Umanità Nova, n.44 del 13 dicembre 2009, anno 89

Lo sciopero dei sans papier


Contro le leggi razziste, che ormai stanno contagiando tutta l'Europa, l'unica soluzione è la lotta. Dalla Francia arriva un bell'esempio di reazione e determinazione da parte degli immigrati. Lo sciopero dei Sans Papier sta diventando una cosa seria. Iniziato lo scorso ottobre con circa 3.000 persone, oggi il movimento ne raccoglie più di 4.600 e coinvolge una cinquantina di località. Per difendere la loro dignità gli immigrati si organizzano in diversi settori: dai lavoratori delle pulizie sino a quelli impiegati nell'edilizia e nella ristorazione. Le assemblee si moltiplicano e i partecipanti sono centinaia, con il fondamentale apporto dei lavoratori delle agenzie interinali.
La determinazione e la voglia di lottare dei protagonisti di questa battaglia ha molti interessanti aspetti di autorganizzazione, il sostegno di sindacati e associazioni non manca, ma sinora gli immigrati hanno impedito a chiunque di mettersi il cappello o di strumentalizzarla.
La fase attuale di lotta è il secondo atto di un movimento che ha avuto il suo esordio nel 2008, con una prima ondata di scioperi dei cosiddetti "lavoratori nell'ombra", gente da anni in Francia, con busta paga ma senza status giuridico e assistenza sanitaria, spesso braccati dalla polizia e a costante rischio di espulsione. Ad essi si sono aggiunti quelli completamente in nero, come badanti e camerieri. Nel 2008 avevano costretto il governo a definire alcuni criteri di regolarizzazione, ma, come al solito, questi criteri sono rimasti assai vaghi e, soprattutto, applicati in maniera del tutto arbitraria. Ora, il movimento di lotta è ancora più ampio, coinvolge i lavoratori più sfruttati e vulnerabili e non esita a ricorrere allo sciopero. E mentre il governo risponde con retate di massa mascherate da viaggi di gruppo organizzati da finti operatori turistici, i padroni cominciano ad agitarsi: lo sciopero blocca i cantieri, paralizza il settore della ristorazione e quello delle pulizie. Il settore interinale, per la prima volta a livello europeo, si trova a dover fare i conti con l'antico strumento dello sciopero. Per i padroni non resta che la repressione e la polizia: si alza il tiro sulle espulsioni e si fa di tutto per aumentare la paura. Ma la restaurazione del governo non intacca la determinazione degli immigrati, che si difendono dalle aggressioni e contrattaccano con altre giornate di non lavoro. Davvero un bell'esempio di coraggio, lotta, dignità. Da sostenere e incoraggiare. Dovunque.

Red. Bel Lavoro

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