Umanità Nova, n.17 del 3 maggio 2009, anno 89

Virgilio Gozzoli, editore a Pistoia


Di Virgilio Gozzoli1 (Pistoia 1886-1964) stampatore, editore, responsabile, compilatore, in Spagna, in America, in Francia si è scritto più volte. Poco si sa dei suoi giornali locali. Ecco di seguito cinque schede sintetiche di testate pistoiesi più o meno note,  meritevoli di attenzione.
 «La Rivolta» (1° genn.-26 mar. '10), 12 nn. Testata  illustrata solo sul primo numero. Più volte "Raccomandiamo vivamente  ai nostri  amici  di leggere la rassegna internazionale «Poesia»  di F. T. Marinetti". Dal n. 2 (8.1.'10) si comunica l'uscita de «La Demolizione» di O. Dinale, con articoli del medesimo e scritti di Ezio Bartalini, Paolo Buzzi, Pietro Belli (Libero). Sul n. del 15 genn. viene riproposto Il Treno 0,00-Poema in prosa di  Notari, tratto da «Poesia», in occasione del processo a suo carico per "lesa maestà", oltre all'articolo Il fuoco di Virgilio Gozzoli. Sul n. del 20 genn. si pubblicizza il  Nuovo canzoniere dei ribelli con canti e inni rivoluzionari di Dinale, Ferrini (Folgorite), Prampolini,  Zavattero, Pietro Gori, Filippo Turati e altri. Il 26 febb. si presenta l'articolo, a firma Zarathustra, Dei piaceri e delle passioni. I redattori sono in palese contatto con parte del futurismo di sinistra, gravitante attorno a «Poesia», e ai futuristi Dinale, Belli, Lucini, con probabile tramite A. Ciattini, tipografo di questo settimanale e de «La Tempra»  (Pistoia, '15-'20) sulla quale tratterà anche, come articolista  e  recensore, di futurismo  di sinistra.
 «Ficcanaso sa tutto!», n.u. per le elezioni amministrative del 22 gennaio 191 e poi ripreso da un «Ficcanaso» più tardo (n.u., 1° maggio '13). Qui Gozzoli è Vir che, già porzione del proprio nome, sta a significare e a legarsi a "virile" e alla testata «VIR», di area individualista uscita fra '07 e '08 a Firenze redatta da G. Monanni (L'Aretino).  Il n.u., si presenta come 'Umoristico indipendente' di saggio e destina ai candidati molta ironia e a volte sarcasmo, contestando atteggiamenti clericali e/o sindacali. Il giornale è organizzato anch'esso secondo un linguaggio a un tempo classico e attento alle sollecitazioni paroliberiste. Si snoda attraverso editoriali, occhielli, articoli di cultura, critica ecc., tutti sul tema antielettorale scanditi da firme a doppio pseudonimo "Lorenzo stà cheto" (Stecchetti) o  "Vincenzo a Monti" tutti "al secolo Gigi Vizzo-Rollio" e cioè egli stesso.  Testo godibile da leggere ma anche da vedere e probabilmente ancor più interessante per chi conosce nell'intimo Pistoia dell'inizio Novecento.
«Per un mantellaccio», n.u. del 10 ott. '11. Sott.: 'questo beffardo fogliaccio è dedicato a Fondo de Bedi, fratello (in giornalismo) carissimo (£. 4,20 la settimana) che sulla rena volubile dell'arte sembenelliana colla sua prosa mesta e sdolcinata sa stracciare e trinciare ogni tanto un giudizio eterno ed uguale infinito monologo'.
 L'uso dei numeri unici è spesso quello di offrire la tribuna per esprimere sentimenti, giudizi, rivendicazioni puntuali e perciò significativo di un comportamento libero nell'uso pubblico della comunicazione. Con l'occasione di un pezzo di critica teatrale, Gozzoli crea esso stesso una pièce  teatrale con personaggi come Rollio (parte di un suo pseud. prodotto dall'anagramma del suo nome e cognome (Gigi Vizzo-Rollio). Col numero unico in esame si trova quindi l'occasione per rilanciare l'altro («Ficcanaso») del 22 genn. e lanciarsi in spericolato paroliberismo.
«Il Marchesino figlio di papà», quindicinale, 4 nn. fra 15 mar. e 1° magg. '15 nell'imminenza della Guerra Mondiale. Caratteri simili al «Ficcanaso», con qualche gioco linguistico di tutto interesse come un "Miss Khoscio" divertente e ironico. Gli interessi di Gozzoli fra arte e politica, fra poesia e sperimentazione linguistica, proseguono con la scrittura di testi teatrali, melodrammi e sonetti e versi.
 «Iconoclasta!». 1a serie, con n. di saggio del 23 apr. '19, poi con regolarità dal 17 magg.  (a. I, n. 1) al 26 nov. '19 (n. 10). La 2a serie  dura dal  1° genn. '20 (a. I n. 1) al 15 apr. '21 (a. II, n. 3). Dopo le aggressioni fasciste e la distruzione della tipografia con la conseguente fuoriuscita in Francia, la 3a serie si stampa a Parigi (1 magg. '24, a. I, n. 1 - 25 lug. '25, a. II, n. 7). In tutto 34 nn. Illustrata dal pittore futurista-anarchico Governato (Cromatico), contiene frontespizi, "parole in libertà" e operazioni di "rivoluzione in tipografia" realizzate da Gozzoli. Critiche verso tali aperture il 2 lug. '19, sono espresse da Carlo Molaschi e da Novatore (Ricieri Abele Ferrari), Nel cerchio della vita (a. I, n.1, 1 genn. '20) e provocano la reazione di Berneri difeso da Gozzoli  (n. 4, 1 mar. '20). Il 1 genn. '20, con Brevis Prefatio, Vir (Gozzoli) aveva dichiarato chiaramente il suo intento di accogliere "scritti sull'arte e sulla evoluzione o meglio rivoluzione che essa Arte stà attuando[...] Ed ora, a noi!". Quindi ulteriori polemiche Novatore/Berneri il 20 febb. 1921. Vi collaborano Giovanni Rolando, Leda Rafanelli, Paolo Buzzi, Novatore, con un curioso fumetto; Governato, che illustra scritti e testate.
 Importanti articoli e saggi da segnalare: Il futurismo in soffitta (n. 10, 1920); Trapasso (n. 3, 1920); Il mattaccio (n. 8, 1920) di Gozzoli; Il paese del male (n. 4, 1920); Al di sopra dell'Arco (n. 5, 1920) e Fra la tempesta (n.14,1920) di Novatore.

Alberto Ciampi
 
1 Cfr., A.Ciampi, ad nomen, in E. Godoli, a cura di, Dizionario del Futurismo, 2 voll., Vallecchi, Firenze 2001; A. Ciampi – L. di Lembo, ad nomen, in M. Antonioli, a cura di, Dizionario degli Anarchici Italiani,  1° vol., Bfs, Pisa 2003.

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