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pubblicato il 26.11.07
Berlino: svastica incisa sull'anca di una ragazza
·

Da Repubblica

ESTERI

A Mittweida, nell’est, la giovane era intervenuta in difesa
di una bambina extracomunitaria maltrattata dagli estremisti

Violenza neonazista in Germania
svastica incisa sull’anca di una ragazza

Uno dei quattro responsabili dell’aggressione è stato individuato e arrestato

di ANDREA TARQUINI

BERLINO – La ragazza di 17 anni voleva difendere una bimba extracomunitaria di sei anni molestata da un gruppo di giovani neonazisti, gli estremisti di destra hanno aggredito l’adolescente, e con un bisturi le hanno inciso una svastica sull’anca. E’ accaduto a Mittweida, cittadina di 16mila abitanti in Sassonia, Germania orientale. E’ successo all’inizio di novembre, ma solo ora il crimine è stato reso noto. Polizia e servizi segreti interni tedeschi sono impegnati nella caccia ai giovani criminali, e ne hanno già individuato uno: membro di un’organizzazione neonazista clandestina fuorilegge dal 2004 ma tuttora attiva.

Ancora una volta, un crimine neonazista ha per teatro la Germania orientale. Cioè l’ex “Ddr” (la dittatura comunista che difese la sua esistenza con il Muro di Berlino per bloccare le fughe verso la libertà). Nell’est tedesco, tre generazioni hanno vissuto sotto dittature: prima Hitler dal 1933 al 1945, poi dal dopoguerra al 1989 lo stalinismo più bieco durato appunto fino all’89, alla caduta del Muro e al crollo dell’Impero sovietico innescato dalla rivoluzione democratica polacca. Nell’est tedesco, i neonazisti trovano spesso terreno molto più fertile che non all’ovest – democratico dal 1945 e impregnato di cultura democratica – per la loro propaganda di odio.

I nomi di vittime e colpevoli sono tenuti segreti, in omaggio alle severe leggi tedesche in difesa della privacy. E nel caso di Mittweida probabilmente gli inquirenti hanno mantenuto il massimo riserbo in modo da non compromettere le indagini. Ora i fatti sono emersi e sono raccontati dai mezzi di informazione. Davanti a un supermercato, la giovane 17enne ha notato che un gruppo di quattro neonazisti – giubbotti con insegne nazi, teste rasate, stivali anfibi – molestava, minacciava e insultava una bimba extracomunitaria di appena sei anni. E non ci ha pensato un momento: è intervenuta per difendere la bambina.

I neonazi hanno subito reagito prendendo la 17enne come bersaglio. L’hanno pestata, uno di loro ha estratto dalla tasca un bisturi e incurante delle urla di dolore di lei le ha tatuato una croce uncinata, una svastica nazista, sull’anca. Poi ha cercato di inciderle sul corpo anche l’insegna delle SS, i famigerati corpi speciali sterminatori del Terzo Reich, gli esecutori materiali della Shoah e della repressione nell’Europa occupata. Ma a quel punto la ragazza si è divincolata ed è riuscita a fuggire.

La polizia e il Bundesamt fuer Verfassungsschutz (Ufficio federale per la difesa della Costituzione, cioè il Sisde tedesco) sono ora mobilitati per individuare e catturare i criminali. Uno è già caduto in trappola. In una perquisizione nella casa in cui vive con i genitori gli agenti speciali hanno trovato materiale nazista, e prove della sua appartenenza a Sturm 34, un’organizzazione clandestina dell’ultradestra.

Con identikit e appelli alla popolazione i poliziotti cercano ora i suoi complici. Impresa non facile: secondo gli inquirenti e i media l’aggressione alla 17enne è stata vista da persone affacciatesi ai balconi, le quali però si sono ben guardate dal denunciarla. Omertà, simpatie e tolleranza verso l’intolleranza assoluta dei neonazisti sono un male diffuso nell’animo collettivo della Germania orientale. In Sassonia, appunto lo Stato della federazione teatro dell’evento, il partito neonazista Npd alle ultime elezioni regionali ha conquistato il 9 per cento dei consensi. A ogni seduta del Parlamento sàssone provoca e boicotta i lavori con slogan contro gli Alleati per la loro vittoria militare contro Hitler, contro Israele o contro gli stranieri residenti in Germania. Tra militanti e fiancheggiatori della Npd neonazista ci sono anche nostalgici della dittatura stalinista, la Ddr. Rimpiangono, gli uni e gli altri, regimi che avevano chiuso la società nella sicurezza da gabbia dorata di una prigione, e dimenticano o fingono di dimenticare i milioni e milioni di vittime del terrore. Di cui, pure, i bambini apprendono a scuola in Germania fin dalle elementari.

(23 novembre 2007)


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