Umanità Nova, n.23 del 22 giugno 2008, anno 88

Inform@zione


Milano: due immigrati muoiono di lavoro

A Settimo milanese tre operai egiziani che lavoravano in nero per un'impresa edile sono precipitati da un'impalcatura: due sono morti mentre il terzo versa in gravi condizioni.
Pubblichiamo di seguito alcuni stralci del comunicato emesso dalla Commissione lavoro della Federazione Anarchica di Milano, "la vera questione sicurezza".
"Il 'pacchetto sicurezza' del governo si basa su una logica repressiva del conflitto sociale soprattutto nei confronti degli immigrati, in particolare quelli considerati "irregolari", e contro l'intera popolazione Rom e Sinti indicata come il principale pericolo sociale.
Questa operazione del potere politico ed economico, coadiuvata e divulgata da tutti gli organi di disinformazione, serve a nascondere che i veri nemici della società, sono padroni e governanti e che l'insicurezza maggiore è nei luoghi di lavoro, dove gli infortuni – spesso tragicamente mortali – sono ormai quotidiani.
Nel frattempo governo, confindustria, CGIL,CISL e UIL, e la 'sdoganata' UGL – i veri responsabili della svendita totale dei diritti delle lavoratrici e lavoratori italiani e migranti – incentivano gli straordinari sul lavoro con la detassazione, legando, i pur ridicoli aumenti salariali, all'incentivazione produttiva.
Intanto scoppiano gli scandali nelle 'cliniche private' della metropoli milanese, capitale europea in veste "Expo 2015", che pur di arraffare il massimo dalle casse della sanità pubblica, inventano malattie inesistenti per giustificare interventi chirurgici fino a provocare la morte dei pazienti. Sono gli stessi meccanismi che per trarre più profitti dall'aumento delle produttività, e ridurre i costi della tutela sul lavoro, sono la maggior causa di incidenti mortali.
È questa la rappresentazione più crudele del fonte interno di questa guerra che i padroni, di ogni latitudine, nazione e religione, conducono e dove sempre e solo i lavoratori pagano le inevitabili conseguenze addirittura con la propria vita.
E questo è puntualmente accaduto in questi giorni a pochi chilometri da Milano, a Settimo Milanese, dove tre immigrati clandestini egiziani sono precipitati dalle impalcature di un cantiere edile: due sono morti all'istante, il terzo è gravemente ferito. I tre 'pericolosissimi' lavoratori, per poter sopravvivere e magari pagare affitti da capogiro in stanze fatiscenti, erano costretti a lavorare in nero: sono gli stessi contro i quali il governo sta varando una legge che prevede il reato di immigrazione clandestina e che, in base al decreto sicurezza, rischiano la detenzione amministrativa nei cpt/cei sino a 18 mesi.
Lo Stato protegge mafiosi, affaristi e sfruttatori e scatena una canea xenofoba e razzista, sia nella variante leghista delle ronde o in quella fascista dell'esercito che pattuglia le strade notturne delle metropoli. Ecco i veri criminali, di cui aver paura!"
Da un comunicato della Commissione lavoro della Federazione Anarchica Milanese

Torino: ragazzino rom picchiato e ammanettato

La cronaca nascosta dal fronte del razzismo ci regala ogni giorno nuovi episodi, che non entrano nelle pagine dei giornali, ma che qualcuno, cui non difetta la coscienza, diffonde in rete. In questo caso i fatti sono raccontati dagli operatori di una struttura di accoglienza per minori.
Sono le 19,30 di venerdì 6 giugno in un parco rionale di Torino. I carabinieri, nel corso di un "normale controllo" fermano un ragazzino rom e, visto che non è in grado di esibire documenti, lo ammanettano dietro alla schiena con violenza, lo prendono a pugni e lo sbattono più volte contro un muro.
Poi i due solerti tutori del disordine statale portano il ragazzo presso la struttura di accoglienza dove risiede per richiedere i documenti. All'operatore presente rivolgono frasi dal tenore esplicito: "Il fatto verrà segnalato a chi di dovere", "Ora il clima è cambiato, vi facciamo chiudere", "La prossima volta che lo troviamo senza documenti lo arrestiamo per resistenza a pubblico ufficiale", "I ragazzi italiani non hanno strutture come queste", frasi che denotano atteggiamenti stereotipati, razzisti ed ignoranti. Se ne vanno senza lasciare alcun verbale. Al parco tanta gente aveva provato a dir loro di conoscere il ragazzo, che era un rom e che aveva ancora difficoltà linguistiche. Ma non era servito a niente, poiché il pregiudizio nei confronti dei rom non si ferma neppure di fronte ad un minorenne.
L'operatore del centro di accoglienza che ha diffuso la notizia termina il suo racconto con un appello: "Provate a pensare se vostro figlio, al parco, senza documenti perché li ha dimenticati o perché ha meno di 15 anni, ricevesse un trattamento simile e vi fosse riportato a casa ammanettato e picchiato, con due energumeni che sbraitano frasi come 'Non c'è più rispetto per la divisa che porto' e ancora 'Dovreste insegnare l'educazione a vostro figlio'. La domanda che pongo a tutti è: quale sarebbe la vostra reazione? Non credo solo indignazione, credo anche denuncia e mobilitazione. Ed è proprio quello che dovremmo fare tutti insieme: denunciare il clima, i mandanti (visti gli episodi di questi giorni non mi sembra sia un caso isolato) e gli esecutori, nonché mobilitarci e far sentire la nostra voce per porre fine a questi vergognosi abusi."
Euf.



home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti