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BOB
BLACK: L'ABOLIZIONE del LAVORO. Pagine 40, € 1,80
Si
può eliminare il lavoro? Si può abolire l'insignificanza
e l'alienazione che ne deriva? Sì, si può e si deve.
Nell'epoca attuale la percezione che l'immenso potenziale produttivo,
l'accumulazione e la circolazione di conoscenze possono, se considerati
beni collettivi, permettere tendenzialmente l'abolizione dell'alienazione
naturale data dal lavoro, rende sempre più intollerabile
la miserabile condizione (e concezione) di vita inerente al lavoro
salariato. Ciò permette all'umanità intera di guardare
con occhio disincantato al lavoro come attività e fulcro
dell'esistenza. Da qui il diffondersi di pratiche antilavorative,
quali assenteismo, mobilità spontanea, assunzione di stili
di vita non convenzionali e finanche il consumismo, che va inteso
come sbocco alienato al desiderio di autorealizzazione al di fuori
del lavoro. Il saggio di Bob Black è il frutto maturo di
questa situazione. I suoi riferimenti e stile sono quelli del grande
pensiero utopico attraverso cui espone la possibile modalità
- il gioco - per realizzare un mondo rivoluzionato, in cui il lavoro
necessario è tendente a zero, l'antico sogno dell'umanità
della "vacanza" generalizzata e collettiva.
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