L'imminente approvazione da parte del governo del disegno di legge
733 - meglio conosciuto come "pacchetto sicurezza" - rappresenta un
violento salto di qualità nell'approccio repressivo che il
governo intende adottare per soffocare le lotte sociali attraverso un
più esteso uso della forza e limitando sensibilmente gli spazi
di agibilità sociale e politica in questo paese, in nome
dell'ordine costituito e del rispetto acritico della legalità.
Si tratta infatti di un insieme di disposizioni liberticide che
colpiscono in primo luogo i soggetti più deboli della
società (immigrati, senza casa, poveri) per estendersi
contemporaneamente a chiunque manifesti opposizione e dissenso alle
scelte di chi detiene il potere politico ed economico. Da ciò
deriva la criminalizzazione di tutti coloro che lottano apertamente
contro le ingiustizie quotidiane sia nel mondo del lavoro (contro la
disoccupazione, i licenziamenti, la precarietà, gli
infortuni, le morti), sia nell'ambito più generale delle lotte
sociali (lotte per la casa, per i servizi essenziali, per l'uguaglianza
sostanziale fra tutte e tutti).
Per quanto riguarda la nostra città, il questore di Palermo
Marangoni sta cercando di applicare queste nuove disposizioni
allineandosi di conseguenza: lo scorso 23 maggio i lavoratori Cobas
Scuola sono stati denunciati per aver esposto uno striscione non
gradito alle autorità e che sarà addirittura distrutto.
Ma già alcuni mesi fa, l'accusa con conseguente "avviso orale"
nei confronti di Pietro Milazzo della Cgil aveva costituito un
precedente gravissimo in termini di limitazione della libertà di
espressione. A tutto ciò si aggiungono le tante multe per
migliaia di euro generate da prescrizioni del questore nei confronti di
coloro che organizzano cortei, dai lavoratori agli studenti, e le
centinaia di denunce penali scattate contro studenti, occupanti di case
o centri sociali. Infine, l'ultimo grave episodio repressivo nei
confronti dei più deboli si è registrato pochi giorni fa
all'incrocio fra viale Regione Siciliana e via Perpignano, con un
rastrellamento poliziesco ai danni dei lavavetri contro i quali
è stato impiegato persino un elicottero.
In una città già avvilita per ultimo dalla questione
dell'immondizia, ma che è normalmente in "emergenza" sulle
diverse questioni sociali, sanitarie, del lavoro, della scuola; in una
città sempre più povera e sempre più
contraddistinta dal potere mafioso e dalle sue intime collusioni con il
potere politico, non si sentiva certo il bisogno di un questore
così attento ad attaccare chi lotta per la giustizia sociale e
per un generale miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori,
degli immigrati e degli oppressi.
Se a tutto questo si aggiunge il totale disinteresse del Prefetto
Trevisone alle reali emergenze sociali della città, diventa
concreto il rischio di vedere ridotta ogni manifestazione di dissenso a
una mera questione di ordine pubblico.
In tutto ciò non bisogna dimenticare la totale incapacità
amministrativa del sindaco Cammarata il quale, grazie ai nuovi poteri
concessogli dal ministero dell'interno, ha applicato alla lettera una
serie di ordinanze liberticide e criminali. Una di queste è
l'ordinanza anti-bivacco, che ha fatto il suo esordio in autunno e che
viene applicata per reprimere soggetti come i senzatetto; mentre
l'ordinanza più recente è quella contro i rottamai, che
sta portando alla disperazione migliaia di persone che non potranno
continuare a fare il loro lavoro. Gli stessi rottamai hanno già
subìto fortissimi atti repressivi durante le loro manifestazioni
di dissenso svoltesi davanti le sedi del potere cittadino.
Alla luce di queste considerazioni, molte realtà individuali e
collettive che da sempre sono impegnate a Palermo nelle lotte per i
diritti, sentono la necessità di coordinarsi per rispondere
efficacemente e a viso aperto al drammatico restringimento degli spazi
di libertà che si sta consumando in questa città.
Tale Coordinamento, che vuole essere aperto e inclusivo, fa appello a
tutti coloro i quali sono interessati a smascherare e contrastare la
repressione nelle sue varie forme, intervenendo concretamente sul
duplice piano - politico e giuridico - in cui si sviluppa l'attacco del
potere alle libertà e ai diritti fondamentali di ciascuno.
COORDINAMENTO CONTRO LA REPRESSIONE E PER I DIRITTI
Palermo, 24/06/2009