Umanità Nova, n.32 del 20 settembre 2009, anno 89

Bel lAvoro


A cura della Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese
bel-lavoro@federazioneanarchica.org

Solidarietà a chi è stato colpito dalla repressione per aver lottato a fianco degli operai della INNSE

La valenza importante della lotta della Innse è soprattutto quella che non sia stata sconfitta, cosa che sempre più raramente accade di questi tempi: intere aziende vengono spazzate via da un giorno all'altro (per fini speculativi, per delocalizzazioni, ecc.).
Il risultato ottenuto lo si deve soprattutto alla unità e alla tenace resistenza dimostrata dalla lotta degli operai della azienda, ma anche dal sostegno con la solidarietà concreta dimostrata da singoli lavoratori, studenti e aree di opposizione sociale.
Le istituzioni che hanno fatto di tutto per annientare quella resistenza, sia con il ricorso a "sentenze" di sgombero che all'uso della cosiddetta "forza pubblica", non essendo riusciti, oggi, vogliono vendicarsi e vogliono punire, soprattutto, coloro che hanno solidarizzato partecipando a quelle forme di lotta che hanno determinato il buon esito della vicenda.
Quello che le istituzioni ed il padronato non vogliono permettere è che questa lotta diventi, come sta accadendo, l'esempio da seguire per tutti quei lavoratori che si trovano in analoghe situazioni.
Stanno fioccando denunce per blocchi stradali, non agli operai della Innse, ma selezionando i partecipanti più attivi e sostenitori di tali azioni: si tratta di pene amministrative che vanno dai 2500 ai 10.000 euro.
Giustamente i lavoratori Innse si stanno facendo carico per una risposta coordinata e adeguata, alla quale non mancherà il nostro sostegno.

La  Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese – FAI

Solidarietà. con i precari espulsi dalla scuola

La Commissione "Lavoro" della Federazione Anarchica Milanese – FAI esprime la propria solidarietà e vicinanza verso le lavoratrici e lavoratori "precari" della scuola vittime sacrificali della cosiddetta "riforma Gelmini" – altro che grembiulino e cinque in condotta  - la quale svela la propria reale natura di tagli indiscriminati per un'ulteriore dequalifica della scuola pubblica.
Solo la lotta, l'azione diretta così come si sta manifestando in questi giorni in diverse parti d'Italia, può essere garanzia di vittoria contro questa arroganza governativa e foriera di pratiche libertarie al fine di una scuola più libera e giusta.

La Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese – FAI.

A Milano. lavoratori e RSU rompono la moratoria contrattuale

Giovedì 10 settembre le RSU delle aziende ASI Robison, Mangiarotti Nuclear, Marcegaglia Builtdtech e circa 200 lavoratori hanno promosso concordemente a autonomamente un'ora di sciopero (dalle 10 alle 11), manifestando nel vialone Ex-Breda, con blocchi articolati del traffico in viale Sarca. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione di operai della Metalli Preziosi, che da otto anni stanno lottando per la riapertura dello stabilimento di Paterno Dugnano.
Lo sciopero è stato indetto in concomitanza dell'incontro fra Federmeccanica e organizzazioni di categoria, per manifestare il dissenso "di modificare le regole della contrattazione nazionale, di riproporre le gabbie salariali, contro la volontà di Federmeccanica di bloccare gli aumenti salariali previsti dal contratto per tutto il 2010" e per sostenere "un contratto nazionale che tuteli il salario e i diritti di tutti i lavoratori di tutte le categorie". In un comunicato dei promotori si dichiara: "Pertanto noi ci sentiamo autorizzati a violare la moratoria contrattuale sugli scioperi e continueremo a mobilitarci, articolando le proteste con le altre RSU, fin da oggi per tutto il periodo di contrattazione".

Hotel Hilton: la lotta continua

Tre giorni di sciopero, dal 9 all'11 settembre, con relativo presidio davanti alla sede: i lavoratori dell'Hotel Hilton  di Milano (sostenuti dalla CUB) non si arrendono facilmente e continuano a lottare per fermare uno sciagurato piano di ristrutturazione che vorrebbe tagliare oltre trenta posti di lavoro. Questa lotta di inizio settembre è solo l'ultima tappa di una vicenda cominciata la scorsa primavera, quando la direzione del prestigioso albergo annuncia ben 36 licenziamenti tra camerieri, facchini, addetti alle pulizie, lavapiatti. La motivazione è tra le più classiche e scontate: la grande crisi che "obbliga" i dirigenti a tagliare i costi. Ma i lavoratori non ci mettono molto a smascherare il bluff: dietro lo spettro della crisi c'è il classico giochetto dei padroni che vogliono aumentare il loro profitto ricorrendo a cooperative esterne. Un modo semplice per dimezzare stipendi, togliere i diritti di anzianità, ridurre gli effetti del contratto integrativo. I lavoratori capiscono e reagiscono; il primo sciopero è del 22 maggio: l'albergo, grande esempio di democrazia, risponde con provvedimenti disciplinari e addirittura cerca di sostituire i lavoratori in sciopero con gli interinali. Ma persino il giudice del lavoro dice che questo è troppo e condanna la direzione dell'Hilton per condotta antisindacale, costringendola a revocare le sanzioni disciplinari. Prima vittoria raggiunta, adesso si devono rimangiare i licenziamenti!

Iniziative di lotta dei precari  della scuola

A Genova, lunedì 7/9 un presidio permanente davanti all'USP; a Roma, lunedì 7/9 dalle ore 15 un sit-in all'USP; a Salerno, lunedì 7/9 dalle ore 9 un presidio all'USP; a Napoli, lunedì 7/9 alle ore 10 un presidio provinciale al CSA e alle ore 18 un presidio regionale alla Giunta regionale; a Cagliari, l'8/9 alle ore 15 un sit-in al Palazzo regionale; a Pisa, mercoledì 9/9 alle ore 9 un sit-in all'USP; a Palermo, mercoledì 9/9 alle ore 17 un corteo dall' USP di via Praga; a Perugina, giovedì 10/9 alle ore 10 un presidio presso l'Ist. Giordano Bruno; a Torino, il 10/9 dalle ore 12 un sit-in davanti all'USP; a Bari, il 12/9 alle ore 10 una manifestazione alla Fiera del Levante di fronte al CUS; a Venezia, è prevista lunedì 14/9 alle ore 11 un sit-in all'USR. (info della Conf. Cobas)

...10, 100, 1000 sopra i tetti?

"Siamo donne, gran parte di noi madri di famiglia, ogni anno in attesa di una stabilizzazione, di una garanzia per il futuro, sballottate per oltre 10 anni da una scuola all'altra a tappare i buchi di una scuola pubblica allo sfascio [...] La nostra colpa, la colpa di ventimila insegnanti che vogliono cacciare nell'angolo buio e disperato della disoccupazione, è il nostro lavoro, il nostro impegno quotidiano, l'alzarsi ogni mattina per compiere un'attività ormai forse ritenuta da lor signori superflua e negativa: insegnare. [...] Il ministro Gelmini vuole distruggere la scuola pubblica, ma noi non lo permetteremo [...] Hanno calpestato i nostri diritti, le nostre speranze, il nostro futuro, solo unendo le nostre forze, mobilitandoci in modo collettivo, possiamo riconquistarli.
La solidarietà è la nostra arma, la stessa arma che ha condotto gli operai della INNSE alla vittoria.
Stanotte resteremo ancora qui sopra e ci addormenteremo con un piccolo sogno nella testa: risvegliarci al mattino e scoprire che non siamo soli, che sui tetti di 10, 100, 1000 scuole e uffici scolastici, una moltitudine di colleghi, studenti, insegnanti, hanno acceso altre centinaia di candele della speranza e della ribellione. Arrampicatevi sui tetti, se saremo in tanti, vinceremo con la forza della nostra determinazione."

Patrizia, Elvira, Daniela, Silvana, Mariolina, Pina, Lucia.
Dal tetto dell'Ufficio scolastico di Benevento, 30 agosto 2009, 38° all'ombra.

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