Tra poco inizieranno a costruire lo stabilimento per assemblare
centinaia di cacciabombardieri americani di ultima generazione, gli
F35. Forse i lavori cominceranno già nei primi mesi del prossimo
anno. Vogliono costruire questo stabilimento dentro il recinto
dell'aeroporto militare di Cameri (installazione di cui ignoriamo il
preciso status giuridico). Nel 2009 questo aeroporto compirà
cent'anni: un bell'anniversario, non c'è che dire. Si tratta del
principale impianto dell'aeronautica militare dedicato alla logistica
ed alla manutenzione di velivoli da guerra. Ma non solo: recentemente
è ritornato pienamente operativo, ospitando alcuni Tornado,
certo impegnati in operazioni di sostegno alle imprese belliche in
corso. Ed ora, a dieci chilometri scarsi da Novara, vogliono pure far
nascere una fabbrica di morte e di devastazione. Con la solita risibile
scusa: posti di lavoro e progresso tecnologico. Ma i posti di lavoro
saranno in realtà pochi e maledetti. Ed il progresso
tecnologico, ove applicato alle costruzioni militari, non è
certo cosa desiderabile, né per la nostra comunità
né per il genere umano nel suo complesso. Per non parlare
dell'enormità della spesa prevista: circa un miliardo di dollari
solo per costruire lo stabilimento. Soldi prelevati dalle tasche dei
contribuenti. Come pure dalle solite tasche verranno prese le somme per
acquistare più di cento velivoli, a partire dal 2013, allo scopo
di rinnovare il parco cacciabombardieri dell'aeronautica militare
italiana. In tutto ci si avvicinerà, molto verosimilmente, alla
cifra di venti miliardi di euro. Tutto ciò mentre si taglia la
spesa sociale (per la sola istruzione pubblica un taglio di quasi otto
miliardi di euro per i prossimi quattro anni) e mentre il mondo
attraversa una gravissima crisi economica. Ma i nostri governanti non
risparmiano molto sulle spese di morte. Solo un minimo di prudenza li
fa rinunciare, almeno per il momento, all'acquisto immediato di un
prototipo di F35 da utilizzare per prove e collaudi. Una piccola
rinuncia dettata dalla tragicità della congiuntura economica,
che però non blocca le intenzioni belliciste e di riarmo delle
forze militari italiane. Ma noi continueremo ad opporci con
determinazione al progetto di costruzione e di acquisto degli F35: per
difendere la nostra terra da devastazioni ed inquinamento, per
difendere le nostre coscienze che non si vogliono rendere complici di
bombardamenti e di assassinii più o meno tecnologicamente
avanzati. È per questo che ci troveremo a far festa ed a gridare
il nostro no alla fabbrica degli F35. Ci ritroveremo proprio nel
periodo in cui si incontrano i militaristi, che quest'anno
preannunciano sontuosi festeggiamenti a novant'anni dalla "vittoria",
cioè dalla fine di quello schifosissimo macello che è
stata la Prima Guerra Mondiale. Noi ci troveremo a Novara, il primo
novembre di questo triste 2008. Programma: Alle ore 14.00, in centro
città (angolo delle ore), comincia il presidio comunicativo e di
protesta, con: Il teatro dell'oppresso; Laboratori e trucco per
bambini; Giocolieri e Writers Al parco pubblico di corso Trieste angolo
via Bovio, nel quartiere di Sant'Agabio, faremo festa con il concerto:
Ore 19.00 - Novara Hip Hop con: TERZO GRADO e GORAM Ore: 21.00 -
ASSALTI FRONTALI Disoccupiamo le fabbriche di morte. Liberiamo le
città e le campagne dalle sconcezze del militarismo.
www.nof35.org