Si sa che in tempi di crisi economica tutto fa brodo e che, quindi,
chi deve ogni giorno sbarcare il lunario non può guardare troppo
per il sottile.
Escogitando Win for Life, a questo devono avere pensato alla Sisal ed
ai Monopoli di Stato, il cui Direttore delle strategie, presentando il
nuovo gioco che affiancherà il Superenalotto, afferma "si tratta
di un gioco immediato, che coinvolge di più il giocatore e che
non fa perdere la testa, non fa impazzire, un gioco sicuro e
responsabile, sia per rispondere alle indicazioni del governo, che per
sostenere lo sforzo del Paese per la ricostruzione in Abruzzo". E
infatti, il 23 per cento di ogni euro che verrà giocato
sarà destinato a finanziare la ricostruzione dell'Abruzzo
colpito dal terremoto, beninteso utilizzando fondi che pur sempre –
ovviamente – escono dalle tasche degli italiani.
Il nuovo gioiellino esordirà nell'ultima settimana di Settembre;
da lunedì 28/9 infatti, per tutti i giorni della settimana,
dalle 8 alle 20, ci sarà un'estrazione all'ora. Si potranno
giocare, su una schedina specifica, dieci numeri su venti. Il sistema
assegnerà al giocatore anche un «numerone», una
sorta di superjolly. Giocando un euro, se si indovinano tutti e dieci i
numeri oltre al numerone, si vincerà la rendita, ovvero
quattromila euro netti al mese per vent'anni, che non saranno
indicizzati al costo della vita, ma comunque potranno essere trasmessi
agli eredi.
Per quanto mi riguarda, da inveterato non-giocatore, non posso esimermi
dal fare alcune considerazioni circa quella che considero non solo
l'ennesima truffa ai danni di milioni di persone ma, proprio
perché lanciato in questo particolare frangente, un vergognoso
raggiro, scientificamente studiato per fornire – a prezzo
apparentemente modico – un "prodotto" ben facilmente spendibile nei
confronti di una platea di possibili giocatori, assillati sempre
più dalla necessità di soddisfare i bisogni primari della
vita quotidiana.
In primis si tratta di chiarire gli aspetti di natura, diciamo
così, finanziaria: il solo fatto che la somma che verrà
erogata per ben vent'anni NON sia indicizzata, fa sì che quei
4.000 euro mensili, che oggi pur costituiscono una cifra considerevole,
perderanno ben presto molto del loro reale valore grazie ad una
più che probabile futura fiammata inflazionistica. Chi si
aspettasse quindi, vincendo, di avere acquisito il diritto a 20 anni di
pacchia è bene che faccia accortamente i suoi conti. A riprova
di quanto sopra esposto, esaminiamo ora quale sia con questo nuovo
gioco il beneficio per lo Stato. Se attualmente, di fronte ad una
vincita di importo rilevante o no, l'Erario deve dolorosamente mettere
subito mano al portafoglio, con Win for life invece avrà tutto
il tempo (libero da interessi) per sborsare i quattrini, ben 20 lunghi
anni. Venti anni durante i quali può accadere di tutto, magari
che l'inflazione riduca piano piano, ma inesorabilmente, il valore
reale del debito statale nei confronti dei fortunati vincitori,
riducendolo a ben poca cosa. E qualcuno si illude forse che questa
ipotesi non sia stata accuratamente presa in considerazione da chi ha
lanciato il gioco ?
Ma, a parte il risvolto economico della questione, ciò che
appare veramente rivoltante di Win for life è che, in buona
sostanza, si tratta di una pura e semplice speculazione sulla pelle di
una popolazione che oggi, e chi sa ancora per quanti anni a venire,
grazie alla crisi economica viene colpita nei propri elementari bisogni
materiali, dal fatidico mutuo da pagare a fine mese, alle bollette
varie, al cibo ed al vestiario per sé e per i propri figli, al
costo dei servizi pubblici di varia natura (Sanità, Scuola
ecc.ecc.) che lo Stato sta man mano abbandonando a se stessi.
In pratica, si può affermare che lo Stato mette pubblicamente
all'asta il titolo di "Sopravvissuto alla Crisi", titolo che
potrà essere conquistato non tanto per riconosciuti meriti o
sulla base di una graduatoria che prenda in esame lo stato di bisogno
di ciascuno, bensì grazie ad un puro, semplice, banale,
improvviso Colpo di c....o. Esattamente il caso della trovata
pubblicitaria escogitata recentemente da una catena di supermercati del
Nord Italia: in palio un posto di lavoro da assegnarsi al fortunato
vincitore di una lotteria tra i clienti della catena medesima.
Come dire quindi che il diritto universale ad un lavoro ed ad una vita
degna di questo nome non deriva più, come dice la parola, da un
Diritto spettante ad ogni cittadino, bensì da una semplice botta
di fortuna che può capitare al singolo fortunato vincitore.
Insomma, Win for Life si rivela un utile strumento per instillare nella
mente della pubblica opinione il concetto secondo il quale del Diritto
di cui sopra non è più concesso godere a tutti; si
potrà (forse) ottenerlo partecipando ad una lotteria, una riffa,
un lancio di dadi; non certo, quindi, utilizzando mezzi antiquati,
antistorici e perturbatori della pubblica quiete, quali ad esempio lo
sciopero ed ogni altro strumento che la classe lavoratrice ha da sempre
adottato per far valere i propri (questi si) DIRITTI sulla base di una
diffusa Solidarietà sociale.
Sta ora a noi, nel corso del prossimo Autunno, dimostrare l'inefficacia di questo teorema.
L'Osservatore Lombardo