Umanità Nova, n.39 dell'8 novembre 2009, anno 89

informAzione - 1


Condove/S.Antonino. Diecimila No Tav/No Sondaggi

La notte delle streghe rimarrà a lungo impressa nella memoria della Val Susa. Oltre diecimila i partecipanti alla lunga marcia tra Condove e S. Antonino del 31 ottobre. Una data simbolo della resistenza al Tav, perché in un altro 31 ottobre, l'opposizione alle trivellazioni a Mompantero di Susa, si trasformò in una lunga giornata di resistenza all'occupazione militare, che sul ponte dove per lunghe ore si affrontarono resistenti e polizia, è ricordata anche da una targa come la "battaglia del Seghino".
Oggi come allora siamo alla vigilia di nuovi sondaggi e di nuove trivelle, annunciate in pompa magna sin dallo scorso luglio dal ministro della devastazione e saccheggio, il (post)fascista Altero Matteoli.
Il panorama politico è profondamente mutato da allora: buona parte degli amministratori locali hanno cambiato sponda, schierandosi con i fautori del TAV, limitandosi a tentare vanamente di negoziare improbabili compensazioni. Ma la gran parte della gente, il cuore vero e pulsante del movimento, resta ferma nell'opposizione ad un'opera devastante, inutile, che assorbirà ingenti risorse pubbliche sottraendole alla vita di noi tutti.
La lunga fiaccolata del 31 ottobre, promossa dal Coordinamento dei Comitati No Tav, è stata disertata da sindaci e assessori ma non dalla gente comune, che, con intere famiglie ha partecipato a quella che è stata ribattezzata la notte di Hallo Win No Tav. Presenti numerose streghe No Tav che brandivano le zucche vuote dei vari ministri e un calesse guidato da robusti cavalli No Tav. Il corteo ha bloccato per oltre quattro ore le statali 24 e 25 e la linea ferroviaria tra Torino e Lyon, quella che, ancora oggi, è ben lungi dall'aver saturato la propria capacità di trasporto.
L'area libertaria si è raccolta dietro allo striscione "NO TAV. Azione diretta – autogestione"
Nell'assemblea finale è stata ribadita la ferma opposizione al Tav. Senza se e senza ma. E, di conseguenza, l'impegno comune a impedire sondaggi e trivellazioni. In Val Susa ma anche a Torino, dove proprio il giorno prima i No Tav erano stati allertati per un possibile allarme trivelle.
L'autunno si annuncia caldo a nord ovest.

Ma. Ma.

Castel Bolognese. Presentazione del libro di Margareth Rago su Luce Fabbri

Sabato 24 ottobre si è tenuta a Castel Bolognese, nel Teatrino del Vecchio Mercato, la presentazione del libro della ricercatrice storica Margareth Rago Tra la storia e la libertà. Luce Fabbri e l'anarchismo contemporaneo (Edizioni Zero in condotta, 2008), organizzata dalla Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" in collaborazione con la Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane".  All'evento, che si inseriva nella rassegna "Ottobre, piovono libri", hanno preso parte circa 50 persone, alcune delle quali provenienti da città vicine.
L'incontro è stato introdotto da Gianpiero Landi, che in maniera sapiente e documentata ha ricostruito una vita, quella di Luce Fabbri, vissuta in stretta sintonia e armonia con quella del padre Luigi, una delle figure più importanti dell'anarchismo italiano del secolo passato.
Quella di Luce è una figura molto presente nei ricordi castellani. Si vuole qui ricordare soprattutto lo stretto legame con Nello e Emma Garavini, di cui era presente la figlia Giordana, che ha donato il fondo intestato al padre alla Biblioteca Borghi. Per non dimenticare lo stesso Armando Borghi, tra le diverse e importanti personalità locali la cui azione politica e sociale è patrimonio delle esperienze libertarie del secolo passato. Questi legami ci fanno comprendere come Luce Fabbri, con la sua esperienza politico culturale, vada annoverata come una figura non ancora completamente valorizzata nel patrimonio storico, culturale e teorico del movimento libertario.
Dopo la prematura morte di Luigi Fabbri avvenuta nell'esilio uruguayo di Montevideo nel 1935, all'indomani dell'inizio della rivoluzione spagnola, Luce ne raccoglie l'eredità politica e morale, sviluppandola e proseguendone le pubblicazioni come la rivista "Studi  sociali" edita fino alla fine degli anni quaranta e partecipando attivamente alle esperienze e alle lotte del movimento anarchico in Uruguay, in cui  ancora oggi è ricordata molto profondamente con una Biblioteca popolare intestata a suo nome in Montevideo. Studiosa e letterata, docente di letteratura italiana alla università della capitale uruguaya, la produzione di Luce spazia da testi critici e saggi di letteratura, tra i quali citiamo quelli su Machiavelli, su Foscolo e Dante assieme a libri di poesia, a testi più specificatamente politici, ancora attuali e pienamente inseriti nelle dinamiche sociali.
Esempi dello spessore culturale e della sensibilità umana di questa eminente figura, di donna e di anarchica, sono stati rappresentati con toccanti letture di alcuni suoi scritti di fronte ad una platea attenta e interessata. Le sue parole, lette e interpretate da Alessia, Antonietta, Cristiana, e dall'amica attrice Cristina Gallingani (che ringraziamo tutte), hanno spesso toccato le corde più sensibili di un pubblico certamente non militante ma che ha potuto apprezzare come il pensiero anarchico e libertario non possa essere mai disgiunto dal profondo desiderio di giungere alla giustizia sociale e ad una libertà individuale che non sia prevaricatrice,  oltre che dall'amore e dal rispetto per il prossimo.
Un ringraziamento anche agli altri soci della cooperativa che gestisce la Biblioteca Borghi, per il contributo dato all'iniziativa, con la scelta dei brani da leggere e delle foto che sono state proiettate su uno schermo: Andrea, Bob, Claudio, Massimo, Tomaso Marabini e Tommaso Bressan.
Grazie infine ai compagni dell'Archivio storico della FAI di Imola che, presenti prima durante e dopo, sono un riferimento molto importante per lo sviluppo sul territorio romagnolo del libero pensiero.

Nerio Casoni

Jesi. Sicuri da morire

Questo il titolo dell'iniziativa tenutasi il 26 ottobre scorso sulle questioni del mondo del lavoro a partire dal problema della sicurezza e della salute. Organizzata dal comitato "Diritti e Lavoro", che vede fra i suoi promotori alcuni compagni anarchici, l'iniziativa ha visto una buona partecipazione di pubblico (circa una sessantina di lavoratori delle principali fabbriche delle zona). Oltre ad un componente del comitato e ad un medico del servizio prevenzione della locale ASL, fra gli oratori hanno parlato alcuni delegati della sinistra confederale (Fiom, CIGL, e rete 28 aprile). Il risultato è stato quello della diffusione di una maggiore conoscenza dei dati sulla sicurezza, sia specifici della zona che in generale. Critiche comunque non sono mancate all'indirizzo dei sindacalisti, ricordando loro che, se anche presenti all'iniziativa, a differenza dei loro colleghi di Cisl, Uil, quello che viene fatto sul fronte sindacale e istituzionale in materia di sicurezza è decisamente ininfluente nei confronti dello strapotere padronale.

Giordano

Alessandria. Tre denunce per il corteo del 10 ottobre

Tre compagni sono stati denunciati a seguito del corteo per opporsi al pacchetto sicurezza.
Le accuse, tradotte dal contorto lessico dei tribunali all'italiano corrente, sono di aver scritto sui muri. Le scritte durante il corteo, tante o poche, ci sono state. Non sappiamo se fatte dagli accusati o no ma, anche se i compagni risultassero oggettivamente colpevoli, a loro va la nostra piena solidarietà […] Va ricordato che si manifestava contro il pacchetto sicurezza nel suo insieme, sia quando colpisce in modo disumano i migranti, sia quando inasprisce brutalmente le pene contro tutti coloro che propongono e costruiscono percorsi di lotta e di mobilitazione dal basso senza aspettare o cercare il benestare, diretto od indiretto, di partiti, istituzioni o sindacati confederali. Una delle pene inasprite (fino a tre anni di reclusione!) è proprio prevista per chi usa i muri per comunicare.
Noi consideriamo il gesto di scrivere sui muri, un innocuo atto di ribellione non violenta contro una legge fascista, razzista e disumana.
Gli incivili sono coloro che approvano queste leggi, non chi, a suo modo, vi si oppone e le infrange! [...] In realtà, quello che si vuole nascondere e colpire, dipingendo per l'ennesima volta gli anarchici come cattivi, è l'ottimo risultato del corteo indetto, questo è vero, dall'area più radicale del movimento alessandrino, ma che, su un progetto di lotta, ha unito movimenti radicali, sindacati di base, moltissimi migranti, ex partigiani, uomini, donne, ragazzi, bambini e pezzi di società civile  [...] tre compagni denunciati sono i capri espiatori necessari per denigrare tutti i partecipanti al corteo e per portare avanti la politica dell'odio e del disprezzo tanto cara alla destra […] Ci dichiariamo solidali coi compagni denunciati. La loro colpa maggiore, anche se risultassero colpevoli, sarebbe quella di mobilitarsi per una società diversa e, soprattutto, migliore da quella in cui viviamo.
 
Da un comunicato del S.A.  Lacandona di Valenza (AL)

Catania. L'Experia risorgerà

La Federazione Anarchica Siciliana esprime la più grande indignazione per lo sgombero, avvenuto la mattina del 30 ottobre a colpi di manganello, del Centro Sociale "Experia". Scene che il fascismo, oggi al governo, ha importato anche a Catania servendosi per l'occasione dell'Arma dei Carabinieri, la sua prediletta.  
Energumeni in divisa, armati di tutto punto, hanno avuto facile gioco di qualche decina di ragazzi con le mani alzate accorsi a difendere l'agibilità di una struttura che rappresentava, da 21 anni, ciò che di meglio sia stato creato in alternativa al degrado progressivo in cui la politica locale e i suoi addentellati hanno condotto questa città.
L'"Experia" ha costituito un argine alla pervasività delle droghe, del malaffare istituzionale, della criminalità diffusa e della stupidità massmediatica che caratterizzano ormai questa città, ricostruendo dentro i suoi spazi e nel quartiere in cui è immerso un tessuto di solidarietà, di riflessione politica e culturale, di lotte dure per la conquista di sempre maggiori spazi di vivibilità ma anche di partecipazione attiva, dal basso.
Nel 1988 esso fu strappato ai padroni che dominavano Catania (politici della DC e mafiosi), quegli stessi o i loro figli  che, riciclati in varie forme, se lo vorrebbero oggi riprendere. Un tentativo che altre volte sembrava riuscito. Ma l'"Experia" è sempre risorto, in quello stesso luogo, a costituire una speranza di riscatto per l'intera città.

Federazione Anarchica Siciliana

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