Umanità Nova, n.13 del 5 aprile 2009, anno 89

Tosca eGiuseppe Tantini


"Il paese piccolo di Castel Guelfo, [era] tutto di proprietà del principe Ercolani che aveva l'arciprete [...] come suo rappresentante" [1]. Questa pennellata descrittiva sintetizza bene l'ambiente in cui nasce Giuseppe Tantini, il 19 marzo 1873 [2].
"... Fu il comune che conobbe il più grande esodo verso l'estero nella provincia di Bologna alla fine del XIX secolo" [3]. Difatti almeno una sorella di Giuseppe emigra in Paranà [4] mentre questi - al momento - si inurba nella vicina Bologna insieme alla moglie Attilia Melonari [5].
Il 15 giugno 1903, nasce Ferruccio. Nel 1905 Giuseppe, già militante del Partito Socialista, è eletto componente della Commissione Esecutiva della Camera del Lavoro bolognese e nel maggio 1909 entra a far parte della segreteria provinciale della Federterra. Durante uno sciopero, il 16 aprile 1913, è arrestato e condannato a un mese di carcere; la condanna non viene iscritta nel certificato penale, ma, come da consuetudine propria del ministero di (dis)grazia e (in)giustizia, resta recluso per circa 45 giorni.
L'anno stesso, il 16 novembre 1913, nasce Tosca [6] che si aggiunge alla seconda nata, Bice, nata il 10 febbraio 1908.
Concluse le scuole elementari, Ferruccio - che gli occhi celesti e una accentuata vivacità accomunano alla sorella Tosca - insieme al mestiere di muratore, complice l'atmosfera casalinga, incontra l'anarchismo. Il 14 ottobre 1920 partecipa alla manifestazione per la liberazione delle vittime politiche indetta a Bologna da socialisti e anarchici coadiuvati dalle corrispondenti Camere del Lavoro. Quando una parte del corteo si porta davanti al carcere di San Giovanni in Monte, dall'interno parte una scarica. Si spara sui dimostranti anche dalla vicina caserma delle guardie regie; chi riesce e può risponde al fuoco su un selciato insanguinato da 5 morti e decine di feriti. E decine sono anche gli arresti, mentre i fascisti con tecnica tanto abile quanto cinica, da pre miniculpop, enfatizzano la morte nello scontro di due guardie regie. Ferito e arrestato, Ferruccio rimane in carcere fino al 16 luglio 1921. Ha compiuto i 18 anni in carcere e uscendo ritrova una Bologna sotto il tallone fascista; di lì a breve lo attende il servizio militare.
Durante il 1923, il padre Giuseppe è costretto ad andare in Francia per sfuggire alle aggressioni fasciste. Così è anche per Ferruccio l'anno successivo, che lo raggiunge nella regione parigina e da subito si rende attivo nell'agitazione in corso a favore di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Forse anche Tosca è in Francia dal 1924, a ogni modo la famiglia riesce a riunirsi nuovamente solo nel 1930 [8] ad Arcueil, nella regione parigina, dove Ferruccio e Giuseppe svolgono il lavoro di muratori, mentre Bice e Tosca (già gelataia) si occupano come sarte.
In questo contesto d'esilio senza requie, di diaspora libertaria, Tosca conosce l'anarchico bolognese Bruno Gualandi che dal 1931 convive con lei nell'abitazione della famiglia Tantini. Bruno, attivissimo militante, partecipa a tutte le più importanti riunioni e subisce continuamente arresti. Appena può aiuta economicamente la madre Giuseppina - detta Annita - Castelvetri e la sorella Giovanna restate a Bologna, spedendo loro assicurate regolarmente intercettate dalla polizia. Il forte legame affettivo è ulteriormente testimoniato dal nome che la sorella e il suo compagno danno al loro figlio nato in quegli anni, Bruno.
Il 2 agosto 1936, insieme a Equo Giglioli, Renzo Cavani e Mario Girotti, Bruno parte per Barcellona aderendo alle decisioni prese dal Comitato Rivoluzionario Anarchico, allo scopo di vincere in breve tempo lo scontro armato con il fascismo spagnolo. Il 19 agosto 1936, la colonna italiana, composta da anarchici e militanti di Giustizia e Libertà, esce da Barcellona e si reca al fronte dove il 28 agosto ha il primo scontro con le truppe franchiste. In Spagna accorrono anche Tosca e Ferruccio, che prende parte agli scontri a fuoco come capo mitraglia. Durante uno scontro, Bruno, nel tentativo di portare acqua e munizioni a un gruppetto di miliziani restati isolati, è colpito a morte. È il 24 ottobre 1936.
Tosca, dopo aver preso parte all'inumazione del compagno di idee e sentimenti, prende il suo posto come miliziana. Tornata a Parigi a dicembre, spedisce alla famiglia di Bruno la piccola somma che le è devoluta come vedova di un combattente della libertà. "Sta a me far vedere che la sua stima non era mal pensata", scrive. E rivolgendosi al Comitato Anarchico di Barcellona "... nel caso dovessi essere utile, nelle mie modeste capacità, in un prossimo avvenire, scriveteci che si verrà... perché tanto dell'esistenza nostra, sebbene necessaria in certi momenti, ma in un mondo così brutto in cui viviamo non è niente affatto felice e d'orgoglio viverci". Tornata a Barcellona, abita in un appartamento vicino al centro. Mentre partecipa alle discussioni e alle pratiche che ruotano attorno alla pubblicazione "Guerra di Classe", il potere si rigenera nella stessa Catalogna, i giornali sono censurati, a volte soppressi, sono vietati plenum e riunioni e sciolte la gran parte delle esperienze autogestionarie. Nello stesso sindacato anarchico prende piede la burocratizzazione e, per certi aspetti, il culto dei capi. Il 1° maggio 1937 non solo non viene fermata la produzione, ma sono vietate assemblee e manifestazioni, anche fuori dall'orario di lavoro. Dopo aver passato due mesi a "disarmare i nuclei rivoluzionari provvisti di qualche fucile e di qualche revolver", il 3 maggio, le guardie d'assalto, ovvero la polizia capeggiata dallo stalinista Rodriguez Salas, assalgono la centrale telefonica di Barcellona gestita dai due sindacati CNT e UGT. Il 5 maggio sono attaccate anche le centrali di Tarragona e Tortosa fino a costituire il monopolio governativo delle stazioni radiofoniche il 18 giugno 1937. "Quanto danno fanno i comunisti anche qui" scrive Berneri alle figlie Giliana e Luisa la notte del 4 maggio.
Rifiutata la militarizzazione, la colonna anarchica italiana, tornata in licenza a Barcellona dal fronte a metà aprile, il 27 dello stesso mese si scioglie. E' in questo periodo che Tosca va ad abitare in una casa assieme a Camillo Berneri, Francesco Barbieri, Fosca Corsinovi, Virgilio Gozzoli, Ernesto Bonomini, Domenico Ludovici, Leonida Mastrodicasa ed Enzo Fantozzi. Rimasta bloccata nell'abitazione dall'aggressione comunista al movimento libertario e sindacale  insieme a Barbieri e Berneri, Tosca e Fosca sono testimoni, la mattina del 5 maggio, del drammatico sequestro dei due da parte di un pattuglione di stalinisti usciti dalla vicina sede del loro partito.
Barbieri e Berneri saranno assassinati. Il chiaro movente è la lotta dell'anarchismo italiano contro la cristallizzazione burocratica antirivoluzionaria, non esente da attività terroristiche, condotta dalla cricca staliniana tramite l'internazionale comunista e la GPU. Tosca rivede il corpo di Berneri all'ospedale di Barcellona e scrive alla madre di Camillo: "Quella tragica visione è scolpita nella mia memoria". Tosca rientra a Parigi, probabilmente assieme al fratello Ferruccio, e scrive a un suo ex vicino di casa bolognese, milite fascista: "Sperando che un giorno comprenderai quanto sudicia sia la divisa che porti". Il 19 maggio 1938, il consolato italiano, pensando a un suo viaggio in Italia e a un facile arresto, le rinnova il passaporto. La sorella Bice e' scomparsa nel 1932, Tosca si spegne a Parigi il 29 aprile 1940, consumata dalla tubercolosi. Nel dicembre 1936 ai compagni aveva già scritto: "il mio accidente non è ancora al principio della fine per essere a termine ...".
Ferruccio non ottiene il rinnovo del passaporto, è segnalato come componente del comitato anarchico parigino pro Spagna. Partecipa alla lotta partigiana in Francia. L'8 gennaio 1948 si sposa a Parigi con Settima Lazzaretti. Nel 1965 aderisce ai Gruppi d'Iniziativa Anarchica (GIA). Muore il 17 febbraio 1979 vicino a Nizza, dove viveva con la pensione da muratore. Vindice Rabitti, libertario bolognese, scrive di lui: "Mi scriveva lettere di fervido sentimento ideale".

 
[1] Attilio Sassi detto Bestione, Zero in Condotta, 2008, p.16.
[2] Da Colomba Guerra e Floriano
[3] Attilio Sassi... cit.
[4] Un altro fratello, Antonio, si sposta a Borgo Panigale, presso Bologna.o
[5] Nata a Medicina il 3 luglio 1872 da Luigia Cuscini e Filippo.
[6] Il nome probabilmente è ispirato dall'omonima opera di Giacomo Puccini, rappresentata dal 1900.
[7] Ottiene il passaporto per ragioni lavorative il 17 settembre 1924.
[8] I passaporti di Tosca, Bice ed Attilia sono datati 16 aprile 1930.

Marabbo

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