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RAOUL
VANEIGEM: ELOGIO DELLA PIGRIZIA AFFINATA. Pagine 32, € 1,80
C'è
sicuramente un certo piacere nel non esserci per nessuno, nel volersi
di un'assoluta nullità lucrativa, nel testimoniare tranquillamente
della propria inutilità sociale in un mondo dove un identico
risultato è ottenuto attraverso un'attività nella
maggior parte dei casi frenetica. Il lavoro ha snaturato la pigrizia,
ne ha fatto la sua puttana nello stesso momento in cui il potere
patriarcale vedeva nella donna il riposo del guerriero. La pigrizia
è godimento di sè oppure non esiste. Non abbiate nessuna
speranza che vi sia accordata dai vostri signori o dai loro dei.
Ci si arriva come il bambino per una naturale inclinazione a cercare
il piacere ed a mettere da parte ciò che lo contraria. Nessuno
può assicurare la propria felicità (e con più
facilità la propria sventura) se non egli stesso. Vale per
i desideri ciò che vale per la materia prima da cui l'alchimista
cerca di ricavare la pietra filosofale. Costituiscono un loro proprio
fondo e non se ne può estrarre che ciò che vi si trova.
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