Umanità Nova, n.40 del 14 dicembre 2008, anno 88

Profili. Biagio Ganino


Figlio di Pasquale e di Caterina Gatto, nato a Laureana di Borrello (RC) il 12 Marzo 1886, residente a Paola (CS), in Vico Castello N° 27, coniugato con Panaro Antonietta, otto figli, barbiere. Diffidato nel 1926 e ammonito sia nel 1927 che nel 1930. Fu licenziato dall'amministrazione ferroviaria per motivi politici e per poter sopravvivere s' inventò il mestiere di barbiere. Continuamente sottoposto dalla polizia e dai fascisti locali a fermi, arresti e ad angherie di ogni genere.
Considerato "pericoloso in linea politica" il 3 febbraio 1934, in occasione di una visita in Calabria di Storace, il quale, proveniente da Belmonte Calabro, si recava in stazione a Paola per raggiungere Cosenza, fu accusato dal podestà Ferrari di preparare un attentato contro l'esponente fascista. In una situazione di allarme generale i carabinieri reali e una guardia municipale si  recarono presso la sua abitazione per condurlo in Commissariato e lo trovarono a letto ammalato di influenza con i suoi sei bambini, praticamente in miseria, e riferirono la tragica situazione al Commissario di P.S. Arrestato dai Carabinieri il 10 Luglio 1938 per avere incollato sui muri numerosi manifestini di propaganda comunista venne assegnato al confino per cinque anni dalla C.P. di Cosenza con ord. del 20 Settembre 1938. Sedi di confino furono: Tremiti, Castelmauro, Baronissi, Sala Consilina. Liberato il 29 Dicembre 1942 per commutazione in ammonizione per motivi di salute, ha trascorso in carcere e al confino quattro anni, cinque mesi e 20 giorni. Nel 1944 fu Segretario del Comitato di Liberazione di Paola, Segretario della Camera del Lavoro e leader locale della sinistra filoanarchica di Unità proletaria. Il 2/4/1949 emigrò a Milano dove morì il 1 Gennaio 1951.

Angelo Pagliaro

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