29-30-31 maggio 1-2 giugno Festival Sociale delle Culture Antifasciste


“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. (Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962)

Sono tempi difficili, e lo scenario odierno è assai peggiore di quello descritto da Pasolini. Ora che, con la crisi economica, il benessere va scemando, resta solo la stupidità, l’incultura, il perbenismo, l’arroganza, il grigiore di violenze e soprusi quotidiani. La marea dello “sviluppo” si ritira e lascia solo scorie e detriti.

In questo quadro, il neofascismo si manifesta con nuove forme, alcune evidenti, altre molto più subdole e mascherate, tutte aggressive e violente. Cerca di ricostruirsi una legittimità sociale, utilizzando immaginari e slogan dell’ideologia politico-istituzionale della “sicurezza” che semplifica, nasconde, mistifica, propaganda miti razzisti e istiga all’odio sociale.
L’incredibile aumento degli episodi di violenza in Italia nei confronti di attivisti politici, gay, lesbiche, trans, migranti, rom e sinti, senzatetto, mendicanti e di quanti appaiano “non allineati” sono solo la punta dell’iceberg di una diffusa cultura dell’intolleranza. Questi episodi trovano terreno fertile nel cortocircuito tra politica e società che fa dell’egoismo, dell’arroganza e della sopraffazione i nuovi valori culturali della “modernità”.
La reazione della società civile diventa più difficile e complessa e, certamente, molte delle forme note dell’attivismo e della contestazione antifascista risultano superate dall’evolversi del panorama sociale.

Diventa forte il bisogno di confrontare percorsi e condividere risorse e saperi con tutti coloro che sentono la necessita di opporsi ad una delle peggiori derive razziste, xenofobe e sessiste della politica e della società italiana. Portiamo nel cuore e nella mente l’impegno e il sacrificio di ieri dei nostri partigiani, i valori di giustizia sociale, di libertà ed eguaglianza che hanno animato la loro resistenza.
Da qui il desiderio di rispondere, con le armi della cultura e della critica, alla violenza predicata e praticata con le parole, le leggi, i cancelli dei CIE, con i bastoni delle ronde e con le sempre più frequenti aggressioni ad opera di gruppi neofascisti.
Sentiamo forte la necessità di non rimanere in silenzio in un clima generale di smobilitazione dei valori della Resistenza, dei diritti fondamentali dell’uomo e delle stesse basi della convivenza civile. Vogliamo ri-affermare nella società che la casa, la salute, la cultura, l’ambiente, la dignità nel lavoro, sono diritti di TUTTI e di TUTTE senza distinzioni di sesso, di religione o di nazionalità.

Pensiamo che delegare il progresso politico, sociale e culturale della nostra realtà sia un grossolano errore. L’autodeterminazione rappresenta per noi uno strumento privilegiato da cui partire per ricostruire una sensibilità comune forte, capace di indignarsi di fronte alla prepotenza, l’esclusione, l’ingiustizia.
Per questo, invitiamo fin da ora singoli, gruppi, associazioni e movimenti a collaborare alla costruzione di questo festival sociale. Un grande momento di condivisione per socializzare percorsi, condividere e confrontare idee, proposte e risorse; l’occasione per sperimentare nuovi linguaggi e ridisegnare immaginari collettivi; per stimolare la nascita di nuove relazioni e dotarci di una “scatola degli attrezzi” per analizzare e agire nei confronti del fascismo che minaccia il nostro tempo.

I 5 giorni del festival saranno attraversati da tavoli di discussione tematici, seminari, workshop tecnici, presentazioni di libri, video, progetti, concerti e spettacoli teatrali, rassegne di fumetti e mostre fotografiche, e quant’altro riusciremo a costruire grazie agli stimoli e alla disponibilità di coloro i quali vorranno contribuire alla sua realizzazione. Vogliamo sperimentare un metodo nuovo già nella costruzione dell’evento, decentrato e partecipato, aperto ai contributi di quanti si riconoscono nella cultura e nei valori dell’Antifascismo.
La centralità dell’iniziativa sarà data ai diversi contenuti, espressione di una cultura che amiamo definire antifascista, che affonda le sue radici nei concetti di giustizia, eguaglianza e solidarietà.

PROGRAMMA DELLE CINQUE GIORNATE

Incontro con URI GORDON (Anarchici Contro il Muro)

L’anarchismo nasce in Israele nei primi anni Settanta. Inizialmente la presenza anarchica era limitata a qualche gruppo musicale e qualche giornaletto, tipo zine, sebbene gli anarchici si facessero vedere nelle manifestazioni per il Primo Maggio tra gli elementi della sinistra non-sionista.

Durante gli anni Novanta, c’è stato un salto di qualità tra gli anarchici con un forte aumento nel numero di gruppi anarco-punk, la distribuzione di testi anarchici e il lavoro degli anarco-ambientalisti con Azione Verde e gruppi per i diritti degli animali. Alcuni hanno anche lavorato con il movimento contro il nucleare e per Vanunu, il noto svelatore del progetto nucleare israeliano.

Alla fine degli anni Novanta, poco prima di Seattle e per qualche tempo dopo, c’è stata un’iniziativa di breve durata per un collettivo anarco-comunista insieme ad una rete locale del tipo AGP che lavorava in diverse lotte, dando però più importanza alle questioni sociali e sindacali.

E adesso?

La Seconda Intifada è stata fattore principale per la crescita del movimento dei refusnik, promosso con il forte coinvolgimento di molti giovani anarchici. Infatti, i primi arrestati tra questi erano anarchici. Successivamente, molti altri della sinistra non-sionista si sono uniti al movimento, che sembra aver raggiunto il culmine con la mobilitazione contro la condanna a un anno di carcere a carico di 5 persone.

Circa un anno fa, c’è stato ancora un altro salto di qualità quando si è formata una federazione che unisce la lotta sociale con la lotta per i diritti degli animali: Ma’avak Ehad (One Struggle/Una Lotta). Questo gruppo ha fatto diverse azioni pubbliche per i diritti degli animali e si sono impegnati nella lotta contro il Muro dell’Apartheid.

L’iniziativa più recente è stata l’accampamento di Mas’ha, organizzato con la cooperazione degli abitanti del paese e i militanti internazionali. L’azione di Zabuba a novembre è stata la prima ad aver attirato l’attenzione del pubblico e si è poi sviluppata nell’iniziativa degli Anarchici Contro il Muro. L’importanza di questa iniziativa non è da sottovalutare; infatti, ha saputo coinvolgere una larga gamma di attivisti israeliani e nel contempo promuovere e sviluppare tra i palestinesi la lotta non-violenta contro il Muro.

Non sarebbe un’esagerazione dire che l’iniziativa degli Anarchici Contro il Muro è in parte responsabile per aver portato sotto gli occhi del mondo la lotta non-violenta contro il Muro.

SABATO 9 MAGGIO:::::::SATURA 100

sabato 9 maggio SERATA REFLECSA




LA CURIOSITA’ SARA’ SODDISFATTA E APPAGATA…....
BREAK ON THROUGH



ATTENTATO FASCISTA AL L.O.A. ACROBAX (ROMA)

E’ l’una di notte tra domenica 3 Maggio e Lunedì 4 Maggio. Si sente una sgommata di una macchina che esce dal parcheggio, qualche istante e una prima esplosione, un paio di secondi e si sente la seconda. Appena usciti troviamo una delle nostre macchine con il vetro sfondato e del fumo che esce da dentro. A terra troviamo dei volantini su cui è scritto: “basta antifascismo. onore ai camerati caduti”.

Questo è quello che è avvenuto la scorsa notte davanti al LOA Acrobax, ex cinodromo occupato a Roma; l’ennesima aggressione nella notte operata da ignoti. In realtà sono sconosciuti nel volto, ma molto evidenti nelle idee.

Ci viene da pensare ad un episodio molto simile accaduto quasi un anno fa, quando avevamo cacciato simili sconosciuti con un ordigno ben più importante che si erano dati eroicamente alla fuga. Ci vengono in mente le bombe, bombette e pernacchiette che in questi anni sono state fatte esplodere di fronte agli spazi occupati, quelli che nei territori sono più radicati come punto di riferimento per la socialità certo ma, innanzi tutto, per le battaglie e le lotte quotidiane.

Conosciuti come voci critiche ed indipendenti all’interno dei territori, quelli fastidiosi perché solitamente in prima fila contro le speculazioni e le politiche mercantili che trasformano questa metropoli. L’alternativa possibile ad un modello insostenibile.

Sarà per questo che vengono attaccati o dichiarati sgraditi o inutili e vuoti, covi di malaffare; è una vecchia deformazione che hanno i fascisti: prendersela con chi è diverso dal potere a cui sono asserviti. Chi sa se ne sa qualcosa il sindaco Alemanno rispetto alle dichiarazioni fatte in relazione al Forte Prenestino e ai centri sociali in genere?

Ma non possiamo fare a meno di pensare anche alle decine di aggressioni che a queste azioni si sono accompagnate, più o meno conosciute, sono comunque molte. E non possiamo fare a meno di pensare a Renato e al suo assassinio sempre per mano dei soliti noti; o all’aggressione a CasalBertone di quasi due anni fa dove i coraggiosi di Casapound mandarono alcuni occupanti di casa in ospedale e poi fuggirono veloce quando uscimmo tutti/e: la lotta per la casa sperimentò l’utilizzo sociale del mattone.

Abbiate pazienza ma la nostra memoria ha radici forti e profonde e purtroppo sappiamo che quello che si è diffuso nelle strade di Roma non è bullismo ma razzismo, che i giovani ribelli di destra sono fascistelli con vecchie idee, che la cultura dell’odio per le differenze (che tu sia immigrato, omosessuale, di sinistra poco importa) produce e produrrà sempre violenza.

E’ contro questa cultura e questa visione della società che noi portiamo avanti le nostre lotte ed anche per questo che abbiamo occupato l’ex-cinodromo. Ed è per questo che una bomba carta non ci fa certo paura e non ci farà fare mai un passo indietro.

Ora e sempre antifascisti/e.

Con Renato nel cuore, con rabbia e con amore.

Gli acrobati e le acrobate

A forza di essere vento Festa della resistenza popolare

SPECULAZIONE TOSSICA

Cari abitanti della Bolognina,
oggi abbiamo deciso di riconsegnare al quartiere questo enorme piazzale dietro all’ ex mercato ortofrutticolo colpevolmente lasciato abbandonato a se stesso da ormai 10 anni. Nel corso degli anni questo *“non luogo”* è divenuto teatro di spaccio, bivacco a cielo aperto per tossicodipendenti, stupri e morti di overdose di fronte alla più completa indifferenza dell’amministrazione comunale. Sia chiaro che questa non vuole essere in nessun modo l’ennesima vergognosa campagna mediatica contro il “tossico” o l’immigrato spacciatore portata avanti dalla destra fascista e razzista unicamente per motivi elettorali, questa è un’assunzione di responsabilità da parte di uno spazio sociale come XM24 per ridare vita e socialità ad un luogo sempre più pericoloso e impraticabile divenuto il simbolo della desertificazione ambientale e del degrado della dignità umana che non sono altro che i frutti della speculazione edilizia esasperata di questi ultimi anni. (segue)

Solidarieta' a Bartleby

Ancora una volta in città uno sgombero interrompe un percorso di autogestione e di condivisione di saperi e d’esperienze. Ma la straordinaria mobilitazione seguita all’intervento militare evidenzia al contempo che le istanze che hanno portato all’occupazione dello spazio abbandonato dall’università in via Capo di Lucca non sono disponibili ad accettare il nuovo ordine imposto con la forza. Da qui occorre ripartire.

Spazio Pubblico Xm24

"FRATELLI DI TAV" SOTTO ATTACCO

Gli autori del documentario Fratelli di Tav, coprodotto da Teleimmagini (laboratorio caos-visuale dell’xm24), sono minacciati dalle Ferrovie dello Stato di azioni legali nei loro confronti per aver sovrastimato le cifre relative ai costi del progetto dell’Alta Velocità.
Seppur questi dati sono stati da piu’ parti riconfermati, e’ vergognoso l’atteggiamento repressivo di quest’azienda che nel nome del profitto sta distruggendo un servizio pubblico.
Ricordiamo che il progetto della Tav si lascia alle spalle 2 morti (Sole e Baleno uccisi dalla violenza delle galere), ettari di natura devastata, falde acquifere e torrenti scomparsi, disservizi alle linee dei pendolari, un assurdo sperpero di soldi pubblici.

>>>>comunicato per la conferenza stampa di venerdi 27 marzo
>>>>primo comunicato del “Laboratorio per la Democrazia” di Torino
>>>>il blog del documentario
>>>>per acquistare il documentario

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