Umanità Nova, n.8 del 1 marzo 2009, anno 89

Ricordando... Fabio Jacopucci


Fabio Jacopucci: compagni in una stagione indimenticabile

Shapes of things before my eyes
Just teach me to despise
Will time make man more wise.

Ci conoscemmo verso la fine delle scuole medie, strimpellando sui gradini di una serranda chiusa qualcosa dei Beatles, degli Yardbirds, di De André e... Addio Lugano Bella; tra palazzoni di edilizia economica del dopoguerra alla periferia della Garbatella, lo storico quartiere proletario e antifascista. Palazzi prevalentemente edificati da cooperative sindacali (tranvieri, postelegrafonici, acea, poligrafico, pompieri, bancari, ferrovieri, poche sia le nuove case popolari che quelle private) con una qualche pretesa di signorilità, ma su terreni di riporto che avevano da poco ricoperto le marrane. Almeno un terzo è passato da sbilenco a demolito. UN allora a Roma si trovava in edicola, oppure nelle 3 bacheche anarchiche alla fermata davanti ai bagni pubblici. All'inizio dell'università, dopo i collettivi liceali, ci ritrovammo nel gruppo Cafiero: "anche tu qui..", e nella redazione di via dei Taurini.
Fummo promotori insieme a molti altri, delle campagne per la liberazione di Valpreda e di Marini, con volantinaggi quotidiani nel quartiere ed all'università, e partecipi, con i necessari distinguo, dei movimenti studenteschi. Ci trovammo a seguito della scissione tra Organizzazione Anarchica Romana e Federazione Comunista Libertaria, a diventare i gestori del gruppo Cafiero, consapevoli  che quella era una sconfitta per il movimento anarchico. Senza frenesie riuscimmo a rilanciare l'attività ed a raccogliere nuovi compagni, con l'autoriduzione telefonica, un paio di opuscoli storici ciclostilati, e un'attività di buon livello fino a dopo gli anni ottanta quando ormai tutte le altre organizzazioni della sinistra extraparlamentare erano scomparse, nonostante sembrassero tanto più forti delle nostre. Visitò spesso la Spagna, terra della più importante esperienza rivoluzionaria libertaria.
Fabio non ha mai portato scarpe di pelle, solo polacchette, scelta animalista. Nel '77 fu autore, applaudito da tutto il corteo che scorreva, di una A cerchiata di circa 2 metri di fronte al Colosseo. Ma in particolare riuscì a  costituire rapidamente un collettivo di lavoratori al ministero del Tesoro, all'epoca della ricostituzione dell'USI. E fu da allora protagonista, poi in CGIL, di alcune burrascose contrattazioni, compreso lo sgambetto ad un ministro voltagabbana e qualche risposta troppo arrogante alla controparte. La sua impostazione etica lo lasciò allora nella convinzione che occorreva mantenere uno stile anche nei confronti più duri, per non scadere nella volgarità, senza per questo ammorbidire le proprie posizioni.
Nel 1991 proponemmo insieme, con il Circolo Bakunin, nei locali del Cafiero un'assemblea dei compagni che avevano maturato con noi le esperienze degli anni precedenti, da ciò si sviluppò una serie di convegni su argomenti storici di notevole livello culturale, notevole in particolare quello su Francisco Ferrer e la pedagogia libertaria.
Nel 1999 fu promotore di una lettera ai compagni che chiudevano la rivista Volontà che invitava al proseguimento delle pubblicazioni di uno strumento teorico così importante, coinvolgendo in primis il sottoscritto e il grafico Ferro Piludu. E da quelle discussioni e da quel contatto nacque Libertaria.
Il punto focale del suo pensiero era la conciliazione tra le molteplici manifestazioni esistenziali dell'anarchismo, e viene perciò considerato "ecumenico". Sostanzialmente abbiamo sempre rappresentato due anime dell'anarchia nello stesso gruppo, e ne abbiamo cercato altre. È perciò una grave perdita per il gruppo Cafiero e per il movimento la sua scomparsa questo 19 di febbraio 2009. Con anche lui in mente, cerchiamo di aprire una nuova stagione che valga la pena di ricordare.

Tommaso Aversa

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti