Per tutto il mese di Ottobre si sono susseguiti in Irak scioperi,
sit-in e dimostrazioni effettuate dai lavoratori contro il taglio degli
stipendi deciso dal Governo su richiesta del Fondo Monetario
Internazionale. Già in Agosto, di fronte alle prime proteste,il
Ministero delle Finanze aveva riconosciuto la fondatezza delle proteste
dei sindacati locali, salvo poi, evidentemente tirato per gli orecchi
dal F.M.I., rimangiarsi la parola data.
In risposta, il 19 Ottobre si è tenuta una massiccia
dimostrazione nella Firdaus Square di Baghdad alla quale hanno
partecipato migliaia di lavoratori, con alla testa gli impiegati del
Ministero dell'Industria, durante la quale hanno preso la parola i
leaders sindacali locali Subhi Albadri per il GFWCUI e Falah Alwan per
il FWCUI.
Il 27 Ottobre le dimostrazioni si sono ripetute a Bassora dove migliaia
di lavoratori dei settori siderurgico, petrolchimico e di altre
industrie locali sono scesi in sciopero e hanno dimostrato per le
strade della città guidati da Hassan Juma, leader del Labor
Unifying Bureau and Oil Workers e Abuwatan, vice presidente del Labor
Unified Bureau del GFWCUI di Bassora.
Dopo queste due massicce dimostrazioni i sindacati hanno chiamato i
lavoratori Irakeni alla lotta in tutto il paese, con il risultato che
dimostrazioni e sit-in si stanno ora verificando anche in molte altre
città.
Da notare che durante le dimostrazioni il servizio di ordine pubblico
è affidato alla Guardia Nazionale irakena e – naturalmente –
alle truppe U.S.A.
Contrariamente ai 9 sindacati presenti nel settore la CUB trasporti
è stato l'unico sindacato che non ha firmato l'accordo capestro
proposto da CAI per l'acquisizione di Alitalia.
Perché questo accordo prevede 10 mila espulsioni, di cui oltre 4
mila licenziamenti per i lavoratori a tempo indeterminato, altri 4 mila
per i precari senza ammortizzatori sociali, la cessione di 2 mila
lavoratori ad aziende senza futuro. Prevede un taglio salariale di
oltre il 10% per i lavoratori di terra ed il 20% per gli assistenti di
volo, riservando ad ambedue le categorie un sostanziale peggioramento
della normativa.
Prevede una frantumazione del contratto nazionale della gestione
aeroportuali, con l'uscita da tale CCNL dei lavoratori dell'handling
(carico e scarico bagagli, check-in, rampa, ecc.) di Alitalia (Az
Airport) e Airone (Eas).
Oltre a non aver firmato l'intesa capestro la CUB si è fatta promotrice di tre giornate di sciopero.
Non possiamo che rammaricarci che fra i sindacati firmatari purtroppo
è incappato anche l'SdL, sindacato di base con cui è
stato stabilito un "patto di consultazione".
Nella sintesi operativa dei 120 delegati non c'è traccia dei
problemi emersi in questi giorni riguardo la grave situazione della
manutenzione e sicurezza (3 incidenti di mezzi pubblici in un mese),
nemmeno contro la disdetta da parte aziendale degli accordi dal 1990 a
oggi.
Durante l'ultima riunione, il Coordinamento RSU è stato
fortemente contestato dai lavoratori per la "linea morbida" nei
confronti di ATM da quasi tutti gli interventi dei delegati.
A dispetto di ciò non è seguita nessuna "correzione di
rotta" da parte dei suoi membri, pesantemente appiattiti su due gravi
dichiarazioni fatte dai rappresentanti Cisl:
"Noi siamo il collante tra ATM e lavoratori" e "Lo sciopero non
è lo strumento per le rivendicazioni dei lavoratori" (testuali
parole).
Al termine della riunione si è capito che il vero scopo era la
ratifica dell'occupazione di un posto vacante nel coordinamento RSU da
parte di un delegato dell'ORSA (sindacato giallo, presente solo tra i
macchinisti della metrò) attraverso un "accordo politico" tra
Confederali e Orsa, in contrasto con il regolamento RSU, il volere dei
lavoratori (che non lo hanno eletto) a discapito di un'altra
organizzazione sindacale di base che, avendo ottenuto più voti
dovrebbe averne diritto.
L'Orsa ha contrabbandato una poltroncina con relativo "distacco
sindacale" con la democrazia espressa col voto dei lavoratori e con la
difesa degli interessi dei tranvieri.
Tale operazione è servita ad ATM per spaccare la categoria e non
far partecipare i macchinisti della metrò agli scioperi promossi
da AL Cobas – Cub Trasporti.
La battaglia continua con la proclamazione dello sciopero nazionale di
24 ore del 01/12/08 per il rinnovo del CCNL, scaduto lo scorso
dicembre, e già dai prossimi giorni con l'apertura dello stato
di agitazione sulla base delle reali e concrete rivendicazioni dei
lavoratori.
In questi giorni "ABP", il progetto per la reindustrializzazione
dell'area ex Alfa Romeo di Arese (Mi), ha dato comunicazione della
cessazione dell'attività della azienda Rina, con il conseguente
licenziamento dei 73 lavoratori nei primi giorni del 2009.
La Rina è una società di sevizio che attualmente svolge
lavori di guardiani alla portineria, pesa, manutenzione, giardinaggio,
pulizie in tutta l'area.
Tutto questo avviene mentre la Moratti, Formigoni e Penati stanziano
cifre pazzesche di svariati miliardi di euro per l'Expo 2015 (Alfa
Romeo compresa) e parlano di 50 mila nuovi posti di lavoro. In
realtà continuano a fare una politica speculativa, di
sfruttamento e di licenziamento dei lavoratori. Mentre gli altri
proprietari e affittuari dell'area, con in testa la Pirelli di
Tronchetti Provera, non solo non assumono i cassaintegrati, ma non
danno attività lavorative neanche alla società di
servizio Rina.
Lo Slai Cobas, che sindacalmente rappresenta i lavoratori di questa
azienda, rilancia l'unificazione della lotta tra i lavoratori della
Rina, con gli altri lavoratori dell'area, i cassaintegrati e lavoratori
Fiat, per il mantenimento dell'occupazione, la difesa dei diritti e
l'eliminazione del precariato.
A cura della Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese