Umanità Nova, n.36 del 9 novembre 2008, anno 88

Cronache fantastiche inaspettatamente reali


Un ex Presidente della Repubblica,  di un paese di quelli definiti democratici, suggerisce, in un intervista, come si possono contrastare i movimenti d'opposizione. L'occhio di riguardo è in particolar modo riservato a quelli che manifestano con insistenza nelle piazze.
Non è difficile, lui lo ha anche sperimentato nella sua carica di Ministro degli Interni, è sufficiente infiltrarsi nelle proteste con dei provocatori a servizio del governo. Il loro compito è quello di provocare disordini in cui coinvolgere gli oppositori così da screditare questi ultimi agli occhi dell'opinione pubblica.
Preparato il terreno, anche grazie ad un'opportuna campagna "d'informazione", disponendo del compiacente appoggio di qualche direttore di testata, si potrà passare alla fase due .... quella della repressione.
A questo punto non si va per il sottile, alla prima occasione le forze di polizia procedono con arresti e botte; in linea di massima le sirene delle ambulanze devono sovrastare l'ululato delle volanti, qualche ferito servirà per capire bene da che parte tira il vento.
E se ci scappa il morto? Questo il Presidente non lo dice, ma ... sarebbe ancora meglio!
Ulteriore bagaglio delle sue precedenti esperienze?
Badate, in questo caso non è stato necessario attendere l'apertura degli archivi segreti dello Stato, dopo la scomparsa dei protagonisti. Per ascoltare queste parole è bastato l'indebolimento di qualche connessione neuronale o, forse, la sicurezza della propria impunità.
Questa seconda ipotesi non sarebbe da scartare, considerando che nessun sincero democratico che siede in Parlamento è sobbalzato sulla poltrona e neanche si è rivolto ad un magistrato.
Del resto, se questi consigli giungono da un ex Ministro degli Interni - ex Presidente della Repubblica avranno certamente una copertura legale, quindi perché indignarsi.
Che il rispetto della legalità sia sempre al centro dell'etica statale è stato, dopo poco, comunque confermato dalle minacce di un altro Ministro degli Interni di più recente nomina. Con accento padano egli ha affermato che il diritto alla protesta e al dissenso, per ora, sono garantiti ma: "stiano attenti gli studenti che occupano le università e le scuole superiori, per loro .... scatterà la denuncia".

L'Osservatore birmano

 

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