Ci siamo, tutto procede secondo i programmi: "l'influenza suina"
è arrivata e la sua "terribile" diffusione raggiungerà il
picco nel periodo compreso tra dicembre 2009 e febbraio 2010,
nonostante sia poco pericolosa per la maggioranza della popolazione,
quindi con un tasso di mortalità che si aggira attorno allo .0,4
per mille (più basso dell'influenza stagionale, che è di
circa l'1 per mille) e un decorso che si risolve con la guarigione nel
giro di cinque, sette giorni. Nonostante questo, i governi si preparano
ad una prima fase di vaccinazioni, aiutati da giornali e telegiornali
che stanno montando a dovere la cosa, ad aumentare la dose si
aggiungono anche serie televisive come "i sopravvissuti" e non è
un caso, tutto per far pressione sulla gente e convincerla ad
iniettarsi il miracoloso siero, per sconfiggere una malattia, che al
massimo, metterà a letto gli italiani con un po' di febbre e
moccio al naso.
E importante sapere però che questo siero, non essendo
sufficientemente testato, può essere oltre che inutile, dannoso
(danni da vaccino d'altro tipo sono già documentati); intanto,
però, l'industria farmaceutica si prepara ad un ulteriore
bell'incasso, i messaggi che arriveranno saranno sempre più
allarmanti e contraddittori (adesso stanno rivedendo le loro tesi,
forse hanno capito che la bufala è troppo grossa... ma vedremo);
dicono che il virus potrebbe mutare e quindi diventare più
pericoloso (non sottolineando però a sufficienza che se il virus
muta, il vaccino non serve più a niente) faranno leva sulla
psicolabilità e fragilità individuale della gente, per
aumentare la richiesta punteranno sulle ansie, sull'insicurezza
generalizzata, complice una crisi economica senza precedenti (ecco
entrare in gioco il controllo sociale, condizionare e incanalare le
paure verso esiti più gestibili da parte del potere e dei
governi) e poi ridurre al minimo il danno economico, che milioni di
italiani allettati produrrebbero all'economia (ed ecco il PIL). Anche
questa vicenda, ci conferma la natura sfruttatrice e criminale del
capitalismo, che oltre a produrre nuove contraddizioni sociali ed a
perpetuare le vecchie, alimenta nuove malattie, che sviluppano molte
volte da allevamenti animali intensivi, dove le bestie, nutrite a
forza, stipate, riempite di sostanze chimiche e antibiotici, divengono
brodi di coltura per nuovi germi che poi si trasmettono all'uomo
(ricordate mucca pazza, aviaria) tutto perché ci sono i
profitti, perché dobbiamo mangiare più carne, riempire i
Mac Donalds.
Questo è un mercato, che impone un traffico di merci, animali,
persone per il mondo tanto inutile quanto disumano, con un potere
medico che nel tempo ha costruito una farmocrazia ed una imprenditoria
della salute, molte volte utile alle ambizioni e alle tasche di pochi;
dobbiamo riformulare il significato di salute, malattia, benessere,
pretendere libertà di scelta terapeutica su tutto ciò che
riguarda il nostro corpo e la nostra vita, dobbiamo riappropriarci
delle nostre esistenze.
Quanto ho scritto non vuole essere assolutamente esaustivo di una
questione varia e complessa, ma se volete informazioni più
precise consultate i siti www.terranauta.it e www.edizionisalus.it.
Ne va della nostra salute.
Paolo Marconi