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SERGIO
GHIRARDI:LETTERA APERTA AI SOPRAVVISSUTI.Dall'economia della catastrofe
alla società del dono. Pagine
136, € 9,00
Dallo
spettacolo politico alla miseria sessuale, dal ritorno del delirio
mistico delle religioni al meccanicismo trionfante del Big Brother,
dalla reclusione e dalladdomesticamento di tutte le forme
del vivente allo spauracchio dellinfluenza aviaria, tutto
suggerisce il trionfo della perversione concentrazionaria mentre
si preannunciano le epidemie e le catastrofi di una sopravvivenza
sempre più artificiale e aleatoria.
La situazione sembra critica al punto da non poter escludere il
crollo di un sistema sociale planetario in cui gli esseri umani
tendono sempre di più a sopravvivere come dei vermi in un
cadavere.
Non cè più nessuna Roma proletaria da salvare,
starnazzando come le oche del Campidoglio. Si tratta piuttosto di
riaffermare concretamente la vita rifiutandone radicalmente limprigionamento
economicistico.
Lautorità naturale di una volontà di vivere
ritrovata non necessita e non sopporta più alcuna autorità
separata. Solo i sopravvissuti, finalmente coscienti di trovarsi
a lottare al contempo per salvarsi e per creare le condizioni di
unarmonia sociale foriera di felicità, potranno ristabilire
la sovranità di una vita umana e naturale al tempo stesso.
Se la vita è davvero bella, si tratta di viverla liberamente
anziché commemorarla in un Parco della Natura a pagamento
come si accontenta di fare lecologia domestica. La bellezza
della vita sta nel viverla senza limiti, non nel favoleggiarne nostalgicamente
lassenza.
Se una rivoluzione sociale è necessaria, non si tratta più
di prendere il potere ma di espellerlo per sempre dalle nostre vite.
Il mostro delleconomia autonomizzata deve essere urgentemente
fermato e nessuno può farlo al nostro posto.
Al dogma della crescita economica si oppone il progetto di una decrescita
piacevole e conviviale. Sul piano demografico, su quello dei consumi,
su tutti i piani del vivente si tratta di ristabilire il predominio
della qualità sulla quantità. Non abbiamo più
niente da perdere se non la nostra insoddisfazione profonda in una
tragedia planetaria. Abbiamo da esplorare la gioia di vivere al
di fuori di ogni sacrificio.
Proletari di tutti i paesi, ritroviamoci con tutte le nostre differenze
in unultima Internazionale del genere umano per un progetto
individuale e collettivo di autocostruzione personale e sociale
! S.G..
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