Umanità Nova, n.25 del 28 giugno 2009, anno 89

Profili. Salvatore Niesi


Di Raffaele e Angelica Picarelli, nato a Cetraro (Cosenza) il 6 gennaio 1900, di mestiere muratore residente a Buenos Aires (Argentina), coniugato con Rosa Cogullo dalla quale ha avuto due figli rispettivamente di nome Angelo e  Giovanna. Nell'ottobre del 1920 emigra a Buenos Aires, dove frequenta il gruppo anarchico cetrarese "Senza Patria" e quello di "Umanità nova". Tra i suoi rapporti politici risultano quelli con il gruppo degli "espropriatori" capeggiato dall'anarchico Severino Di Giovanni fucilato, per ordine dell'allora Presidente José Felix Uriburu, il 1º febbraio del 1931. Il 24 maggio 1928 viene  arrestato perché sospettato di avere partecipato, ventuno giorni prima, all'attentato al consolato generale italiano nella capitale argentina che aveva provocato nove morti e 34 feriti innocenti.  L'intenzione di Severino Di Giovanni e di Francesco Barbieri (calabrese di S. Costantino di Briatico) che prepara l'ordigno esplosivo, è di portare la bomba fin dentro la stanza del console per farlo saltare in aria.  Per una serie di contrattempi e di informazioni non veritiere, dopo due tentativi falliti, la bomba viene lasciata nell'atrio del Consolato. L'ordigno esplode tra le centinaia di persone che stanno facendo la fila per ottenere il visto di entrata in Italia ed è un massacro. Da quel momento in poi si scatena la repressione contro gli anarchici e molti componenti del gruppo degli anarchici espropriatori sono costretti a fuggire dall'Argentina per rifugiarsi in Uruguay o in Brasile. Nel 1932, Salvatore Niesi viene iscritto in rubrica di frontiera e nel bollettino delle ricerche per il provvedimento di fermo, successivamente modificato in arresto. Nel 1939 si allontana dai gruppi anarchici e si avvicina al partito socialista argentino, senza però svolgere particolare attività. Nel 1942 risiede ancora in Argentina. Negli elenchi degli affiliati al gruppo denominato "Umanità nova" risultano anche i nominativi degli oriundi calabresi Angelo Antonucci di Cetraro e Vincenzo Belmonte di Bisignano, ex segretario della società "Giordano Bruno".

Angelo Pagliaro

Come il lettore può vedere nella rubrica profili compaiono delle scarne note biografiche, a volte non comprensive dell'intera attività del compagno ricordato, altre deformate dall'occhio poliziesco, incapace di coglierne il valore sociale, perché desunte appunto da documenti legali. Invitiamo chiunque, familiare o compagno di militanza, a fornire notizie a complemento o completamento di tali brevi note, e per rendere giustizia alla loro memoria e per ampliare la panoramica sulla storia nostra. Specificando il numero di uenne e l'estensore.
Grazie ai lettori!

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