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Sono state
presentate dal governo Berlusconi le misure della prossima Finanziaria.
Una manovra molto pesante di ben 20 miliardi di euro = 38.000
miliardi delle vecchie lire.
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TASSE.
Con la Riforma Fiscale c’è il nuovo impianto delle aliquote Irpef che dietro lo specchietto delle allodole degli sconti sui redditi
più bassi (che saranno comunque minimi) nasconde il “ pacco” di soldi regalati alle
imprese e alle società finanziarie con la riduzione dell’Irpeg (imposta
per le società di capitali) dal 36% al 34% e tutta una
serie di sconti e deduzioni per l’Irap. Vi è, inoltre, l’esordio dell’Irpef
Provinciale (dall’1 al 2% del gettito fiscale).
- Concordato.
Nonostante l’esperienza disastrosa del passato partirà un novello
concordato di massa che servirà ad incassare quattrini (non si sa
quanti) ma di fatto legittimerà l’evasione fiscale in quelle
categorie più “a rischio” come gli imprenditori, i
professionisti, i commercianti ecc. Un altro schiaffo ai lavoratori
dipendenti, che pagano fino all’ultima lira.
- Pubblica Amministrazione.
Riduzione del 10% per l’acquisto di beni e servizi nei
ministeri e negli enti previdenziali e del 2,5% in altri enti
come le Ferrovie e l’Anas. Blocco delle assunzioni a tempo
indeterminato nel Pubblico impiego e le eventuali assunzioni negli
Enti Locali (che dovranno rispettare rigidi criteri interni) dovranno
essere contenute tra il 25% e il 50% delle uscite.
- Rinnovo contratti pubblici.
“L’investimento” è di 765 milioni di Euro, lontanissimo da un recupero
salariale decente, rispetto all’inflazione reale. Inoltre la parte
maggiore di queste risorse (550 milioni) saranno indirizzate sulla
produttività e 190 milioni andranno alle forze armate e di polizia.
- Sanità.
Il rapporto posti letto/abitanti viene fissato a 5 per 1000
cittadini e questo significa la chiusura di tanti piccoli
ospedali di provincia ed il taglio di interi reparti negli ospedali
delle grandi città con meno giorni di degenza ed un aggravio
indiscriminato delle condizioni di vita dei lavoratori, con maggiore
flessibilità di orari e di turni. Chicca finale è la cancellazione
dal Servizio Sanitario nazionale delle cure termali che rimarranno
solo per i grandi invalidi, del lavoro, di guerra e civili al 100%.
- Scuola.
Tagli per ben 242 milioni di euro con la riduzione del 20%
delle dotazioni organiche del personale ATA (soprattutto i
collaboratori scolastici alias bidelli), del 20% dei precari
supplenti e il ritorno al maestro unico-prevalente nelle scuole
elementari (coadiuvato solo nell’insegnamento delle lingue e per il
tempo prolungato) che significa 70 mila posti in
meno. A seguire l’aumento di un alunno per classe vorrà dire la
soppressione di quasi 19 mila classi con la cancellazione di oltre 37
mila posti di insegnanti. Riduzione del 40% del
personale dirigente, docente e non docente fuori-ruolo. Stessa sorte
per gli insegnanti di sostegno ai portatori di handicap il cui
rapporto con gli alunni passerà da 1 ogni 138 a 1 ogni 145 col
conseguente taglio di 3 mila di loro.
Ed inoltre vengono reiterate le
Cartolarizzazioni
e tutte le privatizzazioni del passato a partire dalla società
InFrastrutture SPA che dovrà gestire gli investimenti dello Stato e Patrimonio SPA
che dovrà vendere gli immobili di pregio dello
stato, con l’obiettivo di conseguire risparmi per il bilancio pubblico.
Che dire! Sembra quasi un
bollettino di guerra contro i lavoratori, i cittadini, le famiglie.
Altro che finanziaria sociale!
Il nostro giudizio è netto, chiarissimo. Urge una
risposta forte con una
mobilitazione generale contro questo governo e contro i sostenitori di
ieri e di oggi del Patto per l’Italia, autentico volano di questa
manovra economica.
VENERDI' 18 SCIOPERO
GENERALE DELL'INTERA GIORNATA
dai Cobas del Pubblico Impiego
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Multimediale del CUB-USI
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