Materdei è una zona della Napoli popolare. Per i non
napoletani ha avuto un momento di celebrità alcuni decenni fa,
essendo l'ambientazione del film L'oro di Napoli, con la celebre scena
di Sofia Loren nella parte della pizzaiola perennemente incinta per
evitare la galera. Per i napoletani, invece, è soprattutto la
parte della città dove ebbero origine le "quattro giornate", in
cui il popolo napoletano cacciò via i nazisti pagando un triste
tributo di sangue per la sua liberazione. Ancora oggi è la zona
rossa del centro città, dove abitano moltissimi militanti della
sinistra radicale e non, nonché il luogo dove sono presenti
numerosi spazi di aggregazione ed attività sul territorio.
È in questo luogo della città che, in via San Raffaele, i
"fascisti del terzo millennio" di Casapound e di Stupor Mundi occupano
il 12 settembre 2009 un monumento storico della città – un
antico convento già in fase di ristrutturazione da parte del
comune. Nessuno di loro è della zona, la maggioranza sono
addirittura residenti fuori della città e persino della regione,
ma, dichiarano, sono stati presi da improvviso amore per le sorti di
Materdei e promettono meraviglie. Sin da subito si dichiarano
"apolitici" (sic) ma le coperture politiche e camorristiche si mostrano
immediatamente: i politicanti area PdL si mobilitano per far occupare,
nella stessa strada, alcuni bassi da famiglie del quartiere come
copertura "popolare" all'occupazione, per far apparire i neofascisti
come "quelli che danno le case" e appoggiano entusiasticamente
l'iniziativa; la giunta di "sinistra", poi, afferma di non avere
nessuna intenzione di intervenire, a meno di sgomberare con Casapound
tutte le altre occupazioni di sinistra presenti in città.
Il quartiere e la città intera, però, reagisce in modo
inaspettato. Fin dalla prima sera numerose riunioni nelle case e nelle
sedi della zona si formano spontaneamente, all'inizio all'insaputa
l'una delle altre e, dopo poco, Materdei è coperta di manifesti
e volantoni contrari all'occupazione, che denunciano il carattere
neofascista ed antipopolare della stessa. Il venerdì successivo,
mentre sui giornali il dibattito si divide tra favorevoli e
"dialoganti", si giunge ad un presidio di circa mille persone e le
diverse realtà cominciano a coordinarsi.
Tra esse, il Comitato Abitanti Materdei è la più
numerosa, attiva ed organizzata. Pensato già prima della venuta
dei neofascisti per riprendere un intervento territoriale, organizza la
lotta contro l'occupazione, ma, allo stesso tempo, mette in campo
immediatamente e prosegue per tutto il tempo una serie di
iniziative contro l'aumento della tassa sui rifiuti, la presenza
dell'amianto in una scuola elementare del quartiere, feste di quartiere
come momento di aggregazione popolare.
Si giunge mercoledì 30 settembre, ad una manifestazione
cittadina contro l'occupazione neofascista: nonostante il giorno
lavorativo e l'orario mattutino, è un corteo di oltre 5.000
persone che riceve applausi e regali (cibo, acqua, sigarette) dai
balconi. Il corteo vorrebbe affiggere sullo stabile occupato una targa
in memoria di Maddalena Cerasuolo, partigiana e vittima della Quattro
Giornate: la polizia carica facendo diversi feriti. Nonostante la
tensione salga vertiginosamente, il Comune insiste nella sua posizione
fiancheggiatrice, mentre i media locali si divertono a recitare la
litania degli "opposti estremismi".
Ringalluzziti, i neofascisti pochi giorni dopo assaltano all'uscita
della scuola un ragazzo, "colpevole" di aver organizzato nel suo
istituto un incontro con l'ANPI sulle "Quattro Giornate di Napoli",
ferendolo gravemente. Anche questo non smuove politica e media che non
cambiano le loro posizioni, mentre migliaia di persone sono in presidio
per protestare contro l'aggressione. Entrano in campo DIGOS ed
antiterrorismo con numerose perquisizioni (teoricamente bipartisan, di
fatto rivolte soprattutto contro gli antifascisti) "alla ricerca di
armi ed esplosivi" ed una ventina di denunce.
Ciononostante, le iniziative proseguono, da parte soprattutto del
Comitato Abitanti Materdei e della Rete Antifascista, Antirazzista ed
Antiomofoba, rivolte soprattutto alla ricostruzione di un tessuto
sociale solidale: le attività di quartiere già ricordate,
una battaglia contro le liste di destra nelle elezioni scolastiche,
controinformazione, repulisti sistematico della presenza neofascista
sui muri della zona.
Gli occupanti nel frattempo provano a darsi una ripulita: danno vita ad
un'associazione culturale (con la quale sperano di ottenere il
riconoscimento dell'occupazione da parte del Comune) e cercano di far
sparire del tutto la presenza di Stupor Mundi (la cui iconografia, a
differenza di quella di Casapound, è troppo smaccatamente
neonazista). Cominciano a sentire il fiato sul collo: troppe persone si
stanno mobilitando, mentre il quartiere si divide, di fatto, tra
assolutamente contrari e (relativamente) indifferenti, ma non esistono
veri consensi, se non tra qualche politicante del PdL. Dopo una
presenza di varie settimane, sono costretti ad iniziative
semiclandestine, pubblicizzate solo sulla rete, come un seminario di
formazione quadri con l'ex terrorista nero Mario Adinolfi. Persino tra
gli abitanti della strada di San Raffaele la presenza degli
antifascisti è numerosa.
Il 4, 5 e 6 novembre la Rete Antifascista, Antirazzista ed Antiomofoba
ed il Coordinamento degli Abitanti e dei Comitati di Materdei danno
vita ad una nuova serie di iniziative cittadine assai partecipate,
all'interno delle quali la Rete da vita ad un Presidio Permanente
Antifascista occupando un altro stabile del quartiere – l'ex scuola
media Schipa. Dopo di che le iniziative di quartiere del Comitato
Abitanti Materdei proseguono – specialmente sulla questione
dell'amianto – e l'ex Schipa diventa per i "fascisti del terzo
millennio" una notevole spina nel fianco.
Nel frattempo, i neofascisti riescono a scontrarsi persino con alcuni
ragazzi del quartiere che reagiscono al loro atteggiamento arrogante e,
nonostante la minaccia dei coltelli, li inseguono fin sotto lo stabile
occupato, seguiti a ruota dalle madri che spiegano a muso duro cosa
pensano di loro. Anche nel quartiere limitrofo della Sanità si
mette in piedi una iniziativa contro l'occupazione dell'ex convento di
San Raffaele.
La situazione diventa per Casapound insostenibile – oramai può
restare aperta solo in virtù del perenne e paradossale presidio
da parte delle forze dell'ordine in loro difesa – che gioca il tutto
per tutto. Il 26 novembre fa un manifesto in cui annunciano l'apertura
della sede: delle tante meraviglie promesse, restano un "doposcuola" ed
una palestra (di cinghiamattanza, immaginiamo) ed una festa di apertura
per il 28. Il 27, una ventina di loro armati di mazze da baseball
aggredisce sei/sette militanti antifascisti che stanno attacchinando
per indire il giorno dopo un presidio contro la loro iniziativa,
ferendone gravemente uno. L'iniziativa antifascista si fa lo stesso,
molto partecipata nonostante l'impressionante spiegamento di forze
dell'ordine, mentre l'apertura si rivela un flop. La notte
seguente, un numeroso gruppo di antifascisti si presenta sotto le loro
finestre per comunicargli cosa pensa di loro: dalle finestre dell'ex
convento parte un nutrito ed assai pericoloso lancio di oggetti
pesanti, che danneggiano varie auto parcheggiate.
Oramai la situazione è sfuggita di mano e persino la giunta
comunale si sveglia e decide per lo sgombero bipartisan: la mattina del
1° dicembre sono sgomberati sia l'ex convento sia l'ex Schipa.
Nonostante la perdita del Presidio Permanente Antifascista e le denunce
verso trentadue occupanti dell'ex Schipa, si tratta di una sicura
vittoria.
A questa se ne aggiunge, giovedì 4 dicembre, un altra: durante
la riunione del Comitato Abitanti Materdei arriva la notizia che,
finalmente, il Comune ha ripulito l'amianto dalla scuola elementare. Il
tutto è stato dovuto, da un lato, alla determinazione degli
antifascisti nonostante denunce, perquisizioni e pestaggi, dall'altro,
alla scelta di non muoversi in una sterile guerra per bande ma di
inquadrare la questione all'interno della ripresa di un'attività
di ricucitura di un tessuto popolare sulla base dei bisogni. Il
Comitato Abitanti Materdei ha deciso di proseguire su questa strada e
le iniziative di quartiere proseguiranno.
Da parte loro, i "fascisti del terzo millennio" stanno proclamando di
non volersi arrendere e, al limite, di fittarsi una sede in zona. Cosa
accadrà davvero, nessuno lo sa: di certo, al momento,
l'autorganizzazione popolare ha mostrato la sua forza.
Shevek dell'OACN-FAI