In questi giorni sono girate delle segnalazioni su diverse mailing
list e blog antifascisti circa la realtà degli "autonomi
nazionalisti". Riprendiamo la cosa su UN non perché vi siano
grandi novità ma per rendere pubbliche alcune riflessioni e
segnalare a compagne/i e lettori/rici la sempre necessaria vigilanza
antifascista.
Questo perché, fra le altre cose, è in preparazione (per
la fine di novembre) una manifestazione studentesca da parte del
"blocco" che, probabilmente, vorrà ripetere le provocazioni di
piazza Navona dello scorso anno.
Questo perché vi sono notizie di stampa di risse fra gruppi dell'estrema destra.
Questo perché non cessano le aggressioni "non rivendicate" da parte di variegati (e numerosi) gruppi fascisti.
Questo perché di fronte a queste vicende la scena è
sempre la stessa: i fascisti colpiscono vigliaccamente; le polizie
dicono che sono "ragazzate"; se i compagni reagiscono vengono
immediatamente arrestati.
Il camuffamento è una pratica "rivendicata" dai fascisti;
appropriarsi dello spazio politico liberato dal conflitto sociale
è una caratteristica storica. Accanto alle posizioni
istituzionali (dove il PdL sta nuovamente imbarcando Storace, la
Santanché, Fiore e Tilgher) e a quelle culturali (da FareFuturo
a CasaPoud passando per i circoli futuristi) ci sono un'infinità
di gruppi e partitini della destra che si camuffano con nomi e
simbologie popolari o esplicitamente di "sinistra".
Fra questi, appunto, gli autonomi nazionalisti. La loro
visibilità "pubblica" è associata ad un locale e ad
alcune iniziative fatte a Torino. Qui nel pub fascista "Asso di
Bastoni" di via Cellini (che ha come simbolo una A cerchiata con un
asso di bastoni come tratto basso) trovano ospitalità diverse
rappresentazioni della stessa "galassia" che va da Forza Nuova e le sue
propaggini a Casa Pound e i suoi camuffamenti. Mettendo in evidenza,
per altro, come non ci sia discontinuità né politica
né organizzativa fra soggetti che vorrebbero presentarsi
distinti e distanti.
Questi che si muovono come "antagonisti" non sono altro che mazzieri e
ramazzieri al servizio della destra nel suo complesso, per conto della
quale svolgono il compito di reclutamento di militanti e di
guardaspalle nelle manifestazioni pubbliche non disdegnando, poi, di
svolgere alcuni "lavoretti".
Ma proprio per rendere più efficace la loro azione tendono al
camuffamento. Usano la A cerchiata con disinvoltura, usano le bandiere
antifa detournandone le scritte, usano magliette con loghi "di
sinistra".
Fanno parte della galassia giovanile di destra, affascinata dagli stili
di vita e divertimento dei centri sociali di sinistra e desiderosi,
anche su questo piano, di imitarli. Rappresentano un rischio politico,
perché la contiguità di simboli, stili di piazza e
relazione sociale può portare a pericolose osmosi politiche.
Cioè in questa rete potrebbero finire dei giovani sprovveduti.
Cioè con queste presenze potremmo assistere a loro azioni
firmate a nome altrui, tentativi di infiltrazione e di creare scissioni
ove riescano ad inserirsi.
Per altro questo non è un fenomeno solo nazionale. Situazioni
simili si riscontrano anche in Germania (in particolare), in Gran
Bretagna, in Francia, in Spagna e nei paesi dell'est europeo; a
testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, di una strategia definita
e concordata in cui lo spontaneismo esibito non trova casa.
Ma non vengono presi di mira solo gli stili e le modalità
anarchiche e autonome. Ce n'è per tutti i gusti della sinistra.
Dalle già denunciate contiguità con ambienti
antimperialisti e nazionalitari a inedite "patrie socialiste".
Accanto al monitoraggio che già stanno facendo specifici gruppi
di antifascisti è bene che la vigilanza e la controinformazione
dilaghi anche al di fuori degli ambienti militanti.
Anche queste vicende contribuiscono al generale clima reazionario ed autoritario nel quale siamo, ai noi, immersi.
Antibis