Questo è l'ultimo numero curato dalla redazione torinese di
Umanità Nova. È stata una lunga avventura: per alcuni di
noi ebbe inizio dieci anni fa con la partecipazione alla redazione
nazionale, esauritasi la quale, la Federazione Anarchica Torinese si
assunse il compito.
Una sfida entusiasmante e difficile, sempre diversa di settimana in
settimana. Umanità Nova è un giornale di parte,
orgogliosamente di parte, un giornale anarchico, schierato con i senza
potere, i senzapatria, gli sfruttati e gli oppressi. Questo nostro
essere di parte ci ha spronato a pensare un settimanale che
privilegiasse l'informazione, che sapesse mostrare, raccontando quanto
accadeva, l'intrinseca criminalità del potere, l'inevitabile
corruzione delle relazioni politiche basate sulla delega a
professionisti, la giungla sociale che caratterizza una società
dove la proprietà privata e l'interesse personale sono il perno
delle relazioni tra gli individui.
Poca propaganda e molta voglia di far emergere l'urgenza dell'anarchia
dalle cronache di lotta, dall'analisi delle guerre, dalla disamina
delle leggi razziste, dalla realtà del lavoro che uccide,
mutila, ammala, dall'indagine sulla devastazione ambientale, dal
racconto delle persecuzioni, delle violenze, delle torture. Abbiamo
altresì cercato di mostrare i tanti luoghi ove c'è
resistenza, dove uomini e donne lottano contro la banalità del
male, che si esprime nella pervasività del potere, che annienta
i propri nemici e tenta di sedurre tutti.
Questi 10 anni sono stati segnati dallo straordinario modificarsi
dell'attività informativa grazie alla diffusione di massa di
internet e della posta elettronica. Ne è derivata una radicale
trasformazione del modo di fare il giornale. Abbiamo attraversato, in
parte stiamo ancora attraversando, una vera e propria rivoluzione. Nel
bene e nel male. Se il bene è rappresentato dalla
velocità della comunicazione, il male è nel moltiplicarsi
all'infinito del flusso informativo. Intendiamoci. La libertà di
comunicazione offerta dalla rete è una libertà da
salvaguardare. Non è certo un caso che continui siano i
tentativi di imporre rigide regole per limitare l'accesso ed aumentare
il controllo. Diventa tuttavia sempre più difficile districarsi
tra le notizie diffuse in ogni istante dalla rete. Siamo convinti che
un buon giornale richieda attenzione, pazienza e umiltà. Una
caratteristica del nostro lavoro è stato un continuo e accurato
controllo delle fonti, la verifica di ogni caso dubbio, l'impegno a
fuggire la tentazione di fare "taglia e incolla", il rifiuto di
appiccicare sul foglio volantini e comunicati e lo sprone ai compagni a
scrivere pensando che il giornale era rivolto a tutti e non solo al
movimento.
Settimana dopo settimana il nostro impegno è stato quello di
enucleare i temi rilevanti, cercando di andare oltre la trama scontata
dell'informazione asservita che domina la carta stampata, scavando con
pazienza per rintracciare i fili utili per intrecciare una diversa
trama. Fondamentale è stato l'apporto dei tanti compagni e
compagne che hanno dato il loro contributo al giornale, mettendo a
disposizione, saperi, esperienze, competenze, non da ultimo quelle
letterarie, perché un articolo mal scritto è inutile e
dannoso, uno ben scritto rende fruibile a tutti il giornale, allargando
la sfera di interesse dei tanti, non solo anarchici, che lo leggono. A
tutti loro va il nostro ringraziamento.
Umanità Nova è il solo settimanale che esce regolarmente
da 63 anni, attraversando la storia politica e sociale del nostro
paese. Se si considera che UN è l'unico giornale che non gode di
sovvenzioni pubbliche e non fa ricorso alla pubblicità, possiamo
trarne i migliori auspici per il futuro, un futuro nel quale ci
sarà sempre più bisogno di combattere la dura battaglia
dell'informazione, oggi più che mai ganglio nevralgico in cui si
sviluppano le trame di potere di chi pretende di governarci.
La lunga storia di Umanità Nova è la dimostrazione
pratica di quanto la tensione progettuale e la passione per un mondo di
liberi ed eguali sia capace di costruire e mantenere nel tempo uno
strumento di comunicazione libero.
È stato per noi un grande privilegio aver fatto parte di questa storia. Ci auguriamo di esserne stati degni.
I compagni e le compagne della redazione uscente di Umanità Nova