A cura di Raffaele
Martedì 7 aprile 2009 più di 100 sans-papiers, insieme
a diverse persone solidali e attivisti antirazzisti, si sono spostati
dal Caffè "Refugees Welcome" agli uffici per l'immigrazione e il
servizio sociale di Zurigo. Reclamavano carte di identità valide
e denunciavano il ritiro dei documenti da parte delle autorità
svizzere. In entrambi gli uffici hanno lasciato una lettera di protesta
nella quale chiedevano documenti di identità validi. Molti
immigrati possiedono infatti solamente un cartoncino con stampato
l'indirizzo del loro alloggio provvisorio; queste carte non li
proteggono però dalla repressione poliziesca né
permettono loro di inviare una lettera raccomandata in posta, oppure di
prendere un libro in prestito da una biblioteca. I dimostranti hanno
anche denunciato che, dopo l'occupazione di una chiesa a Zurigo
l'inverno scorso, i controlli di identità nei pressi dei centri
di accoglienza sono aumentati sensibilmente. Inoltre l'ufficio per
l'immigrazione della città ha proibito ai gestori di questi
centri di distribuire i cartoncini. I sans-papiers sostengono che
queste condizioni non fanno che esporli maggiormente alla repressione e
si oppongono decisamente al tentativo delle autorità di
trattarli come criminali. In entrambi gli uffici nessuno ha voluto
prendersi la responsabilità di ritirare personalmente la
lettera.
Fonte:
http://ch.indymedia.org
Lunedì 13 aprile un devastante incendio si è
sviluppato in un dormitorio a Kamien Pomorski, una cittadina di
novemila abitanti a una sessantina di chilometri dal confine con la
Germania. Almeno 22 persone sono morte e più di 20 sono rimaste
ferite, una in modo particolarmente grave. Al dormitorio erano
registrate 77 persone per quella notte. Erano tutti senza casa, in
attesa dell'assegnazione di un'abitazione.
Fonte:
http://poland.indymedia.org
Il 6 aprile c'è stato, per il secondo anno consecutivo nella
stessa data, un grande sciopero generale che ha coinvolto lavoratori e
studenti in tutto il paese. I giorni precedenti sono stati segnati da
eventi repressivi, con lo scopo evidente di spaventare i lavoratori e
far fallire lo sciopero. Il 4 aprile sono stati arrestati 25 studenti,
che protestavano per la repressione incalzante da parte della polizia
egiziana e di altri arresti nei giorni precedenti. Il 5 aprile un
giornalista, che aveva dato la notizia dello sciopero è stato
anch'egli arrestato. I media ufficiali sono stati tutti imbavagliati e
il governo ha cercato di far passare la giornata del 6 aprile, chiamata
"giorno della rabbia", sotto il silenzio. Questo sciopero rappresenta
però solo una tappa del percorso di lotta contro il governo e
per la dignità e i diritti di tutti i lavoratori e le
lavoratrici.
Fonti:
http://6aprilmove.blogspot.com
http://arabist.net/arabawy