Contro le leggi razziste, che ormai stanno contagiando tutta
l'Europa, l'unica soluzione è la lotta. Dalla Francia arriva un
bell'esempio di reazione e determinazione da parte degli immigrati. Lo
sciopero dei Sans Papier sta diventando una cosa seria. Iniziato lo
scorso ottobre con circa 3.000 persone, oggi il movimento ne raccoglie
più di 4.600 e coinvolge una cinquantina di località. Per
difendere la loro dignità gli immigrati si organizzano in
diversi settori: dai lavoratori delle pulizie sino a quelli impiegati
nell'edilizia e nella ristorazione. Le assemblee si moltiplicano e i
partecipanti sono centinaia, con il fondamentale apporto dei lavoratori
delle agenzie interinali.
La determinazione e la voglia di lottare dei protagonisti di questa
battaglia ha molti interessanti aspetti di autorganizzazione, il
sostegno di sindacati e associazioni non manca, ma sinora gli immigrati
hanno impedito a chiunque di mettersi il cappello o di
strumentalizzarla.
La fase attuale di lotta è il secondo atto di un movimento che
ha avuto il suo esordio nel 2008, con una prima ondata di scioperi dei
cosiddetti "lavoratori nell'ombra", gente da anni in Francia, con busta
paga ma senza status giuridico e assistenza sanitaria, spesso braccati
dalla polizia e a costante rischio di espulsione. Ad essi si sono
aggiunti quelli completamente in nero, come badanti e camerieri. Nel
2008 avevano costretto il governo a definire alcuni criteri di
regolarizzazione, ma, come al solito, questi criteri sono rimasti assai
vaghi e, soprattutto, applicati in maniera del tutto arbitraria. Ora,
il movimento di lotta è ancora più ampio, coinvolge i
lavoratori più sfruttati e vulnerabili e non esita a ricorrere
allo sciopero. E mentre il governo risponde con retate di massa
mascherate da viaggi di gruppo organizzati da finti operatori
turistici, i padroni cominciano ad agitarsi: lo sciopero blocca i
cantieri, paralizza il settore della ristorazione e quello delle
pulizie. Il settore interinale, per la prima volta a livello europeo,
si trova a dover fare i conti con l'antico strumento dello sciopero.
Per i padroni non resta che la repressione e la polizia: si alza il
tiro sulle espulsioni e si fa di tutto per aumentare la paura. Ma la
restaurazione del governo non intacca la determinazione degli
immigrati, che si difendono dalle aggressioni e contrattaccano con
altre giornate di non lavoro. Davvero un bell'esempio di coraggio,
lotta, dignità. Da sostenere e incoraggiare. Dovunque.
Red. Bel Lavoro