La notte delle streghe rimarrà a lungo impressa nella memoria
della Val Susa. Oltre diecimila i partecipanti alla lunga marcia tra
Condove e S. Antonino del 31 ottobre. Una data simbolo della resistenza
al Tav, perché in un altro 31 ottobre, l'opposizione alle
trivellazioni a Mompantero di Susa, si trasformò in una lunga
giornata di resistenza all'occupazione militare, che sul ponte dove per
lunghe ore si affrontarono resistenti e polizia, è ricordata
anche da una targa come la "battaglia del Seghino".
Oggi come allora siamo alla vigilia di nuovi sondaggi e di nuove
trivelle, annunciate in pompa magna sin dallo scorso luglio dal
ministro della devastazione e saccheggio, il (post)fascista Altero
Matteoli.
Il panorama politico è profondamente mutato da allora: buona
parte degli amministratori locali hanno cambiato sponda, schierandosi
con i fautori del TAV, limitandosi a tentare vanamente di negoziare
improbabili compensazioni. Ma la gran parte della gente, il cuore vero
e pulsante del movimento, resta ferma nell'opposizione ad un'opera
devastante, inutile, che assorbirà ingenti risorse pubbliche
sottraendole alla vita di noi tutti.
La lunga fiaccolata del 31 ottobre, promossa dal Coordinamento dei
Comitati No Tav, è stata disertata da sindaci e assessori ma non
dalla gente comune, che, con intere famiglie ha partecipato a quella
che è stata ribattezzata la notte di Hallo Win No Tav. Presenti
numerose streghe No Tav che brandivano le zucche vuote dei vari
ministri e un calesse guidato da robusti cavalli No Tav. Il corteo ha
bloccato per oltre quattro ore le statali 24 e 25 e la linea
ferroviaria tra Torino e Lyon, quella che, ancora oggi, è ben
lungi dall'aver saturato la propria capacità di trasporto.
L'area libertaria si è raccolta dietro allo striscione "NO TAV. Azione diretta – autogestione"
Nell'assemblea finale è stata ribadita la ferma opposizione al
Tav. Senza se e senza ma. E, di conseguenza, l'impegno comune a
impedire sondaggi e trivellazioni. In Val Susa ma anche a Torino, dove
proprio il giorno prima i No Tav erano stati allertati per un possibile
allarme trivelle.
L'autunno si annuncia caldo a nord ovest.
Ma. Ma.
Sabato 24 ottobre si è tenuta a Castel Bolognese, nel
Teatrino del Vecchio Mercato, la presentazione del libro della
ricercatrice storica Margareth Rago Tra la storia e la libertà.
Luce Fabbri e l'anarchismo contemporaneo (Edizioni Zero in condotta,
2008), organizzata dalla Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" in
collaborazione con la Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane".
All'evento, che si inseriva nella rassegna "Ottobre, piovono libri",
hanno preso parte circa 50 persone, alcune delle quali provenienti da
città vicine.
L'incontro è stato introdotto da Gianpiero Landi, che in maniera
sapiente e documentata ha ricostruito una vita, quella di Luce Fabbri,
vissuta in stretta sintonia e armonia con quella del padre Luigi, una
delle figure più importanti dell'anarchismo italiano del secolo
passato.
Quella di Luce è una figura molto presente nei ricordi
castellani. Si vuole qui ricordare soprattutto lo stretto legame con
Nello e Emma Garavini, di cui era presente la figlia Giordana, che ha
donato il fondo intestato al padre alla Biblioteca Borghi. Per non
dimenticare lo stesso Armando Borghi, tra le diverse e importanti
personalità locali la cui azione politica e sociale è
patrimonio delle esperienze libertarie del secolo passato. Questi
legami ci fanno comprendere come Luce Fabbri, con la sua esperienza
politico culturale, vada annoverata come una figura non ancora
completamente valorizzata nel patrimonio storico, culturale e teorico
del movimento libertario.
Dopo la prematura morte di Luigi Fabbri avvenuta nell'esilio uruguayo
di Montevideo nel 1935, all'indomani dell'inizio della rivoluzione
spagnola, Luce ne raccoglie l'eredità politica e morale,
sviluppandola e proseguendone le pubblicazioni come la rivista
"Studi sociali" edita fino alla fine degli anni quaranta e
partecipando attivamente alle esperienze e alle lotte del movimento
anarchico in Uruguay, in cui ancora oggi è ricordata molto
profondamente con una Biblioteca popolare intestata a suo nome in
Montevideo. Studiosa e letterata, docente di letteratura italiana alla
università della capitale uruguaya, la produzione di Luce spazia
da testi critici e saggi di letteratura, tra i quali citiamo quelli su
Machiavelli, su Foscolo e Dante assieme a libri di poesia, a testi
più specificatamente politici, ancora attuali e pienamente
inseriti nelle dinamiche sociali.
Esempi dello spessore culturale e della sensibilità umana di
questa eminente figura, di donna e di anarchica, sono stati
rappresentati con toccanti letture di alcuni suoi scritti di fronte ad
una platea attenta e interessata. Le sue parole, lette e interpretate
da Alessia, Antonietta, Cristiana, e dall'amica attrice Cristina
Gallingani (che ringraziamo tutte), hanno spesso toccato le corde
più sensibili di un pubblico certamente non militante ma che ha
potuto apprezzare come il pensiero anarchico e libertario non possa
essere mai disgiunto dal profondo desiderio di giungere alla giustizia
sociale e ad una libertà individuale che non sia
prevaricatrice, oltre che dall'amore e dal rispetto per il
prossimo.
Un ringraziamento anche agli altri soci della cooperativa che gestisce
la Biblioteca Borghi, per il contributo dato all'iniziativa, con la
scelta dei brani da leggere e delle foto che sono state proiettate su
uno schermo: Andrea, Bob, Claudio, Massimo, Tomaso Marabini e Tommaso
Bressan.
Grazie infine ai compagni dell'Archivio storico della FAI di Imola che,
presenti prima durante e dopo, sono un riferimento molto importante per
lo sviluppo sul territorio romagnolo del libero pensiero.
Nerio Casoni
Questo il titolo dell'iniziativa tenutasi il 26 ottobre scorso sulle
questioni del mondo del lavoro a partire dal problema della sicurezza e
della salute. Organizzata dal comitato "Diritti e Lavoro", che vede fra
i suoi promotori alcuni compagni anarchici, l'iniziativa ha visto una
buona partecipazione di pubblico (circa una sessantina di lavoratori
delle principali fabbriche delle zona). Oltre ad un componente del
comitato e ad un medico del servizio prevenzione della locale ASL, fra
gli oratori hanno parlato alcuni delegati della sinistra confederale
(Fiom, CIGL, e rete 28 aprile). Il risultato è stato quello
della diffusione di una maggiore conoscenza dei dati sulla sicurezza,
sia specifici della zona che in generale. Critiche comunque non sono
mancate all'indirizzo dei sindacalisti, ricordando loro che, se anche
presenti all'iniziativa, a differenza dei loro colleghi di Cisl, Uil,
quello che viene fatto sul fronte sindacale e istituzionale in materia
di sicurezza è decisamente ininfluente nei confronti dello
strapotere padronale.
Giordano
Tre compagni sono stati denunciati a seguito del corteo per opporsi al pacchetto sicurezza.
Le accuse, tradotte dal contorto lessico dei tribunali all'italiano
corrente, sono di aver scritto sui muri. Le scritte durante il corteo,
tante o poche, ci sono state. Non sappiamo se fatte dagli accusati o no
ma, anche se i compagni risultassero oggettivamente colpevoli, a loro
va la nostra piena solidarietà […] Va ricordato che si
manifestava contro il pacchetto sicurezza nel suo insieme, sia quando
colpisce in modo disumano i migranti, sia quando inasprisce brutalmente
le pene contro tutti coloro che propongono e costruiscono percorsi di
lotta e di mobilitazione dal basso senza aspettare o cercare il
benestare, diretto od indiretto, di partiti, istituzioni o sindacati
confederali. Una delle pene inasprite (fino a tre anni di reclusione!)
è proprio prevista per chi usa i muri per comunicare.
Noi consideriamo il gesto di scrivere sui muri, un innocuo atto di
ribellione non violenta contro una legge fascista, razzista e disumana.
Gli incivili sono coloro che approvano queste leggi, non chi, a suo
modo, vi si oppone e le infrange! [...] In realtà, quello che si
vuole nascondere e colpire, dipingendo per l'ennesima volta gli
anarchici come cattivi, è l'ottimo risultato del corteo indetto,
questo è vero, dall'area più radicale del movimento
alessandrino, ma che, su un progetto di lotta, ha unito movimenti
radicali, sindacati di base, moltissimi migranti, ex partigiani,
uomini, donne, ragazzi, bambini e pezzi di società civile
[...] tre compagni denunciati sono i capri espiatori necessari per
denigrare tutti i partecipanti al corteo e per portare avanti la
politica dell'odio e del disprezzo tanto cara alla destra […] Ci
dichiariamo solidali coi compagni denunciati. La loro colpa maggiore,
anche se risultassero colpevoli, sarebbe quella di mobilitarsi per una
società diversa e, soprattutto, migliore da quella in cui
viviamo.
Da un comunicato del S.A. Lacandona di Valenza (AL)
La Federazione Anarchica Siciliana esprime la più grande
indignazione per lo sgombero, avvenuto la mattina del 30 ottobre a
colpi di manganello, del Centro Sociale "Experia". Scene che il
fascismo, oggi al governo, ha importato anche a Catania servendosi per
l'occasione dell'Arma dei Carabinieri, la sua prediletta.
Energumeni in divisa, armati di tutto punto, hanno avuto facile gioco
di qualche decina di ragazzi con le mani alzate accorsi a difendere
l'agibilità di una struttura che rappresentava, da 21 anni,
ciò che di meglio sia stato creato in alternativa al degrado
progressivo in cui la politica locale e i suoi addentellati hanno
condotto questa città.
L'"Experia" ha costituito un argine alla pervasività delle
droghe, del malaffare istituzionale, della criminalità diffusa e
della stupidità massmediatica che caratterizzano ormai questa
città, ricostruendo dentro i suoi spazi e nel quartiere in cui
è immerso un tessuto di solidarietà, di riflessione
politica e culturale, di lotte dure per la conquista di sempre maggiori
spazi di vivibilità ma anche di partecipazione attiva, dal basso.
Nel 1988 esso fu strappato ai padroni che dominavano Catania (politici
della DC e mafiosi), quegli stessi o i loro figli che, riciclati
in varie forme, se lo vorrebbero oggi riprendere. Un tentativo che
altre volte sembrava riuscito. Ma l'"Experia" è sempre risorto,
in quello stesso luogo, a costituire una speranza di riscatto per
l'intera città.
Federazione Anarchica Siciliana