“Insieme ad una manciata di videomakers abbiamo girato mezza Italia seguendo i binari della linea ad alta velocità. Dalle immagini e dalle voci che abbiamo raccolto affiorano storie poco conosciute, effetti collaterali della più grande opera all’ italiana…”


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un sito di supporto al documentario, per continuare la denuncia in modo partecipativo dei vari effetti collaterali generati dal mostro TAV

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ALBERTO GRIFI


serata di proiezioni
per ricordare il Regista di cinema sperimentale

COLPO AL CUORE
dall’informazione delle strade ai libri di storia

29 luglio 1900: tre colpi al cuore di Umberto I re d’Italia cambiarono il
corso della storia.
Un processo frettoloso e un cappio al collo seppellirono per sempre gli
ideali che “armarono” la mano dell’emigrante anarchico Gaetano Bresci.
Quegli ideali che da sempre muovono il corso della storia: dignità e
libertà.

>>PRESENTAZIONE DEI PROGETTI AUDIOVISIVI DELL’XM24<<

>>INCONTRO/INTERVISTA CON GIUSEPPE GALZERANO, AUTORE DEL LIBRO “GAETANO BRESCI”<<





COLPO AL CUORE


dall’informazione di strada ai libri di storia


29 luglio 1900: tre colpi al cuore di Umberto I re d’Italia cambiarono il corso della storia.
Un processo frettoloso e un cappio al collo seppellirono per sempre gli ideali che “armarono” la mano dell’emigrante anarchico Gaetano Bresci.
Quegli ideali che da sempre muovono il corso della storia: dignità e libertà.


19.00 – video aperitivo – presentazione del progetto VISUAL LAB e SALAVISIONI


20.00 – Cena (3 euro, piatto unico vegan)


21.00 – incontro/intervista con GIUSEPPE GALZERANO, autore del libro “Gaetano Bresci – Vita, attentato, processo, carcere e morte dell’anarchico che giustiziò Umberto I”; Si parlerà della storia di Bresci e dell’attentato che ha cambiato il corso della storia italiana, si parlerà di controllo dell’informazione, di comunicazione indipendente e della costruzione di archivi storici di movimento. Teleimmagini presentera’ il suo progetto di realizzazione di un documentario su Gaetano Bresci.
A seguire presentazione di alcuni lavori realizzati da TELEIMMAGINI;


22.30 – presentazione del progetto VISUAL COMMUNICATION PROJECT e proiezione del documentario LO SPIRITO DI PORTO ALEGRE di Max Valenti ed Enrico Ludovici
A seguire presentazione del progetto ESPERA…ESPERA…BIOPRODUZIONI e proiezione del documentario IN SOSPESO di Antonella Pintus


24.00 – presentazione di XM VJCREW – vj e dj set.


Ingresso offerta libera

Teleimmagini & Ngvision presentano:

RE:FRESH l’aperitivo lungo
ORE 19

Performance di cinema digitale sperimentale di Rotor e Doku Abstract, live dj e vj set, nuove pratiche digitali, open database, biomasterizzazioni di nuove e vecchie videoproduzioni di Teleimmagini, progetto IPO comunicaciòn per lo sviluppo di rete di comunicazione indipendente in zone di conflitto in Colombia and more…

ROTOR , Boris e Brecht Debackere/ nl , è una perfomance di live cinema che ricerca e sperimenta le caratteristiche di spazi virtuali audio visivi in relazione alla classica nozione di film.

DOKU ABSTRACT è percorso di visione esperienziale. Una perfomance live di Polivisioni che con Foia e Oocthio all’audio sperimenta nuovi territori visivi e sonori.

A seguire electro dj set di Noxxie e Hardbitt e open visual set con xname, akab, tai and more…

Enjoy the drink!
Free entry

Genesi e idee di teleimmagini

“.... per una narrazione radicale, obbiettiva e appassionata della
verità. Ci impegnamo, con amore e ispirazione, per tutte quelle
persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle
distorsioni dei media che con riluttanza s’impegnano a raccontare gli
sforzi dell’umanità libera.” ( Dalla presentazione americana di Indymedia.)

‘Teleimmagini?’ è una telestreet ( piccola televisiva di quartiere) che
ha emesso i primi segnali via etere la sera del 23 marzo del 2003 da
una piccola cella frigorifera all’interno dello spazio pubblico
autogestito eXMercato24 (abbandonato da anni).Quella prima
trasmissione, quasi improvvisata, fu un piccolo banco di prova,
anticamera di una man mano crescente consapevolezza tecnica dei mezzi e
sperimentazione di comunicazione sociale, che ognuno delle persone
presenti quella sera aveva portato con se da casa e aveva deciso di
metterle in condivisione (saperi e attrezzature).

I ragazzi che fanno parte della telestreet, vengono da esperienze
diverse: alcuni sono stati gli occupanti della cosiddetta “auletta
occupata” del D.A.M.S. in via Barberia (Laboratorio delle Attrazioni)
nata dall’ esigenza di realizzare laboratori di formazione tecnica
autogestiti,
altri vengono da altre esperienze di occupazione (S.P.A. Ranzani),
altri ancora si sono aggiunti dopo aver instaurato rapporti di
collaborazione e soprattutto di amicizia all’ interno dell’eXMercato e
del quartiere.
E’ importante cercare un comune denominatore nelle esperienze di
questo gruppo di persone perchè esso è significativo dell’auspicio
sotto il quale questa telestreet è nata e quali prospettive future si
pone.

Fare e socializzare la comunicazione dal basso, attraverso una
condivisione di risorse e tecnologie in luoghi, è lo spazio che ci
siamo costruiti.
Mettere in condivisione saperi per arricchirsi di esperienze fra
persone che sono da sempre esclusi dal mainstream della comunicazione e
dalla partecipazione politica e sociale all’ amministrazione dei
territori, è il nostro campo di azione.

Esempio pratico di come intendiamo la comunicazione è INDYMEDIA, esempio d’informazione libera e dal basso.
Infatti ognuno dei componenti di ‘Teleimmagini?’ partecipava e
partecipa a www.italy.indymedia.org e alla pagina bolognese di
indymedia. Importante è l’insegnamento di questa esperienza: “don’t
hate the media became the media”, non odiare il media, ma diventa tu il
media. Questo slogan, semplice e immediato, è chiaro indice sia del
bisogno di raccontare quello che succede nel mondo, nel proprio paese,
nella propria città, attraverso il punto di vista di tutti quegli
“altri” che non hanno accesso alla comunicazione, potendolo fare
liberamente, senza limitazioni di sorta.
Sentiamo nostro e condividiamo, il bisogno di liberare e riprendersi
la comunicazione (e automaticamente l’informazione) gestendola (mi si
passerà il termine) collettivamente nella maniera più orizzontale
possibile.

Grazie alla libera e spontanea unione di un gruppo e all’ immersione
nelle dinamiche sociali che il nostro quartiere vive e di cui noi siamo
una parte, nasce la tv di quartiere.
Infatti ognuno ha dato il suo contributo per far si che l’altro potesse
usufruire delle conoscenze che ciascuno dei membri può portare,
mettendole a disposizione della gente che vive il territorio.
Abbiamo dato una televisione alla Bolognina, creando un luogo fisico,
un dispositivo di comunicazione aperto e transitabile da chiunque si
senta interessato a sviluppare processi di comunicazione sociale.

In sostanza ‘Teleimmagini?’ vive grazie alla socializzazione dei
saperi, la condivisione di risorse, moltiplicazione delle relazioni e
dei livelli di cooperazione con le altre telestreet e con soggetti
singoli mossi dalla stessa voglia di riappropriarsi della
comunicazione, credendo in una sua mutazione in senso positivo e alla
volontà di creare un servizio di pubblica utilità a cui tutti possono
partecipare, o meglio, a cui tutti possono e dovrebbero partecipare
spinti dalla stanchezza di essere spettatori passivi non solo della
televisione, ma anche della propia vita.

‘Teleimmagini?’ non vuole essere una televisione che ha una
programmazione “da guardare”, ma “da fare”:

la pratica audiovisiva unita a quella della interazione sociale e
politica nel territorio tra persone che lo vivono attivamente , è il
nostro progetto.

Grazie a feste di autofinanziamento e senza nessun contributo
istituzionale, ”Teleimmagini?”ora può contare su un basilare parco di
mezzi tecnici a disposizione gratuita di ogni partecipante al progetto
e a tutte quelle persone al di fuori di Teleimmagini che sono
interessate a praticare il video con finalità artistiche e sociali.
La televisione dispone di una sede fisica composta da due stanze (una
per l’ editing video-audio) e una per la visione. – un computer destinato esclusivamente al montaggio video-audio e all’
insegnamento dei programmi per realizzarli; – un computer archivio per il download (condivisione) di altri video
senza diritti d’autore che riceviamo da quasi tutto il mondo
(Venezuela,Cuba,Argentina,NordAmerica e Canada,nordAfrica e tutta
Europa) – un computer usato appunto per mandare in onda (trasmettere nel
quartiere) un palinsesto che copre tutta la giornata attraverso l’ uso
di software gratuiti e opensource.
Oltre a questo, lo studio di Teleimmagini conta anche due
videoregistratori e 5 monitor (tutto materiale riciclato!), in più
vanno aggiunte a questo elenco 3 videocamere che alcuni dei componenti
e collaboratori vari della televisione mettono a disposizione “della
causa” quando serve.
Tutto questo riciclando le tecnologie informatiche che il nostro
sistema butta senza cercare di darle ha chi ne ha bisogno e puo
utilizzarle…

Riconoscendo nelle istituzioni che amministrano la sfera pubblica, un’
incapacita latente di dare voce e corpo a queste aspirazioni,
continueremo a costruire luoghi dove una critica attenta continuerà a
sollecitarle nelle loro responsabilità di garantire la libertà di
comunicazione e la difesa della pluralità delle espressioni attraverso
il sostegno a tali progetti e dei luoghi che la rendono possibile
gratuitamente.
Se nel nostro quartiere come in altri del mondo, i luoghi più
“attraversati” dalle persone sono rimasti gli svincoli stradali; a
pieno titolo possiamo affermare che luoghi come il nostro, a bologna e
non solo, sono tra i pochissimi che permettono invece una reale
interazione sociale tra culture ed esperienze dei singoli e dei molti.

Iniziative, concorsi, meeting, festival partecipati:

PESARO FILM FESTIVAL 2004
TEKFESTIVAL 2004
ACQUA ALLU PUZZU (LEGAMBIENTE TRICASE)
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE: lEZIONI E PROIEZIONI PER AIDEM
LIVELLO 57 :CONTROARTEFIERA 2004

STRART 2005
PREMIO E-VISUAL 2004
BILBAO antennak 2004
ARGENTINA
CUBA
ETEREA 2003 2004
INCONTROTEMPO

:::::copertura video di::::

xm atto primo
sonorazioni
concerto sabot
concerto vroom
il festival autoproduzioni

:::::vj set:::::::

av imput
+kaos
baseanalogicacrew

:::::documentari:::::::

rumeni
senza chiedere il permesso-migranti
saranno precari

video da scaricare

Basta morti veri: ormai è la fine!

la suggestione che bastioni provenienti da un altrove già conosciuto rinnovino la forza delle cose già fatte imita se stessa nell’equivalente di ciò che appare. Forze conosciute e visionanti al punto di decifrare un immaginario si coalizzano nel vigliacco ripiegamento della memoria. Un ascesa di declini reazionari si manifesta nella visione quotidiana del reale virtuale.
All’origine il seme della follia germina nei cuori più acuti e nelle menti più oscure l’inattesa riscossa , l’ordigno onirico,la letale miscela di visioni.

Oggi guardo a terra ed il mondo in un proclamo di essenze si vede pazzo. Il mondo era sul baratro, il mondo è un baratro. Moviole e terrorismo nel profilo smosso e spigoloso dei tetti barcollano prossimi all’abisso e scivolano giù, nel soffio obbligato del proiettato: carcasse e televisori , brandelli ed immagini.Il folle è indotto alla follia passiva della visione.
Zone di confine margini spessi e venosi scardinano le volte del pensiero riflesso, la soglia liberata rade i crini plasmati dall’induzione: le visioni.Proclamo altisonante: la libertà è un icona archetipica.
Il folle interpone forze sconosciute e visionarie al blocco insano dei baroni:
ignezioni sottocutanee del meraviglioso dai tetti, adesso, come conati e prede da incubo globale raccolgono l’appello di una lucida follia disseminando sovversione nei pacifici segnali dell’etere liberato:
cento visioni che sovvertono la visione.Sberleffo tardo-antennista: colpirne una per farne cento.
Il folle non si ferma davanti alla realtà, non da spazio all’oggetività del tatto. In lui la visione è monito e prende forma da incubi indotti e liberazioni immaginifiche, da una morbida follia trascinata nel rimorso delle immagini dei ricordi ; vortice feroce dove la luna si confonde ad uno schermo nel guizzo brillante del piacere mortuario di tg e veline. Follia senza ritorno o parole.
La visione è l’oltre senza redenzione mentre la follia è tra le immagini ,da vita ad immagini immaginate.
Folle forma in se stessa universo, l’inferma comprensione del mondo in frame libera le visioni dal perverso stallo massonico, dal delirio delle immagini di una felicità fratricida, dalla follia disumana che debilita l’immaginario contemporaneo.La tramissione di etere nelle frequenze imposte libera dall’ordine mondiale attuale , sovverte l’ordine mondiale.
L’immaginario multiplo innesca multiple esplosioni di dissenso,deforma il ritaglio proiettato. il telecomando non più cambia canali ma detonatore restituisce un pò delle loro bombe, del loro rumore con la più moderna ed intelligente delle armi esistenti: l’immagine-immaginario .
Il folle muore o si ammazza perchè tutto ha visto e tutto gli hanno fatto vedere :
Nel silenzio dei giorni che verranno l’umiltà si piegherà alla violenza?
Ma davvero i lama stavano in Tibet?
primavisione teleimmagini? ...si!