A cura della Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese
bel-lavoro@federazioneanarchica.org
La valenza importante della lotta della Innse è soprattutto
quella che non sia stata sconfitta, cosa che sempre più
raramente accade di questi tempi: intere aziende vengono spazzate via
da un giorno all'altro (per fini speculativi, per delocalizzazioni,
ecc.).
Il risultato ottenuto lo si deve soprattutto alla unità e alla
tenace resistenza dimostrata dalla lotta degli operai della azienda, ma
anche dal sostegno con la solidarietà concreta dimostrata da
singoli lavoratori, studenti e aree di opposizione sociale.
Le istituzioni che hanno fatto di tutto per annientare quella
resistenza, sia con il ricorso a "sentenze" di sgombero che all'uso
della cosiddetta "forza pubblica", non essendo riusciti, oggi, vogliono
vendicarsi e vogliono punire, soprattutto, coloro che hanno
solidarizzato partecipando a quelle forme di lotta che hanno
determinato il buon esito della vicenda.
Quello che le istituzioni ed il padronato non vogliono permettere
è che questa lotta diventi, come sta accadendo, l'esempio da
seguire per tutti quei lavoratori che si trovano in analoghe situazioni.
Stanno fioccando denunce per blocchi stradali, non agli operai della
Innse, ma selezionando i partecipanti più attivi e sostenitori
di tali azioni: si tratta di pene amministrative che vanno dai 2500 ai
10.000 euro.
Giustamente i lavoratori Innse si stanno facendo carico per una
risposta coordinata e adeguata, alla quale non mancherà il
nostro sostegno.
La Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese – FAI
La Commissione "Lavoro" della Federazione Anarchica Milanese – FAI
esprime la propria solidarietà e vicinanza verso le lavoratrici
e lavoratori "precari" della scuola vittime sacrificali della
cosiddetta "riforma Gelmini" – altro che grembiulino e cinque in
condotta - la quale svela la propria reale natura di tagli
indiscriminati per un'ulteriore dequalifica della scuola pubblica.
Solo la lotta, l'azione diretta così come si sta manifestando in
questi giorni in diverse parti d'Italia, può essere garanzia di
vittoria contro questa arroganza governativa e foriera di pratiche
libertarie al fine di una scuola più libera e giusta.
La Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese – FAI.
Giovedì 10 settembre le RSU delle aziende ASI Robison,
Mangiarotti Nuclear, Marcegaglia Builtdtech e circa 200 lavoratori
hanno promosso concordemente a autonomamente un'ora di sciopero (dalle
10 alle 11), manifestando nel vialone Ex-Breda, con blocchi articolati
del traffico in viale Sarca. Alla manifestazione ha partecipato anche
una delegazione di operai della Metalli Preziosi, che da otto anni
stanno lottando per la riapertura dello stabilimento di Paterno Dugnano.
Lo sciopero è stato indetto in concomitanza dell'incontro fra
Federmeccanica e organizzazioni di categoria, per manifestare il
dissenso "di modificare le regole della contrattazione nazionale, di
riproporre le gabbie salariali, contro la volontà di
Federmeccanica di bloccare gli aumenti salariali previsti dal contratto
per tutto il 2010" e per sostenere "un contratto nazionale che tuteli
il salario e i diritti di tutti i lavoratori di tutte le categorie". In
un comunicato dei promotori si dichiara: "Pertanto noi ci sentiamo
autorizzati a violare la moratoria contrattuale sugli scioperi e
continueremo a mobilitarci, articolando le proteste con le altre RSU,
fin da oggi per tutto il periodo di contrattazione".
Tre giorni di sciopero, dal 9 all'11 settembre, con relativo
presidio davanti alla sede: i lavoratori dell'Hotel Hilton di
Milano (sostenuti dalla CUB) non si arrendono facilmente e continuano a
lottare per fermare uno sciagurato piano di ristrutturazione che
vorrebbe tagliare oltre trenta posti di lavoro. Questa lotta di inizio
settembre è solo l'ultima tappa di una vicenda cominciata la
scorsa primavera, quando la direzione del prestigioso albergo annuncia
ben 36 licenziamenti tra camerieri, facchini, addetti alle pulizie,
lavapiatti. La motivazione è tra le più classiche e
scontate: la grande crisi che "obbliga" i dirigenti a tagliare i costi.
Ma i lavoratori non ci mettono molto a smascherare il bluff: dietro lo
spettro della crisi c'è il classico giochetto dei padroni che
vogliono aumentare il loro profitto ricorrendo a cooperative esterne.
Un modo semplice per dimezzare stipendi, togliere i diritti di
anzianità, ridurre gli effetti del contratto integrativo. I
lavoratori capiscono e reagiscono; il primo sciopero è del 22
maggio: l'albergo, grande esempio di democrazia, risponde con
provvedimenti disciplinari e addirittura cerca di sostituire i
lavoratori in sciopero con gli interinali. Ma persino il giudice del
lavoro dice che questo è troppo e condanna la direzione
dell'Hilton per condotta antisindacale, costringendola a revocare le
sanzioni disciplinari. Prima vittoria raggiunta, adesso si devono
rimangiare i licenziamenti!
A Genova, lunedì 7/9 un presidio permanente davanti all'USP;
a Roma, lunedì 7/9 dalle ore 15 un sit-in all'USP; a Salerno,
lunedì 7/9 dalle ore 9 un presidio all'USP; a Napoli,
lunedì 7/9 alle ore 10 un presidio provinciale al CSA e alle ore
18 un presidio regionale alla Giunta regionale; a Cagliari, l'8/9 alle
ore 15 un sit-in al Palazzo regionale; a Pisa, mercoledì 9/9
alle ore 9 un sit-in all'USP; a Palermo, mercoledì 9/9 alle ore
17 un corteo dall' USP di via Praga; a Perugina, giovedì 10/9
alle ore 10 un presidio presso l'Ist. Giordano Bruno; a Torino, il 10/9
dalle ore 12 un sit-in davanti all'USP; a Bari, il 12/9 alle ore 10 una
manifestazione alla Fiera del Levante di fronte al CUS; a Venezia,
è prevista lunedì 14/9 alle ore 11 un sit-in all'USR.
(info della Conf. Cobas)
"Siamo donne, gran parte di noi madri di famiglia, ogni anno in
attesa di una stabilizzazione, di una garanzia per il futuro,
sballottate per oltre 10 anni da una scuola all'altra a tappare i buchi
di una scuola pubblica allo sfascio [...] La nostra colpa, la colpa di
ventimila insegnanti che vogliono cacciare nell'angolo buio e disperato
della disoccupazione, è il nostro lavoro, il nostro impegno
quotidiano, l'alzarsi ogni mattina per compiere un'attività
ormai forse ritenuta da lor signori superflua e negativa: insegnare.
[...] Il ministro Gelmini vuole distruggere la scuola pubblica, ma noi
non lo permetteremo [...] Hanno calpestato i nostri diritti, le nostre
speranze, il nostro futuro, solo unendo le nostre forze, mobilitandoci
in modo collettivo, possiamo riconquistarli.
La solidarietà è la nostra arma, la stessa arma che ha condotto gli operai della INNSE alla vittoria.
Stanotte resteremo ancora qui sopra e ci addormenteremo con un piccolo
sogno nella testa: risvegliarci al mattino e scoprire che non siamo
soli, che sui tetti di 10, 100, 1000 scuole e uffici scolastici, una
moltitudine di colleghi, studenti, insegnanti, hanno acceso altre
centinaia di candele della speranza e della ribellione. Arrampicatevi
sui tetti, se saremo in tanti, vinceremo con la forza della nostra
determinazione."
Patrizia, Elvira, Daniela, Silvana, Mariolina, Pina, Lucia.
Dal tetto dell'Ufficio scolastico di Benevento, 30 agosto 2009, 38° all'ombra.