NEMICA DEI SIGNORI DELLA GUERRA, LI AFFRONTA NEL NUOVO PARLAMENTO AFGHANO
GLI OSSERVATORI INDICANO LA PRESENZA DEI NUMEROSI SIGNORI DELLA GUERRA COME LA CAUSA DELLA BASSA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI


Novembre 2005. Da Reuters, 6 ottobre 2005. Di Sayed Salahuddin, traduzione di Cinzia Tosi

 

Kabul, 6 ottobre. – Secondo i risultati provvisori emessi giovedì, una giovane attivista che critica apertamente i signori della guerra è diventata una delle prime candidate elette nel nuovo parlamento afgano.
Malalai Joya divenne famosa durante il dibattito per l’approvazione della nuova costituzione nel 2003, quando si alzò e denunciò i comandanti faziosi, indicandoli come criminali da processare. Il 27 novembre, Joya si ritroverà a contatto con molti di quegli stessi signori della guerra in una “Wolesi Jirga” (Casa del Popolo), eletti presso i consigli provinciali alle votazioni del 18 settembre.
La commissione elettorale dell’Afghanistan e Nazioni Unite ha rilasciato giovedì i risultati provvisori di due delle 34 province, dai quali emerge che Joya è arrivata seconda a Farah, nell’ovest, con 7.813 voti, equivalenti al 7% della popolazione della zona.
Alle donne di quella provincia remota era stato garantito un seggio, ma Joya ha vinto al di là delle sue stesse aspettative.
Il responsabile degli ufficiali elettorali Peter Erben ha affermato che il conteggio dei voti è stato completato, ad eccezione di più di 1000 seggi elettorali “messi in quarantena” per sospetto di frode.
Dai risultati parziali quasi completi del resto del Paese, si nota che dozzine di uomini faziosi, definiti signori della guerra dai loro avversari, hanno vinto diversi seggi all’assemblea.
Tuttavia, si sottolinea che le donne – a cui sono stati garantiti almeno 68 seggi sui 249 esistenti – potrebbero detenere un equilibrio di potere.
Erban ha detto che i risultati finali potrebbero essere resi ufficiali alla fine di ottobre, dopo che le denunce saranno state completate. L’obiettivo della commissione era ottenere i risultati finali entro il 22 ottobre, ma secondo Erben questa era solo una previsione.
C’è stata un’apparente battuta d’arresto da parte di uno dei più importanti comandanti – Abdul Rabb Rasoul Sayyaf, alleato dell’occidentalizzato presidente Hamid Karzai – quando 62 seggi elettorali della sua zona di Pagham a Kabul sono stati esclusi dal conteggio.

CHIUSURA DELLE VOTAZIONI
Oltre a svariate altre truffe, 299 seggi elettorali sono stati esclusi dalle votazioni. La maggioranza dei voti esclusi si trovava nella provincia di Paktika, a sud-est del Paese. Le elezioni a Paktika sono state particolarmente prese di mira dopo la notizia che due dei candidati erano collegati all’uccisione di centinaia di soldati comunisti avvenuta nel 1980, i cui resti sono stati trovati la scorsa settimana in tombe situate in una remota parte della provincia.
Erben ha affermato che in questi casi la legge elettorale prevede l’interdizione, ma finora non sono emerse prove specifiche di frode contro qualche particolare candidato. Ha detto che, nonostante ci sia stata una “frode localizzata”, questa non sembra essere centralmente orchestrata.
“Siamo fiduciosi che il risultato delle elezioni rifletterà la volontà degli elettori e che queste votazioni porteranno ad un corpo legislativo che rappresenterà il popolo afgano”, ha detto.
Sayyaf, come molti dei suoi rivali collegati alle atrocità commesse durante la guerra civile in Afghanistan, corre per il quarto dei 33 seggi della provincia di Kabul.
Con il 65% dei voti conteggiati a Kabul, sembra improbabile che anche l’esclusione dalle votazioni gli impedirà di conquistare un seggio.
Tuttavia, la netta distanza dal candidato al terzo posto potrebbe impedirgli, secondo gli analisti, di ottenere una posizione importante in parlamento.
Alcuni osservatori sono preoccupati che la frode implichi che i signori della guerra possano essere sproporzionalmente rappresentati, il che potrebbe permettere loro di ostacolare gli sforzi finalizzati a far rendere loro conto delle atrocità commesse nel passato.
Inoltre, secondo gli analisti e gli osservatori, la presenza di un numero così elevato di signori della guerra alle elezioni spiega la bassa affluenza rispetto alle elezioni presidenziali dell’ottobre scorso.
Il sedicente leader dell’opposizione Yunus Qanuni aveva previsto prima delle votazioni che il suo Fronte d’Intesa (Understanding Front) avrebbe vinto il 50% dei seggi dell’assemblea, avvertendo che questo avrebbe potuto ostacolare la nomina del consiglio dei ministri.
Tuttavia, alcuni analisti dubitano che abbia un simile sostegno e affermano che il modo in cui il parlamento voterà dipenderà molto dalla politica di Karzai.


La deputata Joya divenne famosa in tutto il Paese dopo aver criticato il ruolo dei signori della guerra in Afghanistan, durante una conferenza per l’approvazione della nuova costituzione nel 2003.
Come conseguenza, venne sottoposta a minacce di morte e dovette condurre la sua campagna sotto stretta sicurezza. Tuttavia, le sue critiche ottennero l’approvazione della sua circoscrizione elettorale nella provincia occidentale che confina con l’Iran.
Alla provincia di Farah erano stati assegnati 5 seggi in parlamento, di cui uno destinato ad una donna. Malalai Joya è arrivata seconda alle votazioni con 7.813 voti.
“Sono molto felice, è un giornata piena d’orgoglio per me” ha detto Malalai Joya.
“Spero che, in quanto membro del parlamento, sarò in grado di essere al servizio della mia gente, in particolare delle donne. Farò del mio meglio per fermare i signori della guerra e i criminali dall’emettere qualsiasi legge che metterà a repentaglio i diritti del popolo afgano e delle donne in particolare”, ha detto.
The Times (Londra), 7 ottobre 2005