Figlio di Pasquale e di Caterina Gatto, nato a Laureana di Borrello
(RC) il 12 Marzo 1886, residente a Paola (CS), in Vico Castello N°
27, coniugato con Panaro Antonietta, otto figli, barbiere. Diffidato
nel 1926 e ammonito sia nel 1927 che nel 1930. Fu licenziato
dall'amministrazione ferroviaria per motivi politici e per poter
sopravvivere s' inventò il mestiere di barbiere. Continuamente
sottoposto dalla polizia e dai fascisti locali a fermi, arresti e ad
angherie di ogni genere.
Considerato "pericoloso in linea politica" il 3 febbraio 1934, in
occasione di una visita in Calabria di Storace, il quale, proveniente
da Belmonte Calabro, si recava in stazione a Paola per raggiungere
Cosenza, fu accusato dal podestà Ferrari di preparare un
attentato contro l'esponente fascista. In una situazione di allarme
generale i carabinieri reali e una guardia municipale si recarono
presso la sua abitazione per condurlo in Commissariato e lo trovarono a
letto ammalato di influenza con i suoi sei bambini, praticamente in
miseria, e riferirono la tragica situazione al Commissario di P.S.
Arrestato dai Carabinieri il 10 Luglio 1938 per avere incollato sui
muri numerosi manifestini di propaganda comunista venne assegnato al
confino per cinque anni dalla C.P. di Cosenza con ord. del 20 Settembre
1938. Sedi di confino furono: Tremiti, Castelmauro, Baronissi, Sala
Consilina. Liberato il 29 Dicembre 1942 per commutazione in ammonizione
per motivi di salute, ha trascorso in carcere e al confino quattro
anni, cinque mesi e 20 giorni. Nel 1944 fu Segretario del Comitato di
Liberazione di Paola, Segretario della Camera del Lavoro e leader
locale della sinistra filoanarchica di Unità proletaria. Il
2/4/1949 emigrò a Milano dove morì il 1 Gennaio 1951.
Angelo Pagliaro