Da Spezzano a Torino, da Piombino a
Verona, le piazze e le strade si sono riempite di bandiere rossonere.
Le voci ferme e altisonanti dei compagni, dai palchi scandivano con
decisa determinazione le denunce sociali che nel recente hanno
caratterizzato l'impegno del movimento: dalle lotte a fianco dei
migranti, all'opposizione a un sistema oramai bancarottiere e decaduto
che vorrebbe scaricare i propri fallimenti sulle spalle dei lavoratori,
ancora una volta.
Distanti, ma vicini nella lotta. Le centinaia di chilometri hanno unito
ancor più, facendo diventare una sola voce quel grido di
libertà e di battaglia, che ha travalicato le inumane frontiere
del capitalismo per unirsi allo stesso grido dei compagni di altre
zone: dalla Grecia alla Germania, dall'Italia alla Bielorussia, tutti
uniti con quella grande forza internazionale e internazionalista che ci
ha sempre contraddistinto, rompendo le barriere che ci vorrebbero
divisi.
Una forza che nasce dalla efficacia dell'idea anarchica che,
attraversando la storia, è arrivata ai giorni nostri ancora
attuale e mai scalfita dai mutamenti che in più di un secolo
hanno ribaltato, mostrandole nella loro ipocrisia e falsità,
tutte le più ragguardevoli credenze politiche.
Un'idea che deve essere portata con energia in ogni aspetto della vita
quotidiana, dal lavoro ai rapporti sociali, una lotta che deve
diventare punto di riferimento di ogni individuo che voglia sentirsi e
vivere libero in una società più giusta e solidale.
Autogestione e autodeterminazione. Queste parole sono riecheggiate
nelle piazze e nella vie del Primo Maggio Anarchico come indicazione
dell'unica strada percorribile per uscire dalla crisi sociale che sta
devastando i popoli di tutto il mondo.
Opporsi a un mondo, quello del capitale, che ci vuole sempre più
succubi e che sta realizzando il proprio disegno fascistizzando sempre
più ogni forma di attività sociale.
L'Anarchia è l'unica soluzione valida da contrapporre al
prepotente asservimento. Il Primo Maggio è passato, ma solo come
data del calendario, le lotte e l'impegno devono essere le stesse tutti
i giorni, tutti assieme lavoratori, disoccupati, migranti e oppressi di
ogni luogo, in una partecipazione unitaria per costruire un mondo senza
palizzate e muri e abbattere un sistema basato sullo sfruttamento e il
depauperamento dei popoli.
Questo è il grido che si è levato il Primo Maggio e che
continuerà ininterrotto finché ci sarà anche un
solo individuo oppresso!