Comitato Unitario di Base aderente all'Unione Sindacale Italiana Federazione Brianza

                                         Mozione XII° Congresso U.S.I.-A.I.T:  

L’ U.S.I. DI FRONTE ALLA GUERRA

Da più di un decennio la questione “guerra” è tornata ad essere una questione centrale nelle complesse tematiche ed azioni che investono le lotte del movimento dei lavoratori e delle fasce più deboli della nostra società. 

Il quadro attuale è quello di una guerra globale iniziata e scatenata dagli USA su più fronti. Una guerra di lunga durata, come da loro affermato, che coinvolge di fatto tutto il mondo non lasciando più alcuna area di “pace lunga e sicura” sulla terra.

Questa guerra non è cosa temporanea, ma un conflitto destinato ad allargarsi a dimensione mondiale o, comunque, a propagarsi in una serie di guerre tattiche, strategiche, economiche, delle quali è possibile causare la cessazione esclusivamente tramite un’azione diretta contro il militarismo a livello internazionale. 

Se masse popolari dei paesi già colpiti subiscono più direttamente i catastrofici danni delle aggressioni belliche, le popolazioni di tutto il mondo ne stanno comunque subendo le pesanti ripercussioni con un forte calo del tenore di vita e con un restringimento progressivo delle libertà. 

Anche in Italia, come del resto in tutta l’Europa caserma, l’imperante “cultura della guerra” si traduce in pesanti implicazioni economiche e sociali che possiamo così riassumere:

1)      “finanziarie di guerra” dove si dirottano i fondi indirizzandoli per spese belliche e per la “sicurezza”, rubando di fatto nelle tasche dei lavoratori e penalizzando fortemente i servizi sociali (sanità, ecc.);

2)      mantenimento di una politica costante di “sacrifici” che si traduce in bassi salari (mentre al contrario i prezzi vanno sempre più alle stelle);

3)      mano libera a padronato e finanziarie (di concerto con le privatizzazioni) per sfruttare, licenziare, ricorrere alle mille forme del precariato e alla più selvaggia mobilità;

4)      criminalizzazione, con la scusa del terrorismo, di tutta l’area del dissenso più combattiva e di classe; limitazioni (e progressiva cancellazione) dei diritti politici e sindacali;

5)      controllo poliziesco ed uso razzista dell’immigrazione (da usare per lo sfruttamento e poi da gettare via dai confini quando non serve più);

6)      militarizzazione completa del territorio; pieni poteri alle forze di polizia e all’esercito, creazioni di corpi repressivi paralleli ancor più diffusi;

7)      creazione dell’abitudine per le popolazioni a convivere con “zone rosse” (ogni scusa è buona per crearle per determinati periodi di tempo) cioè intere parti delle città che diventano proibite per tutti tranne che per militari e potenti;

8)      utilizzo della stampa e delle reti di comunicazione per il controllo sociale, l’occultamento e la manipolazione delle notizie che il potere non gradisce. 

A questo punto è necessario SALDARE LA SCELTA DI FONDO ANTIMILITARISTA CON LA CONFLITTUALITA’ SINDACALE E SOCIALE

cosa che un SINDACATO RIVOLUZIONARIO COME L’U.S.I. ha il dovere di attuare PRIVILEGIANDO gli obiettivi che vanno sul terreno della lotta ad oltranza alla guerra su quelli più rivendicativi sindacali (che certamente comunque non vanno trascurati). 

Dobbiamo constatare purtroppo come quasi tutto il sindacalismo di base non abbia compreso fino in fondo le tragiche implicazioni di questo stato di guerra permanente e la necessità di ORGANIZZARE MOBILITAZIONI E SCIOPERI ESCLUSIVAMENTE CONTRO LA GUERRA E PER IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ITALIANE eventualmente presenti sullo scenario delle operazioni belliche.

Nelle future prevedibili nuove fasi di questa guerra, non sarà più possibile ripetere i ritardi e le ambiguità che ne hanno caratterizzato la prima fase. 

L’U.S.I. DOVRA’ PRENDERSI LE SUE RESPONSABILITA’ NELLA PROCLAMAZIONE COMUNQUE DI UNO SCIOPERO GENERALE ESCLUSIVAMENTE CONTRO LA GUERRA PRECEDUTO ED ACCOMPAGNATO DA FORTI AZIONI CONTRO LA MACCHINA DELL’INTERVENTO BELLICO. 

Per rendere più efficace e tempestivo l’intervento organizzato dell’Unione si decide di costituire un

COMITATO D’INTERVENTO RAPIDO CONTRO LA GUERRA costituito da:

1)      il segretario generale nazionale pro-tempore;

2)      almeno un compagno dell’esecutivo

3)      un delegato per area regionale.

Compiti del Comitato sono quelli di prendere delle decisioni rapide dando mandato ai responsabili per area regionale di contattare immediatamente tutti i sindacati della propria area di riferimento. Nonché con il compito di fornire agli altri membri del gruppo di lavoro tutte le notizie ritenute utili e riguardanti il problema guerra e tutte le relative mobilitazioni (sia locali che nazionali).  

l’U.S.I. si impegna a stimolare tutte le altre sezioni dell’A.I.T. al fine di ORGANIZZARE A LIVELLO INTERNAZIONALE UN ANALOGO ORGANISMO DI COORDINAMENTO E MOBILITAZIONE RAPIDA CONTRO LE GUERRE.  

Ai fini di un’efficace mobilitazione mondiale contro la guerra l’ U.S.I. ritiene indispensabile, da parte dell’A.I.T., LA PROCLAMAZIONE DI UNO SCIOPERO GENERALE INTERNAZIONALE coordinato con  mobilitazioni di sostegno laddove non è possibile indire scioperi.  

L’U.S.I. si impegna in una CAMPAGNA ANTIMILITARISTA

1)      di denuncia delle banche che finanziano l’industria degli armamenti;

2)      chiede la riconversione delle fabbriche di armi, chiedendo agli operai di obbiettare e di non prestarsi alla costruzione di strumenti di morte;

3)      in sostegno degli obbiettori totali valutando la possibilità della creazione di una cassa antimilitarista;

4)      di obbiezione fiscale alle spese militari.  

                                                                Il Congresso dell’U.S.I.-A.I.T.
                                                                (Milano 12 Maggio 2002)

Sito a cura della
Redazione Multimediale del CUB-USI