Fabio Jacopucci: compagni in una stagione indimenticabile
Shapes of things before my eyes
Just teach me to despise
Will time make man more wise.
Ci conoscemmo verso la fine delle scuole medie, strimpellando sui
gradini di una serranda chiusa qualcosa dei Beatles, degli Yardbirds,
di De André e... Addio Lugano Bella; tra palazzoni di edilizia
economica del dopoguerra alla periferia della Garbatella, lo storico
quartiere proletario e antifascista. Palazzi prevalentemente edificati
da cooperative sindacali (tranvieri, postelegrafonici, acea,
poligrafico, pompieri, bancari, ferrovieri, poche sia le nuove case
popolari che quelle private) con una qualche pretesa di
signorilità, ma su terreni di riporto che avevano da poco
ricoperto le marrane. Almeno un terzo è passato da sbilenco a
demolito. UN allora a Roma si trovava in edicola, oppure nelle 3
bacheche anarchiche alla fermata davanti ai bagni pubblici. All'inizio
dell'università, dopo i collettivi liceali, ci ritrovammo nel
gruppo Cafiero: "anche tu qui..", e nella redazione di via dei Taurini.
Fummo promotori insieme a molti altri, delle campagne per la
liberazione di Valpreda e di Marini, con volantinaggi quotidiani nel
quartiere ed all'università, e partecipi, con i necessari
distinguo, dei movimenti studenteschi. Ci trovammo a seguito della
scissione tra Organizzazione Anarchica Romana e Federazione Comunista
Libertaria, a diventare i gestori del gruppo Cafiero, consapevoli
che quella era una sconfitta per il movimento anarchico. Senza frenesie
riuscimmo a rilanciare l'attività ed a raccogliere nuovi
compagni, con l'autoriduzione telefonica, un paio di opuscoli storici
ciclostilati, e un'attività di buon livello fino a dopo gli anni
ottanta quando ormai tutte le altre organizzazioni della sinistra
extraparlamentare erano scomparse, nonostante sembrassero tanto
più forti delle nostre. Visitò spesso la Spagna, terra
della più importante esperienza rivoluzionaria libertaria.
Fabio non ha mai portato scarpe di pelle, solo polacchette, scelta
animalista. Nel '77 fu autore, applaudito da tutto il corteo che
scorreva, di una A cerchiata di circa 2 metri di fronte al Colosseo. Ma
in particolare riuscì a costituire rapidamente un
collettivo di lavoratori al ministero del Tesoro, all'epoca della
ricostituzione dell'USI. E fu da allora protagonista, poi in CGIL, di
alcune burrascose contrattazioni, compreso lo sgambetto ad un ministro
voltagabbana e qualche risposta troppo arrogante alla controparte. La
sua impostazione etica lo lasciò allora nella convinzione che
occorreva mantenere uno stile anche nei confronti più duri, per
non scadere nella volgarità, senza per questo ammorbidire le
proprie posizioni.
Nel 1991 proponemmo insieme, con il Circolo Bakunin, nei locali del
Cafiero un'assemblea dei compagni che avevano maturato con noi le
esperienze degli anni precedenti, da ciò si sviluppò una
serie di convegni su argomenti storici di notevole livello culturale,
notevole in particolare quello su Francisco Ferrer e la pedagogia
libertaria.
Nel 1999 fu promotore di una lettera ai compagni che chiudevano la
rivista Volontà che invitava al proseguimento delle
pubblicazioni di uno strumento teorico così importante,
coinvolgendo in primis il sottoscritto e il grafico Ferro Piludu. E da
quelle discussioni e da quel contatto nacque Libertaria.
Il punto focale del suo pensiero era la conciliazione tra le molteplici
manifestazioni esistenziali dell'anarchismo, e viene perciò
considerato "ecumenico". Sostanzialmente abbiamo sempre rappresentato
due anime dell'anarchia nello stesso gruppo, e ne abbiamo cercato
altre. È perciò una grave perdita per il gruppo Cafiero e
per il movimento la sua scomparsa questo 19 di febbraio 2009. Con anche
lui in mente, cerchiamo di aprire una nuova stagione che valga la pena
di ricordare.
Tommaso Aversa