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MFranco
Landriscina: le basi neurofisiologiche delle esperienze mistiche
e visionarie
Un
professore fuori del comune
I film di fantascienza degli anni 50 e 60 erano
pieni di strani professori in camice bianco intenti ad armeggiare
con provette ed elettrodi in laboratori di campus universitari
e a sperimentare strani congegni elettronici sui loro malcapitati
studenti. Spesso i loro esperimenti avevano come obiettivo
quello di leggere il pensiero o di risvegliare misteriosi
poteri della mente. Quasi sempre il risultato finale era tuttaltro
da quello aspettato. Come si sa, la realtà talvolta
supera la fantasia, ed infatti un professore di questo tipo
esiste davvero, con tanto di laboratorio in una sperduta università
nelle montagne del Canada. Il professore in questione si chiama
Michael Persinger ed insegna neuroscienze del comportamento
al Dipartimento di Psicologia della Laurentian University
di Sudbury, nella regione canadese dellOntario. Non
è però un illustre sconosciuto, ma un ricercatore
membro di svariate organizzazioni scientifiche internazionali
che ha pubblicato più di 200 articoli scientifici e
numerosi libri sul rapporto fra cervello e comportamento,
attirando anche, in Canada e negli Stati Uniti, lattenzione
di giornali e televisioni.
Leggendo la lunghissima lista delle sue pubblicazioni è
difficile non rimanere stupiti dalla vastità e dalla
particolarità degli argomenti di cui Persinger si occupa
dal 1971, tutti uniti dal filo rosso dellinterazione
fra sistema nervoso e campi elettromagnetici e degli effetti
di tale interazione sul comportamento. Non solo i campi elettromagnetici
generati dalle moderne apparecchiature elettriche ed elettroniche
(come il cellulare che forse in questo momento tenete acceso
vicino a voi) ma anche, e qui arrivano le conseguenze più
inaspettate, quelli di origine geofisica, generati cioè
da terremoti, spostamenti del terreno, fenomeni metereologici
ed atmosferici. Con Persinger entriamo quindi nel difficile
terreno della neurobiologia del comportamento e della biometeorologia.
Ma non finisce qui, i comportamenti sui quali lo scienziato
americano ha focalizzato la sua attenzione nella ricerca della
relazione fra cervello e onde elettromagnetiche non sono le
solite prove di memoria e di percezione che costituiscono
il normale (e un po noioso) oggetto di studio degli
psicologi. Anomalie del comportamento, allucinazioni, visioni
religiose e mistiche, apparizioni di UFO o di esseri fantastici,
fenomeni paranormali: nessun fenomeno è troppo strano
o fuori del comune per sfuggire alle rigide maglie scientifiche
della rete tessuta in anni e anni di ricerca dal professor
Persinger.
La metodologia di ricerca adottata comprende studi di laboratorio
su animali, ricerche cliniche su pazienti umani ed estesi
studi epidemiologici basati su metodi statistici. Ad esempio,
Persinger e i suoi collaboratori hanno effettuato un esame
molto approfondito del rapporto fra avvistamenti UFO e terremoti
trovando unelevata correlazione fra questi due fenomeni
allapparenza lontani fra loro. La vera arma vincente
del professore è però il suo famoso elmetto,
vale a dire unapparecchiatura con la quale egli è
in grado di stimolare il cervello umano con campi magnetici
complessi a bassa intensità e in modo altamente selettivo
per le diverse aree cerebrali. Con tale apparecchiatura egli
è riuscito, in modo convincente e altamente riproducibile,
a riprodurre in laboratorio sensazioni ed esperienze che vanno
dalla paura allestasi, dal piacere sessuale alle allucinazioni
visive ed uditive, dal ricordo di esperienze dellinfanzia
a esperienze di quasi morte e perfino il contatto con angeli,
diavoli o addirittura con Dio.
Le strutture cerebrali maggiormente studiate da Persinger
sono il sistema limbico e i lobi temporali. Un po di
anatomia
Il sistema limbico è una parte del cervello filogeneticamente
intermedia fra le strutture più primitive del sistema
nervoso e la corteccia cerebrale. Il sistema limbico è
la sede delle emozioni e consente agli esseri umani di avere
una complessa varietà di stati emotivi: disgusto, amore,
paura, sorpresa, invidia, ecc. Le sue strutture principali
sono lipotalamo, lamigdala e lippocampo.
Lipotalamo è la struttura più arcaica
e può essere considerato la centralina di controllo
del sistema nervoso autonomo e quindi delle risposte fisiologiche
di base dellorganismo: fame, sete, piacere, rabbia,
temperatura corporea, ecc. Attraverso i meccanismi di regolazione
endocrina, lipotalamo riceve informazioni da ogni organo
del corpo umano e può a sua volta influenzare lintero
organismo.
Lamigdala ha una funzione di mediazione delle emozioni
superiori e di regolazione delle attività che coinvolgono
tali emozioni, come ad esempio lattaccamento emotivo
e lamore. Essa svolge inoltre unimportante funzione
di campanello dallarme analizzando ogni
stimolo esterno o interno e assegnando ad esso il giusto significato
emotivo. Ad esempio, se un rumore sospetto ci sveglia nella
notte, è lamigdala che mette in moto il sistema
nervoso autonomo, attraverso lipotalamo, per allertare
lorganismo e predisporlo allazione. Alcuni neuroni
dellamigdala sono sensibili selettivamente alle emozioni
facciali delle altre persone. Altri sono multimodali, cioè
rispondono simultaneamente a stimoli visivi, uditivi, olfattivi
e tattili.
Lippocampo ha un ruolo fondamentale nellelaborazione
dellinformazione, inclusa la memoria, lapprendimento
di fatti nuovi, la creazione di mappe spaziali dellambiente
e lattenzione agli stimoli esterni. La distruzione dellippocampo
rende una persona incapace di formarsi qualsiasi nuovo ricordo.
Lippocampo interagisce strettamente da un lato, con
la corteccia cerebrale, dallaltro con lamigdala.
In altri termini, emozione e ragione non sono mai separabili
fra loro, ma agiscono sempre insieme. Lintelligenza
emotiva regola e dirige i processi di apprendimento.
Veniamo infine ai lobi temporali cui si è accennato
in precedenza. Si tratta di una parte della corteccia cerebrale,
quindi filogeneticamente più recente del sistema limbico,
che si trova grosso modo fra gli occhi e le tempie. Nellemisfero
dominante (di solito il sinistro) il lobo temporale è
coinvolto principalmente nella comprensione e nellelaborazione
del linguaggio (è qui che, da semplici suoni, le parole
assumono un significato) e nella memoria a lungo termine.
Nellemisfero non dominante (di solito il destro) il
lobo temporale è coinvolto nella comprensione delle
espressioni facciali, nellelaborazione delle informazioni
non verbali del linguaggio come ad esempio lintonazione,
nellascolto dei ritmi, nellapprendimento musicale
e visivo.Neuroscienze e religione
Le ricerche di Michael Persinger si collocano allinterno
di un rinnovato interesse delle neuroscienze per le basi neurofisiologiche
delle esperienze mistiche e religiose. Un interesse che non
è più confinato alla sola speculazione teorica,
ma può oggi avvalersi di tutte le più moderne
tecniche di indagine sperimentale.
In particolare, lattenzione dello scienziato canadese
per il sistema limbico e i lobi temporali non è un
fatto isolato.
Il primo collegamento fra lobi temporali e esperienze religiose
risale allinizio del secolo e ha a che fare con un disordine
neurologico: lepilessia. Lepilessia, già
considerata nellantichità un male sacro,
è il sintomo di un anormale funzionamento elettrico
del tessuto cerebrale, in cui le cellule nervose entrano in
azione tutte insieme invece di eseguire ciascuna il proprio
compito. La causa è quasi sempre un danno che può
essere conseguenza di traumi fisici, infarti, tumori cerebrali
o altre lesioni di varia natura. Esistono diversi tipi di
epilessia, fra cui, per lappunto, alcune forme che colpiscono
il sistema limbico e i lobi temporali (TLE, Temporal Lobe
Epilepsy).
Arnold Mandell, professore di psicologia presso lUniversità
della California a San Diego, ha discusso il ruolo dei lobi
temporali nelle esperienze religiose sulla base del meccanismo
di azione delle sostanze psicoattive. Sostanze come lLSD,
in particolare, bloccano gli effetti inibitori della serotonina
sui lobi temporali, e quindi hanno la capacità di indurre
scariche neuronali sincronizzate nelle strutture limbiche
(ippocampo e setto) dei lobi temporali.
Vilayanur Ramachandran, professore di neuroscienze, anchegli
dellUniversità della California, ha studiato
centinaia di persone affette da epilessia dei lobi temporali,
sottoponendole ad un esperimento in cui veniva misurata la
loro risposta emotiva a parole di significato neutro, sessuale
(o violento) e religioso. Confrontando i risultati dei pazienti
affetti da epilessia con quelli di soggetti normali, senza
particolari inclinazioni religiose, e di soggetti praticanti
diverse religioni, Ramachandran è giunto alla conclusione
che i lobi temporali sono la sede delle esperienze religiose.
Limportanza dei lobi temporali e del sistema limbico
nelle esperienze mistiche e religiose è stata anche
efficacemente sottolineata dal professor Rhawn Joseph, uno
dei maggiori esperti nel campo della neuropsicologia dello
sviluppo e delle differenze sessuali (nonché personaggio
a suo modo bizzarro, che sembrerebbe confermare lo stereotipo
secondo cui chi si occupa di queste cose non è lui
molto normale...). Secondo Joseph, lamigdala è
addirittura il trasmettitore di Dio (questo è
il titolo del suo ultimo libro). Un punto ben evidenziato
da Joseph è lesistenza nei lobi temporali di
neuroni specializzati nel riconoscimento di forme particolari,
fra cui rientrerebbero alcune forme, come la croce e il triangolo,
che hanno un significato religioso in molte culture.
Andrew Newberg, professore di Radiologia nel Dipartimento
di Medicina Nucleare dellUniversità della Pennsylvania,
e lo psichiatra Eugene DAquili hanno eseguito uninteressante
serie di esperimenti in cui sono riusciti a fotografare
con la tomografia SPECT (single photon emission computed tomography)
lattività del cervello di meditatori buddisti
e di suore francescane nel momento esatto delle loro esperienze
mistiche. Nel loro recente libro dal titolo Why God Wont
Go Away (Perché Dio non se ne andrà),
gli autori espongono un modello che vede coinvolti nella genesi
dellesperienza religiosa i lobi parietali e frontali,
i lobi temporali, lamigdala e lippocampo. La loro
conclusione è che il cervello è predisposto
naturalmente, proprio in virtù dei collegamenti fra
tali strutture cerebrali, a questo tipo di esperienze, che
non sono quindi né patologiche né unicamente
il risultato di condizionamenti di tipo culturale. Il modello
di Newberg e dAquili è in questo momento quello
più completo e interessante, anche perché filosoficamente
non riduzionista e, rispetto agli altri, maggiormente rispettoso
del valore delle esperienze mistiche e religiose.
Scientificamente un po più azzardate, ma comunque
degne di nota, sono le considerazioni di Melvin Morse, professore
di Pediatria presso lUniversità di Washington,
che nella sua professione di medico si è occupato a
lungo delle esperienze di quasi morte (NDE, Near Death Experiences)
nei bambini. Secondo Morse, il lobo temporale destro consente
agli esseri umani di entrare in contatto con una realtà
non locale, al di fuori del tempo e dello spazio ordinari,
e tale realtà costituirebbe la base delle esperienze
mistiche e di quelle paranormali.
Come si può vedere, una volta iniziato a comprendere
i meccanismi dello sviluppo del cervello e a svelare le basi
neuronali della percezione, della memoria e dellapprendimento,
i neuroscienziati sembrano ben decisi ad affrontare anche
gli aspetti più profondi ed esclusivi dellesperienza
umana, entrando in un terreno fino ad oggi di pertinenza esclusiva
di teologi, filosofi e storici delle religioni. Gli esperimenti
di Persinger
Loriginalità di Michael Persinger sta nel non
essersi limitato allo studio di pazienti con epilessia del
lobo temporale, ma nellavere indagato lesistenza
di anomalie neuroelettriche nella popolazione normale.
Persinger ha infatti teorizzato lesistenza di scariche
transienti del lobo temporale (TLT, Temporal Lobe Transients)
che possono influenzare il linguaggio, il riconoscimento dei
volti, le emozioni e più in generale i processi psichici,
senza dare luogo, perché non sufficientemente intense,
ad attacchi epilettici veri e propri.
Inoltre, secondo Persinger, se la natura estatica
di certi attacchi epilettici è il risultato di uninfluenza
dei lobi temporali sui normali processi delle strutture limbiche,
come lamigdala e lippocampo, si può pensare
che queste attività siano lesagerazione di una
normale attività del cervello. È questa la sua
Ipotesi del continuo, formulata nel 1983, secondo
cui un po tutti, io e voi compresi, abbiamo un grado
variabile di potenziale labilità verso queste anomalie
funzionali. Ammesso, a questo punto, che si tratti davvero
di anomalie e non piuttosto, come appare sempre
più probabile, di normali capacità del cervello
umano. Capacità che renderebbero ragione degli aspetti
universali delle esperienze mistiche-religiose e di quelle
paranormali, al di là delle differenze di epoca storica
e di cultura.
Lesistenza di anomalie elettriche transienti dei lobi
temporali era già stata ipotizzata in psichiatria e
variamente descritta come epilessia di Dostojevski,
attacchi parziali, attacchi estatici
e attacchi psichici. Le sensazioni soggettive
associate con questi attacchi epilettici parziali possono
includere illusioni somestesiche (come ad esempio le vertigini
o il senso di volare), allucinazioni olfattive e gustative
(piacevoli o spiacevoli), allucinazioni uditive (come voci,
suoni, musiche), allucinazioni visive (in particolare macchie
e strisce luminose, stelle, dischi, colori), macro e microscopia,
autoscopia (la percezione della propria immagine). Questultimo
fenomeno, in particolare, è stato lungamente descritto
dallo psicanalista Otto Rank nel suo celebre studio sul doppio
nella mitologia e nellarte. Possono inoltre esserci
illusioni cognitive, come sensazioni di dejá vu (già
visto), jamais vu (mai visto), deja vecu (già vissuto),
idee e pensieri ossessivi, distorsioni del senso del tempo
e dello spazio, idee trascendenti e metafisiche e sintomi
affettivi come tristezza, paura, piacere, ansia. Insomma,
non pochi punti in comune con lesperienza sciamanica
e quella psichedelica.
Nel 1990 Persinger e collaboratori realizzano un questionario
(PPI, Personal Philosophy Inventory) che contiene affermazioni
del tipo a volte mi sento come se le cose non fossero
reali, ho sognato di galleggiare o di volare nellaria
e persino sono stato a bordo di unastronave.
Lobiettivo del questionario era di verificare nella
popolazione la presenza di deboli fenomeni analoghi a quelli
degli attacchi epilettici parziali. Un decennio di uso di
questo strumento ne ha dimostrato laffidabilità
e la capacità di predire anomalie dei lobi temporali
misurabili con lelettroencefalogramma.
A questo punto, al nostro professore non rimaneva che un ultimo
passo: riprodurre i sintomi e le esperienze sopra descritte
in laboratorio, su soggetti perfettamente normali. In che
modo? Semplice. Ricordiamo, come già detto in precedenza,
che Persinger ha iniziato i suoi studi dedicandosi agli effetti
neuropsicologici e comportamentali dei campi elettromagnetici.
La via seguita è quindi stata quella di applicare su
dei volontari dei deboli campi magnetici, cercando di localizzarne
leffetto sui lobi temporali e sul sistema limbico. Il
metodo usato da Persinger è stato molto empirico. In
pratica, egli ha provato numerose combinazioni di intensità
e di frequenza di un campo magnetico, applicato sulla testa
dei soggetti grazie ad un semplice casco da motociclista,
modificato con gli opportuni elettrodi e avvolgimenti magnetici.
Le persone che si sono infilate lelmetto di Persinger
hanno vissuto esperienze fuori del corpo, avuto allucinazioni
di varia natura, rivissuto momenti della loro infanzia, provato
terrore o piacere e avuto la sensazione che nella stanza dellesperimento
fossero presenti angeli, demoni o alieni. Sono stati anche
eseguiti numerosi esperimenti sulla emisfericità
di questi effetti. Persinger è giunto alla conclusione
che per la maggior parte delle persone il senso del
Sé (ma sarebbe più giusto dire dellIo)
risiede nel lobo temporale sinistro, mentre nellemisfero
omologo destro risiederebbe un altro senso del Sé,
percepito in genere come una presenza estranea allindividuo:
il proprio doppio, un alieno, un angelo, un demone o Dio.
Insomma, si comincia a capire perché qualcuno già
parla di neuroteologia.
Alcune possibili aree dindagine
La sapienza delle antiche tradizioni viene facilmente liquidata
dalla scienza attuale come un residuo del passato senza alcun
valore oggettivo. Almeno su alcuni punti, potrebbe invece
essere vero il contrario. Forse la scienza non è ancora
arrivata, con i suoi metodi sperimentali di indagine, laddove
altre culture sono giunte con un diverso cammino. Prendiamo,
ad esempio, il tema dei luoghi sacri. In tutti
i popoli e in tutte le epoche, sono stati sempre conosciuti
dei luoghi ritenuti canali di comunicazione con il mondo degli
spiriti e degli dei, luoghi carichi di potere
e quindi da visitare con rispetto e seguendo determinati rituali.
Tali luoghi sono stati frequentemente meta di pellegrinaggi
e su di essi sono stati talvolta costruiti dei templi. Spesso,
alcuni di questi luoghi formavano, attraverso una rete visibile
o invisibile di collegamenti, una vera e propria geografia
sacra del territorio. Tutto questo è stato troppo
frettolosamente accantonato dalla scienza ufficiale nel cassetto
delle superstizioni, oppure è diventato
argomento di una pseudoscienza new age che ha lasciato briglia
sciolta a fantasiose teorie prive di qualsiasi fondamento.
Le ricerche di Persinger coniugano in modo originale, per
la prima volta su solide basi scientifiche, la geofisica,
quindi lo studio dellambiente naturale e la neuropsicologia
degli stati modificati di coscienza. Esse permettono quindi
di gettare nuova luce su tanti aspetti della geografia
sacra. Ad esempio, anche ad unanalisi superficiale,
si nota che tanti luoghi magici, in cui i sacerdoti, i veggenti
o le streghe si recavano per avere visioni e predire il futuro,
si trovano in prossimità di siti con caratteristiche
geofisiche tali da poter creare, o aver creato in passato,
anomalie geomagnetiche del tipo di quelle riprodotte da Persinger
in laboratorio con il suo elmetto. Lo stesso Persinger ha
preso in considerazione, da questo punto di vista, i luoghi
in cui sono avvenute alcune celebri apparizioni mariane. Paul
Devereux, un ricercatore indipendente, ha registrato delle
anomalie locali del campo magnetico terrestre in coincidenza
con lapparizione di luci misteriose (le cosiddette earth
lights) nel deserto del Texas e in quello della regione
di Kimberley nellAustralia Occidentale. Queste luci
erano già conosciute agli abitanti indigeni di quelle
zone e sono state in tempi più recenti considerate
come apparizioni UFO. I risultati di Devereux sono in accordo
con la teoria di Persinger, anzi, lo stesso Devereux, autore
di numerosi libri sulla geografia cognitiva dei luoghi
sacri, è addirittura andato nel laboratorio di
Persinger per provare di persona il famigerato elmetto. Ricordiamo,
infine, che anche il celebre Oracolo di Delfi si trova su
una faglia tellurica e la zona è stata frequentemente
soggetta a terremoti; anche se in questo caso sembra che lo
stato di trance della Pizia fosse provocato dalletilene
che fuoriusciva dalle fratture nel terreno, non si può
escludere un ruolo del geomagnetismo terrestre o una combinazione
dei due effetti.
Uno sguardo ai risvolti piÚ inquietanti
Cè un altro aspetto delle ricerche di Persinger
da prendere seriamente in considerazione. Le tecnologie elettromagnetiche
di modificazione della coscienza possono essere impiegate
come strumenti per il controllo mentale da parte di eserciti,
servizi segreti o organizzazioni criminali. Dai tempi della
guerra fredda, sia gli USA che lex Unione Sovietica
hanno cercato di sviluppare sofisticati metodi di controllo
mentale per creare agenti segreti e assassini dotati di personalità
multiple e quindi in grado di vivere una vita tranquilla o
di uccidere su comando, a seconda del prevalere delluna
o dellaltra personalità. Un altro obiettivo di
queste ricerche, spesso basate sullipnosi e sulluso
di sostanze allucinogene e delirogene, era quello di ottenere
da agenti nemici catturati, tutte le informazioni in loro
possesso. Fra le varie tecniche impiegate a partire dagli
anni 60, grazie ai progressi dellelettronica,
cè stato anche limpianto chirurgico nel
cervello di stimolatori elettrici comandati a distanza via
radio. Il principale sostenitore di questo metodo di controllo
mentale è stato il professor José Delgado, autore
nel 1969 del libro Genesi e libertà della mente (il
titolo originale era Physical control of the mind).
Più recentemente, il governo americano ha mostrato
un grande interesse nello sviluppo di armi cosiddette non-letali
ad onde elettromagnetiche. Ad esempio, armi in grado di focalizzare
onde radio di determinate frequenze e intensità su
unarea geografica molto limitata e di provocare così
nausea, confusione e alterazioni mentali in un plotone nemico
o in un gruppo di manifestanti. Alterazioni mentali che, nelle
condizioni giuste, potrebbero anche assumere la forma di allucinazioni
e fenomeni paranormali. Secondo il dottor Helmut Lammer, molti
dei cosiddetti rapimenti alieni, diventati sempre
più frequenti negli ultimi anni, sarebbero per lappunto
esperimenti di questo tipo svolti su comuni cittadini. Probabilmente,
queste armi sono ancora in fase di prototipo, però
sono destinate a diventare entro breve una realtà,
specialmente nel nuovo scenario internazionale sempre più
caratterizzato da conflitti di tipo non convenzionale.
A questo punto, è facile immaginare quali non certo
tranquilizzanti applicazioni potrebbe avere lelmetto
del professor Persinger in mani poco rispettose della dignità
e della libertà umana. Organizzazioni con fonti di
finanziamento molto più elevate della piccola università
canadese in cui Persinger lavora potrebbero cercare di sviluppare
lo stesso tipo di effetti utilizzando, invece dellelmetto,
sorgenti di campi elettromagnetici in grado di agire sulle
persone a distanza. Lo stesso Persinger, in un suo breve articolo
dal titolo molto esplicativo (On the possibility of directly
accessing every human brain by electromagnetic induction of
fundamental algorithms), ipotizza persino che si possa creare
un campo elettromagnetico esteso a tutto il pianeta, in grado
di influenzare praticamente tutti i cervelli degli abitanti
della Terra. Una prospettiva dal sapore fantascientifico,
ma non più di quanto fosse fantascientifica la radio
prima degli esperimenti di Marconi.
Riduzionismo e altre prospettive filosofiche
Qual è il significato dei risultati di Persinger? A
prima vista, ci troviamo di fronte al trionfo del più
classico riduzionismo, cioè la riduzione di qualsiasi
fenomeno a un fatto puramente materiale. Sembra già
di vedere la faccia rassicurante di Piero Angela annunciare
sorridendo che religione e misticismo sono semplicemente leffetto
di anomalie elettriche del cervello e che presto troveremo
la medicina adatta per fare per sempre a meno di questi fastidiosi
effetti collaterali del nostro prezioso organo del pensiero.
Come appare dalle sue interviste, Persinger è filosoficamente
un riduzionista convinto, ai limiti dellingenuità.
Al riguardo, bisogna dire che probabilmente un po di
riduzionismo, nelle mani di bravi scienziati, non guasta,
anzi è necessario per ottenere dei risultati sperimentali
concreti e per osare andare laddove altri non si spingerebbero.
Nella forma mentis riduzionista ci sono però indubbiamente
dei pericoli. Il riduzionismo diventa molto spesso un modo
per diminuire limportanza di fenomeni ed esperienze
che non si comprendono. Nel nostro caso, ad esempio, lesperienza
del sacro viene separata dal proprio contesto
culturale e privata dei suoi significati individuali e sociali,
per non parlare di quelli metafisici e trascendenti. Inoltre,
i risultati di laboratorio vengono spesso interpretati alla
luce di una concezione scientifica rigidamente materialista,
ignorando altre possibili chiavi di lettura.
Un punto di vista più intelligente è quello
di Newberg e dAquili, che nel loro libro Perché
Dio non se ne andrà fanno più o meno questo
ragionamento: Sì, è vero, probabilmente
le esperienze mistiche e religiose sono delle configurazioni
di attività di determinati neuroni del cervello. Ma,
se ci pensiamo un momento, che cosa non lo è?.
Dietro lapparente semplicità di questa domanda
si cela una difficile questione epistemologica. Ad esempio,
in questo momento non posso interagire con il computer su
cui sto scrivendo questo articolo se non nella misura in cui
il mio cervello ne contiene una rappresentazione sotto forma
di una determinata configurazione neuronale. Questo rende
il computer meno reale? Che senso ha dire che certi fenomeni
sono solo il frutto di una particolare attività
del cervello quando, a pensarci bene, si può dire la
stessa cosa di tutto ciò di cui possiamo avere esperienza
e conoscenza? Il cervello è un organo in costante interazione
con la realtà esterna, una realtà della quale
non possiamo sapere nulla se non attraverso il cervello stesso.
Anzi, si potrebbe fare anche un passo oltre. Il fatto che
determinate aree del cervello percepiscano determinati fenomeni
fuori dellordinario e che i processi cerebrali coinvolti
non siano qualitativamente diversi da quelli della percezione
ordinaria potrebbe essere un indizio che dietro tali fenomeni
esistono delle realtà diverse da quella ordinaria.
Così come là fuori cè
qualcosa che io interpreto come il mio computer,
forse cè anche qualcosaltro che in certe
condizioni diventa possibile percepire e che le persone provano
da millenni ad interpretare con il linguaggio della religione
e del mito.
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