Il 2 luglio rimarrà nella storia di questo paese una data che
segnerà indelebilmente il carattere razzista e criminale di chi
governa, ma anche di chi a questo governo dà il consenso diretto
e indiretto.
È stato introdotto il reato di clandestinità, una
mostruosità dovuta solo alla voglia di sopraffazione e di
controllo totale della vita e del lavoro di milioni di persone.
Una legge secondo la quale, per il solo fatto di esistere su
questo territorio, l'immigrato diventa un reato vagante: non più
un essere umano che ha dei diritti, ma un'astratta entità,
invisibile fin quando gli è permesso, da dare in pasto alla
cosiddetta opinione pubblica nel momento in cui si presentino le
occasioni per conquistare il consenso.
L'opposizione che oggi si strappa le vesti e grida allo scandalo, in
realtà, è stizzita perché dopo aver per
primi cavalcato la paura e la voglia indotta di sicurezza
mettendo a punto con anni di anticipo leggi che ora sono state
affinate, oggi si vedono togliere il palcoscenico.
Lo spirito guida di questa infamità attuale non è altro
che la legge Turco-Napolitano, madre di tutte le leggi razziste di
questo Bel Paese: paese dove si sono inventati i CPT, dove il reato di
clandestinità era già stato sdoganato proprio dalla legge
precedente.
Siamo in qualche modo in una chiave di volta: la situazione attuale
richiede uno sforzo di dignità. Oggi fare finta di niente
equivale ad essere complici.
Il pacchetto sicurezza va oltre l'apparente difesa delle "genti
italiche" e include nelle sue pieghe, neanche troppo nascosta,
una voglia di controllo e militarizzazione del territorio da parte
delle varie formazioni che compongono il governo.
Le ronde servono a questo scopo: berretti di ogni tipo, camicie
dai colori più improbabili legalizzano eserciti privati di
estrema destra, dalla Lega Nord ad Alleanza Nazionale, attraversando le
formazioni dell'estremismo nero.
I terreni della politica del potere sono ormai definiti: esercito,
polizia, polizie locali, carabinieri sono ormai lo strumento del
controllo quotidiano nelle città, nei quartieri, nei luoghi di
lavoro, ovunque può esserci il conflitto.
La democrazia a cui tutti si appellano viene finalmente svelata per
quello che in realtà è sempre stata: repressione,
terrorismo di stato e controllo sociale.
Per attuare ciò utilizza molte facce: dal pacchetto sicurezza
alle grandi opere (TAV, Ponte, Mose, inceneritori, nucleare ), al
controllo del territorio, passando attraverso il G8 a
L'Aquila attuato dalla Protezione civile, oggi braccio armato del
governo e i loro affaristi per accaparrarsi con le varie mafie
l'immensa torta della ricostruzione.
Come diceva il vecchio adagio: "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare".
Gli anarchici, gli antirazzisti i rivoluzionari da sempre hanno capito
di quale pasta è fatto il potere. Da sempre sono e saranno dalla
parte degli sfruttati, dei lavoratori, di coloro che non hanno parola.
Senza giustizia non c'è pace
Commissione Antirazzista FAI