RAWA NON TEME LE MINACCE E IL TERRORE DEI FONDAMENTALISTI


marzo 2003, da RAWA

 

La notte scorsa, il 18 marzo, alcuni sconosciuti hanno bussato alle porte dell'alloggio destinato al personale femminile del Malalai Hospital, vicino all'edificio dell'ospedale stesso. Le donne che vivono in questo alloggio non hanno permesso agli sconosciuti di entrare, poiché hanno immediatamente avuto sospetti circa la loro identità e hanno chiesto loro di rivolgersi all'ospedale se avevano qualcosa da riferire.

Alcuni minuti più tardi, l'assistente al direttore dell'ospedale, il signor Mohsin, è giunto nei paraggi e, mentre si apprestava a entrare, è stato aggredito a colpi d'arma da fuoco dai tre sconosciuti, che agivano a volto coperto e gridavano bestemmie e ingiurie all'indirizzo di RAWA. Dopo aver seriamente ferito Mohsin all'addome, i terroristi fondamentalisti sono fuggiti immediatamente.

Questa non è la prima volta che il personale di RAWA viene aggredito da terroristi fondamentalisti o viene perseguitato dai servizi segreti pachistani. Le ragioni sono abbastanza ovvie: RAWA non ha mai abbandonato la propria posizione di ferma resistenza contro i fondamentalisti e di sostegno alla democrazia, e nemmeno la propria indipendenza politica, nonostante le molteplici difficoltà e le pressioni cui è sottoposta.

Dapprima, i nostri nemici hanno cercato di piegare la forza di volontà della RAWA mentre questa lottava contro un regime fantoccio e contro i fondamentalisti, uccidendo Meena, la nostra leader fondatrice. Poi ci hanno rivolto attacchi sanguinosi per cercare di diffondere paura e terrore tra di noi. Ma le compagne di Meena hanno fatto un giuramento sul suo sangue, e hanno tenuta la sua gloriosa bandiera anche più alta di prima.

Adesso i nostri nemici, coi loro complotti fallimentari, hanno fatto l'ennesimo tentativo di spaventarci con quest'ultimo attacco terroristico, senza capire che la nostra organizzazione rivoluzionaria ha sempre risposto alle vili minacce dei terroristi religiosi smaschrando ogni volta di più i crimini atroci che questi ultimi commettono.

RAWA non è mai indietreggiata per paura, né davanti al KHAD, né davanti ai criminali mujaheddin o ai fascisti talebani, né di fronte alla condanna a morte emessa sul settimanale "Omid", pubblicato negli Stati Uniti, né quando è stata sottoposta alle aggressioni armate dell'Alleanza del Nord mentre vendeva il giornale Payam-e-Zan a Kabul, e perciò quest'ultimo attacco rende RAWA ancora più risoluta a smascherare i crimini e le atrocità commesse dai fondamentalisti e dai loro accoliti a livello nazionale e internazionale. Questo episodio svergogna ancora una volta coloro i quali accusano ingiustamente RAWA di avere legami con i centri dei servizi segreti pachistani.

L'Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afgane (RAWA) fa appello ai propri sostenitori in tutto il mondo perché facciano sentire la propria voce a difesa di RAWA e condannino l'attacco terroristico con ogni mezzo possibile.

Revolutionary Association of the Women of Afghanistan (RAWA)

20 marzo 2003