Umanità Nova, n.38 del 23 novembre 2008, anno 88

Infiltrati no tav alla regione lombardia


La Regione Lombardia abbraccia le posizioni No Tav? Un tale cambiamento di fronte si potrebbe dedurre dalle note di protesta partite dal "Pirellone" e indirizzate a Trenitalia, dopo la presentazione dell'orario ferroviario invernale che entrerà in vigore a partire dal prossimo 14 dicembre.
Ma come mai l'assessore ai trasporti della Lombardia Cattaneo, cui fa eco anche il presidente Formigoni, se la prende con i treni ad alta velocità?
Per la verità i treni ad alta velocità non sono ancora sui binari, ma la sola ipotesi di vederli e sentirli sfrecciare tra Milano e Bologna (in dicembre l'inaugurazione della tratta) secondo i nuovi orari previsti dall'azienda ferroviaria, ha sollevato un unanime coro di protesta tra i comitati dei pendolari lombardi. Certo, si tratta di soggetti che mal s'inseriscono nel corso della modernità, visto che ancora pretendono di difendere i propri interessi a scapito di quelli dell'azienda.
Un vero guaio perché i treni ad alta velocità partono da stazioni "a media o bassa velocità", quelle stazioni da cui purtroppo partono anche quegli antiquati treni che trasportano appunto i pendolari: lavoratori, studenti ed altri perditempo che si spostano sulla linea ferrata per percorrere distanze per lo più brevi, diciamo non più di 60 km, percorsi poco prestigiosi e poco remunerativi.
Il problema nasce anche perché l'assiduo martellamento mediatico aveva insinuato il tarlo della velocità come fattore principe della qualità del servizio nelle teste di molti. Quante volte è stato raccontato a questi utenti che il loro abituale treno viaggiando a 90 km/h impiegava ben 40 minuti per coprire i fatidici 60 km, mentre con un treno ad alta velocità, toccando i 300 km/h, sarebbero giunti alla medesima destinazione in soli 12 minuti? Mezz'ora di vita guadagnata ad ogni viaggio non è poco. In tanti si erano ormai convinti e si preparavano ad assaporare i vantaggi dell'imminente cambiamento.
Gli abili propagandisti dello spazio/tempo non avevano però detto tutta la verità omettendo, ad esempio, che il treno super veloce, diretto nel capoluogo regionale, non si sarebbe mai fermato nelle stazioni in cui si accalcano quei vetusti frequentatori delle carrozze ferroviarie. Come ovvio, se un treno deve viaggiare ad alta velocità si può fermare solo nei centri più importanti, nelle stazioni dei fannulloni sfreccia e basta. I binari della Stazione Centrale di Milano devono perciò essere "liberati" per dar spazio all'Alta Velocità e, nello stesso tempo, non possono più accogliere i tanti treni che ogni giorno fanno il loro ingresso nel centro della metropoli dalle città e provincie vicine.   Sgomberati i binari delle stazioni nodali, i treni regionali "traslocheranno" nelle stazioni minori della cintura milanese.
L'illusione, per i più ottimisti, secondo cui comunque un vantaggio ci sarebbe stato, se non altro per il fatto che i Tav, viaggiando su linee proprie, avrebbero alleggerito il traffico sulle linee tradizionali è durata poco.
Come già detto, le stazioni di partenza e di arrivo, più qualche rara intermedia, sono le stesse per tutti i treni in circolazione. La notizia che, per eliminare ogni ostacolo sul percorso dei treni siluro, era stato rimaneggiato il quadro orario dei fossili sferraglianti, ha precipitato nel profondo sconforto anche la più benevola componente dei fanatici della strada ferrata. Più precisamente si rende necessaria una riduzione delle corse e quindi, dove prima c'erano tre treni, quello delle 7.05, delle 7.48 e delle 8.12, ora ne rimarranno solo due: alle 7.15 e alle 7.52; a ciò si aggiunga che, per portare lo stesso numero di passeggeri che prima si muovevano su tre convogli, ora i "lumaconi rimasti" avranno qualche carrozza in più, un fattore che, purtroppo, determinerà un leggero rallentamento: per il tradizionale tragitto casa lavoro ci vorranno 20 minuti in più! I responsabili di Trenitalia dichiarano: "Noi ce l'abbiamo messa tutta, ma in nome del progresso tutti devono fare qualche piccolo sacrificio... in fondo cosa sono 20 minuti."
C'è ancora da registrare l'ultima beffa che riguarda i costi del biglietto. Sì, perché i pendolari, pur subendo i disagi di queste scelte, si troveranno anche a pagare di più. Chi utilizza gli Intercity pagherà dal 10 al 15 per cento in più gli abbonamenti mensili. Intendiamoci, non perché si viaggerà su treni nuovi, ma solo perché i vecchi cambieranno dicitura: saranno, infatti, promossi a Eurostar City con prenotazione obbligatoria.
Mi raccomando, che a nessuno venga in mente di bloccare i binari per protestare contro queste "presunte iniquità", potrebbe essere pericoloso: i Tav sono così rapidi che per potersi fermare in tempo dovrebbero iniziare a frenare ancor prima del fischio di partenza.
Tempi duri per i troppo lenti. Ma la speranza è l'ultima a morire e, fortunatamente, abbiamo conquistato alla causa No Tav sia l'assessore Cattaneo sia il Presidente Formigoni. Il primo ha lasciato il tavolo delle trattative con Trenitalia facendo la voce grossa, il secondo ha rincarato la dose affermando che la Regione Lombardia non accetterà soluzioni che possano danneggiare i pendolari. Quindi si può stare tranquilli, il governo lombardo si è schierato dalla parte giusta e di loro ci si può fidare. Ad ulteriore conferma basti rileggere le dichiarazioni che entrambi i politici rilasciavano qualche mese fa: «Chiedere aumenti prima di aver fatto migliorare la qualità non è possibile» sottolineava Cattaneo. Mentre il presidente Formigoni ribadiva: «L'alta velocità è un bene anche per i pendolari che ogni giorno hanno bisogno di un servizio efficiente» (testuali dal corriere della sera del 17 dicembre 2007).
Buon viaggio!

L'osservatore birmano



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