Comitato Unitario di Base aderente all'Unione Sindacale Italiana Federazione Brianza

(dai Cobas )                         Contratti pubblici in arrivo al ribasso.    

La settimana prossima, con la probabile firma del Contratto dei ministeriali, si chiude la partita sui contratti pubblici scaduti da ben 14 mesi. Le indicazioni e gli orientamenti che emergono dagli stessi ci danno un quadro fortemente negativo.

Se diamo una lettura anche fugace del contratto degli Statali, che sarà il contratto–battistrada per tutti quanti gli altri, ci rendiamo conto dell’arretramento contrattuale complessivo.

·        Viene nuovamente e paradossalmente individuata la  vacanza contrattuale, che viene erogata .…3 mesi dalla data di scadenza della parte economica del contratto o a 3 mesi dalla data di presentazione delle piattaforme….                       Peccato che questa vecchia norma, operativa dal famigerato accordo del Luglio 1993, non è stata mai applicata. L’ultimo esempio è sintomatico: dopo addirittura 14 mesi dallo scadere di qualsiasi  contratto pubblico, di vacanza contrattuale non se ne è vista neppure l’ombra.

·        Vengono definitivamente normate nel contratto le assunzioni  a tempo determinato e a part time, con l’assurdo divieto di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

·        Vengono peggiorate tutte le norme disciplinari nei confronti dei dipendenti (chiaro l’intento di assimilarle ai privati) con una nuova serie di sanzioni: multa fino a 4 ore di retribuzione, sospensione dal servizio senza retribuzione fino a 10 giorni e  da 11 giorni a 6 mesi, licenziamento con preavviso e senza preavviso. Tutto un armamentario poco piacevole e ingiustificato.

·        L’aumento contrattuale “concordato” è di 105 Euro mensili medie, lorde, a regime, appena 4 euro in più dell’intesa del febbraio 2002 (che stabiliva 101 Euro) e alla faccia delle posizioni guerrafondaie confederali che rivendicavano il recupero dell’inflazione reale sfociate nello sciopero del 13 dicembre. Se poi guardiamo tutte le voci economiche ci accorgiamo dell’inganno. Grossa parte degli aumenti vengono al solito mirati per produttività, salario accessorio, perequazione delle indennità di amministrazione e ”spostamento” della contingenza nel tabellare, quindi abbastanza indecifrabile. Alla fin fine in busta-paga, se tutto andrà “bene” troveremo un aumento oscillante tra le 80-90 mila delle vecchie lire. 

Se poi raffrontiamo questa bozza di contratto con la  direttiva dell’Aran riguardo il contratto del personale degli Enti Locali dove si dice chiaramente che l’1,99%, quindi più di un terzo degli aumenti contrattuali (5,66%), sono destinati alla componente accessoria la frittata è completa.

Poco ci interessa come Cobas azzardare idee, proposte o emendamenti migliorativi a questi contratti.

Poco ci interessa assistere “allineati e coperti” al mucchio indistinto governo-sindacati concertativi e in questa cornice di attacco frontale ai diritti dei lavoratori pubblici.

Sappiamo che da questa compagine governativa confindustriale, che fa addirittura gli sberleffi ai milioni di manifestanti che sono scesi in piazza il 15 febbraio contro la guerra, non c’è nulla da attendersi.

D’altro canto, si era capito abbastanza il vento contrario che tirava, soprattutto da quando le richieste sindacali di recupero dell’inflazione oscillavano tra lo 0,001% e lo 0,003%

Siamo vicini alla conclusione di questo scempio, siamo solo curiosi di vedere chi dice di rappresentare i lavoratori, chi si accinge a firmare questi contratti……..

con quale faccia e con quale stomaco lo faranno!

Sito a cura della
Redazione Multimediale del CUB-USI