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UN
"INCONTROLADO" DELLA COLONNA DI FERRO: PROTESTA Davanti
ai libertari del presente e del futuro sulle capitolazioni del 1937
pagine 64 Euro 5,00
Questo
appello di un ignoto militante anarchico della "Colonna di
Ferro", una formazione del popolo in armi nata nella rivoluzione
spagnola del 1936, sembra proprio essere, fino ad oggi, lo scritto
più veridico e più bello che quella rivoluzione proletaria
ci ha lasciato.
Il contenuto di quella rivoluzione, le sue intuizioni e la sua pratica
sono riassunti in modo freddo e appassionato. Le principali cause
della sua sconfitta vi sono lucidamente denunciate: quelle che derivarono
dalla costante azione controrivoluzionaria degli stalinisti che
presero il posto, nella Repubblica, delle forze borghesi disarmate,
e dalle costanti concessioni dei responsabili della CNT-FAI.
Chi rivendica fieramente il titolo, allora ingiurioso, di "incontrolado
", ha dato prova di grande senso storico e strategico. La rivoluzione
e stata fatta a metà, dimenticando che il tempo non aspetta.
«Ieri eravamo padroni di tutto oggi lo sono loro» e
non rimane altro per i libertari della Columna de Hierro che «continuare
fino alla fine» insieme; dopo aver vissuto un momento così
grande, non è possibile «dividerci, andarcene, non
vederci più». Ma tutto il resto è stato rinnegato
e dilapidato.
La Columna de Hierro fu poi integrata nell'"esercito popolare"
della Repubblica, con il nome di 83a Brigata. Il 3 maggio la rivolta
armata degli operai di Barcellona fu sconfessata dagli stessi responsabili,
che riuscirono a farla finire il 7 maggio. Non rimasero più
in campo che due poteri statali della controrivoluzione, di cui
il più forte vinse la guerra civile.
Introduzione
di Miguel Amorós
in
appendice: Mario Frisetti:Breve storia per citazioni della colonna
di ferro
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