la rappresentazione più crudele del fonte
interno di questa guerra che i padroni, di ogni latitudine, nazione e
religione, conducono e dove sempre e solo i lavoratori pagano le
inevitabili conseguenze addirittura con la propria vita.
E questo è puntualmente accaduto in questi giorni a pochi
chilometri da Milano, a Settimo Milanese, dove tre immigrati
clandestini egiziani sono precipitati dalle impalcature di un cantiere
edile: due sono morti all'istante, il terzo è gravemente ferito.
I tre 'pericolosissimi' lavoratori, per poter sopravvivere e magari
pagare affitti da capogiro in stanze fatiscenti, erano costretti a
lavorare in nero: sono gli stessi contro i quali il governo sta varando
una legge che prevede il reato di immigrazione clandestina e che, in
base al decreto sicurezza, rischiano la detenzione amministrativa nei
cpt/cei sino a 18 mesi.
Lo Stato protegge mafiosi, affaristi e sfruttatori e scatena una canea
xenofoba e razzista, sia nella variante leghista delle ronde o in
quella fascista dell'esercito che pattuglia le strade notturne delle
metropoli. Ecco i veri criminali, di cui aver paura!"
Da un comunicato della Commissione lavoro della Federazione Anarchica Milanese
La cronaca nascosta dal fronte del razzismo ci regala ogni giorno
nuovi episodi, che non entrano nelle pagine dei giornali, ma che
qualcuno, cui non difetta la coscienza, diffonde in rete. In questo
caso i fatti sono raccontati dagli operatori di una struttura di
accoglienza per minori.
Sono le 19,30 di venerdì 6 giugno in un parco rionale di Torino.
I carabinieri, nel corso di un "normale controllo" fermano un ragazzino
rom e, visto che non è in grado di esibire documenti, lo
ammanettano dietro alla schiena con violenza, lo prendono a pugni e lo
sbattono più volte contro un muro.
Poi i due solerti tutori del disordine statale portano il ragazzo
presso la struttura di accoglienza dove risiede per richiedere i
documenti. All'operatore presente rivolgono frasi dal tenore esplicito:
"Il fatto verrà segnalato a chi di dovere", "Ora il clima
è cambiato, vi facciamo chiudere", "La prossima volta che lo
troviamo senza documenti lo arrestiamo per resistenza a pubblico
ufficiale", "I ragazzi italiani non hanno strutture come queste", frasi
che denotano atteggiamenti stereotipati, razzisti ed ignoranti. Se ne
vanno senza lasciare alcun verbale. Al parco tanta gente aveva provato
a dir loro di conoscere il ragazzo, che era un rom e che aveva ancora
difficoltà linguistiche. Ma non era servito a niente,
poiché il pregiudizio nei confronti dei rom non si ferma neppure
di fronte ad un minorenne.
L'operatore del centro di accoglienza che ha diffuso la notizia termina
il suo racconto con un appello: "Provate a pensare se vostro figlio, al
parco, senza documenti perché li ha dimenticati o perché
ha meno di 15 anni, ricevesse un trattamento simile e vi fosse
riportato a casa ammanettato e picchiato, con due energumeni che
sbraitano frasi come 'Non c'è più rispetto per la divisa
che porto' e ancora 'Dovreste insegnare l'educazione a vostro figlio'.
La domanda che pongo a tutti è: quale sarebbe la vostra
reazione? Non credo solo indignazione, credo anche denuncia e
mobilitazione. Ed è proprio quello che dovremmo fare tutti
insieme: denunciare il clima, i mandanti (visti gli episodi di questi
giorni non mi sembra sia un caso isolato) e gli esecutori,
nonché mobilitarci e far sentire la nostra voce per porre fine a
questi vergognosi abusi."
Euf.