Regia e sceneggiatura di Benoit Delépine, Gustave Kervern.
Per prima cosa va chiarito che il titolo fa riferimento ai nomi di due
personaggi e non alla compagna protagonista dell’epopea della Comune di
Parigi, anche se questa scelta - furbetta o meno che sia - non è
assolutamente casuale, come si capirà guardando il film.
La storia si apre mostrando come il comunismo, nonostante sia stato
dichiarato morto, è ancora molto difficile da eliminare e si
chiude con l’incontestabile affermazione che la liberazione dei
lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi. In mezzo scorre una
vicenda che prende le mosse da una situazione tragicamente concreta e
reale, come la rabbia di un gruppo di lavoratrici per la sparizione
della fabbrica dove lavoravano e che poi si sviluppa attraverso una
specie di fiaba per adulti nella quale si susseguono scene simboliche e
metaforiche, che corrono veloci verso una sorta di doppio finale. Uno,
scontato lieto fine degno delle peggiori commedie e un secondo, per
certi versi più amaro, che però arriva solo dopo i titoli
di coda.
Ridurre la trama, come hanno fatto molti, alla storia di un killer
maldestro assoldato da operaie incavolate per aver perso il lavoro non
rende giustizia al film, nella vicenda principale si innestano le
storie personali dei due protagonisti la cui vita ci viene raccontata
attraverso flash-back, brevi ma essenziali. Sono Louise e Michel i veri
eroi del film, personaggi forse eccessivi, ma che sicuramente
rappresentano un condensato di una serie di personalità molto
diverse, alcune con tratti piacevoli, altre meno.
Nonostante non manchino diversi momenti esilaranti, non si tratta certo
di un film comico o satirico, piuttosto ricorda un po’ certi film
indipendenti degli anni ‘70, con tutti i loro pregi e difetti, alcuni
dei quali dovuti solo al fatto che si tratta di una produzione a basso
costo e non un colossal. Il film piacerà a quelli che hanno
apprezzato “Delicatessen”, un film del 1991 che condivide con questo
non solo l’humor noir e una certa atmosfera onirica, ma anche alcuni
cromatismi e piacerà anche a chi ama i film politicamente
scorretti, visto che una delle sue cifre principali è una certa
ambiguità di fondo. Il film ha avuto, anche grazie a quello che
sta succedendo in Francia, e non solo, un discreto lancio
pubblicitario, anche se il fatto che sul giornale del padronato
italiano sia stato recensito più che favorevolmente dovrebbe
comunque dare da pensare.
Pepsy