Di Virgilio Gozzoli1 (Pistoia 1886-1964) stampatore, editore,
responsabile, compilatore, in Spagna, in America, in Francia si
è scritto più volte. Poco si sa dei suoi giornali locali.
Ecco di seguito cinque schede sintetiche di testate pistoiesi
più o meno note, meritevoli di attenzione.
«La Rivolta» (1° genn.-26 mar. '10), 12 nn.
Testata illustrata solo sul primo numero. Più volte
"Raccomandiamo vivamente ai nostri amici di leggere
la rassegna internazionale «Poesia» di F. T.
Marinetti". Dal n. 2 (8.1.'10) si comunica l'uscita de «La
Demolizione» di O. Dinale, con articoli del medesimo e scritti di
Ezio Bartalini, Paolo Buzzi, Pietro Belli (Libero). Sul n. del 15 genn.
viene riproposto Il Treno 0,00-Poema in prosa di Notari, tratto
da «Poesia», in occasione del processo a suo carico per
"lesa maestà", oltre all'articolo Il fuoco di Virgilio Gozzoli.
Sul n. del 20 genn. si pubblicizza il Nuovo canzoniere dei
ribelli con canti e inni rivoluzionari di Dinale, Ferrini (Folgorite),
Prampolini, Zavattero, Pietro Gori, Filippo Turati e altri. Il 26
febb. si presenta l'articolo, a firma Zarathustra, Dei piaceri e delle
passioni. I redattori sono in palese contatto con parte del futurismo
di sinistra, gravitante attorno a «Poesia», e ai futuristi
Dinale, Belli, Lucini, con probabile tramite A. Ciattini, tipografo di
questo settimanale e de «La Tempra» (Pistoia,
'15-'20) sulla quale tratterà anche, come articolista
e recensore, di futurismo di sinistra.
«Ficcanaso sa tutto!», n.u. per le elezioni
amministrative del 22 gennaio 191 e poi ripreso da un
«Ficcanaso» più tardo (n.u., 1° maggio '13). Qui
Gozzoli è Vir che, già porzione del proprio nome, sta a
significare e a legarsi a "virile" e alla testata «VIR», di
area individualista uscita fra '07 e '08 a Firenze redatta da G.
Monanni (L'Aretino). Il n.u., si presenta come 'Umoristico
indipendente' di saggio e destina ai candidati molta ironia e a volte
sarcasmo, contestando atteggiamenti clericali e/o sindacali. Il
giornale è organizzato anch'esso secondo un linguaggio a un
tempo classico e attento alle sollecitazioni paroliberiste. Si snoda
attraverso editoriali, occhielli, articoli di cultura, critica ecc.,
tutti sul tema antielettorale scanditi da firme a doppio pseudonimo
"Lorenzo stà cheto" (Stecchetti) o "Vincenzo a Monti"
tutti "al secolo Gigi Vizzo-Rollio" e cioè egli stesso.
Testo godibile da leggere ma anche da vedere e probabilmente ancor
più interessante per chi conosce nell'intimo Pistoia dell'inizio
Novecento.
«Per un mantellaccio», n.u. del 10 ott. '11. Sott.: 'questo
beffardo fogliaccio è dedicato a Fondo de Bedi, fratello (in
giornalismo) carissimo (£. 4,20 la settimana) che sulla rena
volubile dell'arte sembenelliana colla sua prosa mesta e sdolcinata sa
stracciare e trinciare ogni tanto un giudizio eterno ed uguale infinito
monologo'.
L'uso dei numeri unici è spesso quello di offrire la
tribuna per esprimere sentimenti, giudizi, rivendicazioni puntuali e
perciò significativo di un comportamento libero nell'uso
pubblico della comunicazione. Con l'occasione di un pezzo di critica
teatrale, Gozzoli crea esso stesso una pièce teatrale con
personaggi come Rollio (parte di un suo pseud. prodotto dall'anagramma
del suo nome e cognome (Gigi Vizzo-Rollio). Col numero unico in esame
si trova quindi l'occasione per rilanciare l'altro
(«Ficcanaso») del 22 genn. e lanciarsi in spericolato
paroliberismo.
«Il Marchesino figlio di papà», quindicinale, 4 nn.
fra 15 mar. e 1° magg. '15 nell'imminenza della Guerra Mondiale.
Caratteri simili al «Ficcanaso», con qualche gioco
linguistico di tutto interesse come un "Miss Khoscio" divertente e
ironico. Gli interessi di Gozzoli fra arte e politica, fra poesia e
sperimentazione linguistica, proseguono con la scrittura di testi
teatrali, melodrammi e sonetti e versi.
«Iconoclasta!». 1a serie, con n. di saggio del 23
apr. '19, poi con regolarità dal 17 magg. (a. I, n. 1) al
26 nov. '19 (n. 10). La 2a serie dura dal 1° genn. '20
(a. I n. 1) al 15 apr. '21 (a. II, n. 3). Dopo le aggressioni fasciste
e la distruzione della tipografia con la conseguente fuoriuscita in
Francia, la 3a serie si stampa a Parigi (1 magg. '24, a. I, n. 1 - 25
lug. '25, a. II, n. 7). In tutto 34 nn. Illustrata dal pittore
futurista-anarchico Governato (Cromatico), contiene frontespizi,
"parole in libertà" e operazioni di "rivoluzione in tipografia"
realizzate da Gozzoli. Critiche verso tali aperture il 2 lug. '19, sono
espresse da Carlo Molaschi e da Novatore (Ricieri Abele Ferrari), Nel
cerchio della vita (a. I, n.1, 1 genn. '20) e provocano la reazione di
Berneri difeso da Gozzoli (n. 4, 1 mar. '20). Il 1 genn. '20, con
Brevis Prefatio, Vir (Gozzoli) aveva dichiarato chiaramente il suo
intento di accogliere "scritti sull'arte e sulla evoluzione o meglio
rivoluzione che essa Arte stà attuando[...] Ed ora, a noi!".
Quindi ulteriori polemiche Novatore/Berneri il 20 febb. 1921. Vi
collaborano Giovanni Rolando, Leda Rafanelli, Paolo Buzzi, Novatore,
con un curioso fumetto; Governato, che illustra scritti e testate.
Importanti articoli e saggi da segnalare: Il futurismo in
soffitta (n. 10, 1920); Trapasso (n. 3, 1920); Il mattaccio (n. 8,
1920) di Gozzoli; Il paese del male (n. 4, 1920); Al di sopra dell'Arco
(n. 5, 1920) e Fra la tempesta (n.14,1920) di Novatore.
Alberto Ciampi
1 Cfr., A.Ciampi, ad nomen, in E. Godoli, a cura di, Dizionario del
Futurismo, 2 voll., Vallecchi, Firenze 2001; A. Ciampi – L. di Lembo,
ad nomen, in M. Antonioli, a cura di, Dizionario degli Anarchici
Italiani, 1° vol., Bfs, Pisa 2003.