Umanità Nova, n.39 del 7 dicembre 2008, anno 88

6 dicembre 2008. Manifestazione No-Tav. Susa ore 14.30, stazione F.S.


Volevano farlo sparire e invece il movimento ritorna in piazza per ribadire il NO-TAV.
Il popolo NO-TAV scalpita da tempo per ritrovare le strade, per ricordare ai potenti e al resto del mondo che non si è squagliato di fronte alle false promesse e alle minacce del potere, così zelante nel difendere gli interessi dei grandi speculatori.
Il popolo NO-TAV cercava da tempo l'occasione di manifestarsi, il momento in cui ognuno può esserci e farsi sentire, influire sul corso della propria vita affinché le decisioni che la determinano non siano sempre e solo imposte dall'alto, alla faccia della tanto strombazzata democrazia più o meno partecipata.
Preso atto della defezione della stragrande maggioranza dei sindaci della valle eletti su programmi NO-TAV e passati al progetto FARE (il TAV), dopo una serie di incontri a Roma organizzati dal "confidente" di tutti i governi della repubblica, l'arc. Mario Virano, il movimento - diventato adulto - avverte la necessità di ripercorrere le strade della sua valle, di riaffermare il controllo del proprio territorio, camminando finalmente sulle proprie gambe.
Così si ribadisce con forza la natura autogestionaria, schiettamente popolare e spontanea del movimento. La sua capacità di prendere e attuare decisioni senza delegare nessuno, senza appoggiarsi a terze gambe che si rivelano in realtà protesi rugginose e traditrici, che intralciano il movimento e tendono a inchiodarlo.
Un grande movimento popolare senza protettori, leader, politicanti e strumentalizzatori di professione, finalmente maturo nelle sue decisioni prese ormai con la consapevolezza della vastità delle loro potenzialità, limiti e conseguenze. Decisioni condivise negli incontri periodici dei comitati dove, nella diversità, ci si allena all'arte del confronto costruttivo, così poco amato dai fautori della delega politica a entità gerarchicamente superiori .
Un movimento pacifico che non esita a passare decisamente all'azione diretta, che si presenta compatto e non si sottrae neanche quando la prepotenza fatta sistema usa la violenza contro gli inermi e lo scontro si fa duro, come al Seghino e a Venaus. Luoghi dove la creatività e il coraggio del popolo NO-TAV hanno seppellito, sotto barricate, sventolanti guard-rail, sentieri partigiani e recinzioni divelte da migliaia di mani nude, i manganelli, i caschi, gli scudi, le pistole, i cellulari, le ruspe blu e i loro mandanti istituzionali.
Un movimento che superate le asprezze dello scontro ripropone il suo volto conviviale in grado di accogliere e di aprire i cuori delle vite e delle esperienze più diverse. Convivialità di altura dove ai semplici piaceri della carne, mangiare e bere insieme, accendere un fuoco, si uniscono il piacere delle discussione e della festa dove tutti sono protagonisti. Un movimento popolare che, di fronte alle pesanti affermazioni del presidente del consiglio che minaccia, dopo le divisioni portate dal "governo amico", repressione dura e violenza di stato in valle - come se per lui fosse una cosa nuova - si appresta serenamente a rispondere compatto e con la massima fermezza.
Senza temere neanche i provocatori che super-sbirro Kossiga si vanta di aver infiltrato nei movimenti per distruggerli.
Per tutti gli amanti della libertà.

Osservatorio Ecologico Volante
No Tav Autogestione -
contro tutte le nocività

Info logistiche
L'appuntamento è per le 14,30 alla stazione FS di Susa.
Da Torino Porta Nuova treno alle 13,15 per Susa.
Chi arriva in auto: dall'autostrada del Frejus uscire a Susa, imboccare la statale 25 e parcheggiare nei pressi della Stazione. C'è un grande parcheggio anche all'inizio del paese.
Lo spezzone rosso e nero sarà aperto dallo striscione: "No Tav. Azione diretta autogestione"



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