"Il paese piccolo di Castel Guelfo, [era] tutto di proprietà
del principe Ercolani che aveva l'arciprete [...] come suo
rappresentante" [1]. Questa pennellata descrittiva sintetizza bene
l'ambiente in cui nasce Giuseppe Tantini, il 19 marzo 1873 [2].
"... Fu il comune che conobbe il più grande esodo verso l'estero
nella provincia di Bologna alla fine del XIX secolo" [3]. Difatti
almeno una sorella di Giuseppe emigra in Paranà [4] mentre
questi - al momento - si inurba nella vicina Bologna insieme alla
moglie Attilia Melonari [5].
Il 15 giugno 1903, nasce Ferruccio. Nel 1905 Giuseppe, già
militante del Partito Socialista, è eletto componente della
Commissione Esecutiva della Camera del Lavoro bolognese e nel maggio
1909 entra a far parte della segreteria provinciale della Federterra.
Durante uno sciopero, il 16 aprile 1913, è arrestato e
condannato a un mese di carcere; la condanna non viene iscritta nel
certificato penale, ma, come da consuetudine propria del ministero di
(dis)grazia e (in)giustizia, resta recluso per circa 45 giorni.
L'anno stesso, il 16 novembre 1913, nasce Tosca [6] che si aggiunge alla seconda nata, Bice, nata il 10 febbraio 1908.
Concluse le scuole elementari, Ferruccio - che gli occhi celesti e una
accentuata vivacità accomunano alla sorella Tosca - insieme al
mestiere di muratore, complice l'atmosfera casalinga, incontra
l'anarchismo. Il 14 ottobre 1920 partecipa alla manifestazione per la
liberazione delle vittime politiche indetta a Bologna da socialisti e
anarchici coadiuvati dalle corrispondenti Camere del Lavoro. Quando una
parte del corteo si porta davanti al carcere di San Giovanni in Monte,
dall'interno parte una scarica. Si spara sui dimostranti anche dalla
vicina caserma delle guardie regie; chi riesce e può risponde al
fuoco su un selciato insanguinato da 5 morti e decine di feriti. E
decine sono anche gli arresti, mentre i fascisti con tecnica tanto
abile quanto cinica, da pre miniculpop, enfatizzano la morte nello
scontro di due guardie regie. Ferito e arrestato, Ferruccio rimane in
carcere fino al 16 luglio 1921. Ha compiuto i 18 anni in carcere e
uscendo ritrova una Bologna sotto il tallone fascista; di lì a
breve lo attende il servizio militare.
Durante il 1923, il padre Giuseppe è costretto ad andare in
Francia per sfuggire alle aggressioni fasciste. Così è
anche per Ferruccio l'anno successivo, che lo raggiunge nella regione
parigina e da subito si rende attivo nell'agitazione in corso a favore
di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Forse anche Tosca è in
Francia dal 1924, a ogni modo la famiglia riesce a riunirsi nuovamente
solo nel 1930 [8] ad Arcueil, nella regione parigina, dove Ferruccio e
Giuseppe svolgono il lavoro di muratori, mentre Bice e Tosca
(già gelataia) si occupano come sarte.
In questo contesto d'esilio senza requie, di diaspora libertaria, Tosca
conosce l'anarchico bolognese Bruno Gualandi che dal 1931 convive con
lei nell'abitazione della famiglia Tantini. Bruno, attivissimo
militante, partecipa a tutte le più importanti riunioni e
subisce continuamente arresti. Appena può aiuta economicamente
la madre Giuseppina - detta Annita - Castelvetri e la sorella Giovanna
restate a Bologna, spedendo loro assicurate regolarmente intercettate
dalla polizia. Il forte legame affettivo è ulteriormente
testimoniato dal nome che la sorella e il suo compagno danno al loro
figlio nato in quegli anni, Bruno.
Il 2 agosto 1936, insieme a Equo Giglioli, Renzo Cavani e Mario
Girotti, Bruno parte per Barcellona aderendo alle decisioni prese dal
Comitato Rivoluzionario Anarchico, allo scopo di vincere in breve tempo
lo scontro armato con il fascismo spagnolo. Il 19 agosto 1936, la
colonna italiana, composta da anarchici e militanti di Giustizia e
Libertà, esce da Barcellona e si reca al fronte dove il 28
agosto ha il primo scontro con le truppe franchiste. In Spagna
accorrono anche Tosca e Ferruccio, che prende parte agli scontri a
fuoco come capo mitraglia. Durante uno scontro, Bruno, nel tentativo di
portare acqua e munizioni a un gruppetto di miliziani restati isolati,
è colpito a morte. È il 24 ottobre 1936.
Tosca, dopo aver preso parte all'inumazione del compagno di idee e
sentimenti, prende il suo posto come miliziana. Tornata a Parigi a
dicembre, spedisce alla famiglia di Bruno la piccola somma che le
è devoluta come vedova di un combattente della libertà.
"Sta a me far vedere che la sua stima non era mal pensata", scrive. E
rivolgendosi al Comitato Anarchico di Barcellona "... nel caso dovessi
essere utile, nelle mie modeste capacità, in un prossimo
avvenire, scriveteci che si verrà... perché tanto
dell'esistenza nostra, sebbene necessaria in certi momenti, ma in un
mondo così brutto in cui viviamo non è niente affatto
felice e d'orgoglio viverci". Tornata a Barcellona, abita in un
appartamento vicino al centro. Mentre partecipa alle discussioni e alle
pratiche che ruotano attorno alla pubblicazione "Guerra di Classe", il
potere si rigenera nella stessa Catalogna, i giornali sono censurati, a
volte soppressi, sono vietati plenum e riunioni e sciolte la gran parte
delle esperienze autogestionarie. Nello stesso sindacato anarchico
prende piede la burocratizzazione e, per certi aspetti, il culto dei
capi. Il 1° maggio 1937 non solo non viene fermata la produzione,
ma sono vietate assemblee e manifestazioni, anche fuori dall'orario di
lavoro. Dopo aver passato due mesi a "disarmare i nuclei rivoluzionari
provvisti di qualche fucile e di qualche revolver", il 3 maggio, le
guardie d'assalto, ovvero la polizia capeggiata dallo stalinista
Rodriguez Salas, assalgono la centrale telefonica di Barcellona gestita
dai due sindacati CNT e UGT. Il 5 maggio sono attaccate anche le
centrali di Tarragona e Tortosa fino a costituire il monopolio
governativo delle stazioni radiofoniche il 18 giugno 1937. "Quanto
danno fanno i comunisti anche qui" scrive Berneri alle figlie Giliana e
Luisa la notte del 4 maggio.
Rifiutata la militarizzazione, la colonna anarchica italiana, tornata
in licenza a Barcellona dal fronte a metà aprile, il 27 dello
stesso mese si scioglie. E' in questo periodo che Tosca va ad abitare
in una casa assieme a Camillo Berneri, Francesco Barbieri, Fosca
Corsinovi, Virgilio Gozzoli, Ernesto Bonomini, Domenico Ludovici,
Leonida Mastrodicasa ed Enzo Fantozzi. Rimasta bloccata nell'abitazione
dall'aggressione comunista al movimento libertario e sindacale
insieme a Barbieri e Berneri, Tosca e Fosca sono testimoni, la mattina
del 5 maggio, del drammatico sequestro dei due da parte di un
pattuglione di stalinisti usciti dalla vicina sede del loro partito.
Barbieri e Berneri saranno assassinati. Il chiaro movente è la
lotta dell'anarchismo italiano contro la cristallizzazione burocratica
antirivoluzionaria, non esente da attività terroristiche,
condotta dalla cricca staliniana tramite l'internazionale comunista e
la GPU. Tosca rivede il corpo di Berneri all'ospedale di Barcellona e
scrive alla madre di Camillo: "Quella tragica visione è scolpita
nella mia memoria". Tosca rientra a Parigi, probabilmente assieme al
fratello Ferruccio, e scrive a un suo ex vicino di casa bolognese,
milite fascista: "Sperando che un giorno comprenderai quanto sudicia
sia la divisa che porti". Il 19 maggio 1938, il consolato italiano,
pensando a un suo viaggio in Italia e a un facile arresto, le rinnova
il passaporto. La sorella Bice e' scomparsa nel 1932, Tosca si spegne a
Parigi il 29 aprile 1940, consumata dalla tubercolosi. Nel dicembre
1936 ai compagni aveva già scritto: "il mio accidente non
è ancora al principio della fine per essere a termine ...".
Ferruccio non ottiene il rinnovo del passaporto, è segnalato
come componente del comitato anarchico parigino pro Spagna. Partecipa
alla lotta partigiana in Francia. L'8 gennaio 1948 si sposa a Parigi
con Settima Lazzaretti. Nel 1965 aderisce ai Gruppi d'Iniziativa
Anarchica (GIA). Muore il 17 febbraio 1979 vicino a Nizza, dove viveva
con la pensione da muratore. Vindice Rabitti, libertario bolognese,
scrive di lui: "Mi scriveva lettere di fervido sentimento ideale".
[1] Attilio Sassi detto Bestione, Zero in Condotta, 2008, p.16.
[2] Da Colomba Guerra e Floriano
[3] Attilio Sassi... cit.
[4] Un altro fratello, Antonio, si sposta a Borgo Panigale, presso Bologna.o
[5] Nata a Medicina il 3 luglio 1872 da Luigia Cuscini e Filippo.
[6] Il nome probabilmente è ispirato dall'omonima opera di Giacomo Puccini, rappresentata dal 1900.
[7] Ottiene il passaporto per ragioni lavorative il 17 settembre 1924.
[8] I passaporti di Tosca, Bice ed Attilia sono datati 16 aprile 1930.
Marabbo