Umanità Nova, n.27 del 12 luglio 2009, anno 89

Il silenzio è complice


Il 2 luglio rimarrà nella storia di questo paese una data che segnerà indelebilmente il carattere razzista e criminale di chi governa, ma anche di chi a questo governo dà il consenso diretto e indiretto.
È stato introdotto il reato di clandestinità, una mostruosità dovuta solo alla voglia di sopraffazione e  di controllo totale della vita e del lavoro di milioni di persone.
Una legge secondo la  quale, per il solo fatto di esistere su questo territorio, l'immigrato diventa un reato vagante: non più un essere umano che ha dei diritti, ma un'astratta entità,  invisibile fin quando gli è permesso, da dare in pasto alla cosiddetta opinione pubblica nel momento in cui si presentino le occasioni per conquistare il consenso.
L'opposizione che oggi si strappa le vesti e grida allo scandalo, in realtà, è stizzita perché  dopo aver per primi cavalcato la paura e la  voglia indotta di sicurezza mettendo a punto con anni di anticipo  leggi che ora sono state affinate, oggi si vedono togliere il palcoscenico.
Lo spirito guida di questa infamità attuale non è altro che la legge Turco-Napolitano, madre di tutte le leggi razziste di questo Bel Paese: paese dove si sono inventati i CPT, dove il reato di clandestinità era già stato sdoganato proprio dalla legge precedente.
Siamo in qualche modo in una chiave di volta: la situazione attuale richiede uno sforzo di dignità. Oggi fare finta di niente equivale ad essere complici.
Il pacchetto sicurezza va oltre l'apparente difesa delle "genti italiche" e  include nelle sue pieghe, neanche troppo nascosta, una voglia di controllo e militarizzazione del territorio da parte delle varie formazioni che compongono il governo.
Le ronde  servono a questo scopo: berretti di ogni tipo, camicie dai colori più improbabili legalizzano eserciti privati di estrema destra, dalla Lega Nord ad Alleanza Nazionale, attraversando le formazioni dell'estremismo nero.
I terreni della politica del potere sono ormai definiti: esercito, polizia, polizie locali, carabinieri sono ormai lo strumento del controllo quotidiano nelle città, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, ovunque può esserci il conflitto.
La democrazia a cui tutti si appellano viene finalmente svelata per quello che in realtà è sempre stata: repressione, terrorismo di stato e controllo sociale.
Per attuare ciò utilizza molte facce: dal pacchetto sicurezza alle grandi opere (TAV, Ponte, Mose, inceneritori, nucleare ), al  controllo del territorio,  passando  attraverso il G8 a L'Aquila attuato dalla Protezione civile, oggi braccio armato del governo e i loro affaristi per accaparrarsi  con le varie mafie l'immensa torta della ricostruzione.
Come diceva il vecchio adagio: "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare".
Gli anarchici, gli antirazzisti i rivoluzionari da sempre hanno capito di quale pasta è fatto il potere. Da sempre sono e saranno dalla parte degli sfruttati, dei lavoratori, di coloro che non hanno parola.
Senza giustizia non c'è pace

Commissione Antirazzista FAI

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti