A leggere i giornali ed a guardare la televisione durante l'estate
sembra di vedere sempre lo stesso copione replicato ogni volta.
Si trova la sparata di Bossi sotto ferragosto, che monopolizza il
dibattito politico per due o tre giorni, e poi si risolve, sempre, in
una bolla di sapone.
Si dà grande risalto agli appelli alle partenze intelligenti ed
alla guida prudente fatti dal Papa di turno che, evidentemente, oltre
al potere temporale, aspira anche alla carica di presidente
dell'Automobil Club.
Ci sono i consueti servizi sul caldo, come se in estate dovesse far
freddo ed i servizi-marchetta sulle località di vacanza, fatti
dal giornalista amico del sindaco (o ospitato gratuitamente dalla
proloco), per convincere gli indecisi dell'ultimo minuto a preferire
quella località per le proprie vacanze.
Ogni anno qualcosina di diverso però c'è.
Quest'anno ci sono state le olimpiadi in Cina, con la consueta retorica
patriottarda, la celebrazione della maestosità cinese e,
ovviamente, il richiamo al Tibet con la voluta confusione fatta
spacciando lo stato teocratico preesistente all'invasione cinese con
l'identità culturale negata al popolo tibetano.
È mancato "il delitto dell'estate", quell'efferato fatto di
cronaca che viene annualmente utilizzato da Bruno Vespa nell'inverno,
quando non vuole parlare di altri argomenti, per riempire il palinsesto
del suo salotto televisivo.
E, ad agosto, c'è stata la "Finanziaria" triennale del governo
Berlusconi, approvata alla camera il 5 agosto e pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale il 21 scorso.
La differenza rispetto al passato è in parte di facciata ed in parte reale.
La parte di facciata è quella che fa finta di trasformare la
consueta manovra di giugno (posticipata a causa delle elezioni) in
qualcosa di diverso. Ogni anno, infatti, quando cominciano a conoscersi
i dati semestrali del bilancio dello stato, visto che raramente
coincidono con le previsioni fatte sei mesi prima (quando si approva la
Finanziaria, quella vera), il Ministro del Tesoro opera delle manovre
correttive per rispettare i saldi contabili.
Che si tratti di una bufala se n'è accorto persino Napolitano,
che ha ricordato che, se si vuole fare una legge finanziaria, prima va
redatto il progetto di bilancio dello stato "a legislazione vigente",
cioè il bilancio come sarebbe stato se non ci fossero modifiche
legislative, e, successivamente, si possono approvare le modifiche
contenute nella finanziaria.
Facile gioco ha avuto il duo Tremonti Berlusconi a spiegargli che era
tutto un trucco, visto che, per quanto riguarda il bilancio dello
stato, non si va oltre le indicazioni contenute abitualmente nel
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF). Tanto che
la legge individua il rapporto deficit/PIL come "obiettivo di
indebitamento", non come saldo del bilancio dello stato.
La legge stessa, mica si chiama "Finanziaria", ma è la
conversione di un Decreto legge (quelli fatti dal governo per motivi di
necessità e d'urgenza e che valgono solo 60 giorni se non sono
convertiti in legge) con il titolo: "Disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria".
Alcuni interventi hanno come unico scopo proprio la propaganda
pubblicitaria: è il caso, ad esempio, della disposizione "taglia
leggi" con cui vengono formalmente abrogate 3574 leggi. Si tratta di un
atto solo formale visto che è relativo a leggi inefficaci,
perchè sostituite da leggi successive, o scadute, ma mai
formalmente abrogate. Si va dalla n. 1636 del 24/1/1864
"Sull'affrancamento dei canoni enfiteutici, livelli, censi decime ed
altre prestazioni dovute ai corpi morali" alla 365 del 11/7/96 sul
"Differimento del termine di applicazione dall'Art. 57, comma 6 del
D.Lgs. 3/2/1993 n. 29". Insomma una norma utile solo a dire in
televisione che "hanno delegificato abrogando più di 3500
leggi!" senza, in realtà, modificare nulla.
La cosiddetta "Robin tax" è una vera presa in giro anche ai
danni di Robin Hood. Se questi, di 100 monete d'oro che prendeva agli
esattori dello sceriffo di Nottingham o ai ricchi monaci cattolici, ne
avesse distribuite solo 4 ai poveri, sicuramente non sarebbe divenuto
un personaggio leggendario e proverbiale! Eppure questo è
proprio quello che viene fatto con la "Robin tax". Dalle aumentate
imposte ascrivibili alle norme riferite a questa tassa, è atteso
un gettito di 5 miliardi di euro. Solo 200 milioni verranno spesi per
la cosiddetta "social card": 400 euro da dare, una tantum, ai soggetti
meno abbienti (con requisiti ancora da individuare), invece dei 10.000
euro che avrebbero avuto se gli si fosse devoluto l'intero gettito
della tassa!
Per finire, come ciliegina sulla torta, c'è il fatto che, senza
i decreti d'attuazione (quasi tutti ancora da emanare), rimarrà
solo una lista di propositi ed intendimenti, dello stesso valore
giuridico dei programmi elettorali.
Non bisogna credere però che sia la solita fuffa di Berlusconi in cerca di pubblicità.
Pur stabilendo relativamente poco in sede dispositiva, questa legge
dà la possibilità giuridica ai ministri di emanare, nei
prossimi mesi, decreti che saranno il vero fulcro della manovra. Il
tutto con poca pubblicità, tranne quella che i ministri stessi
vorranno farsi.
Alcuni decreti già sono stati emanati o sono in corso di
emanazione e gli effetti si cominciano a vedere: è il caso della
scuola, o del massacro dei dipendenti pubblici, argomenti in parte
già affrontati da questo giornale.
L'unico modo per evitare la devastazione sociale che si annuncia
è che il prossimo autunno sia davvero caldo, a cominciare dalla
scuole e dalle università, dove l'attacco a studenti e
lavoratori è già iniziato.
Fricche