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pubblicato il 19.05.08
Verona Il cerchio si sta ormai chiudendo sui complici di Peri e Tarabuio
·

Le indagini. Nei giorni scorsi almeno una decina di interrogatori in questura per individuare i favoreggiatori

Li avrebbero accompagnati fino in Austria, per poi riportare alle Golosine l’Audi della fuga

Il cerchio si sta chiudendo.
E tra poche ore potrebbero esserci altri due giovani iscritti nel registro degli indagati per l aggressione di corticella Leoni.
L’accusa? Con ogni probabilità sarà di favoreggiamento.
Perchè sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, ad aiutare Nicola Veneri e Federico Perini nella fuga a Londra, due giorni quella violenza. Che li abbiano accompagnati a Innsbruck o siano andati poi a recuperare l’auto, un’Audi A3 Sportback grigia intestata alla madre di Peri, ancora non è che chiaro.
Ma in quest’ultimo caso un incontro ci sarebbe comunque dovuto essere, se non altro uno scambio di chiavi. Di certo, sapevano.
Sapevano dell’aggressione e quindi dei motivi della fuga dei due Peri e Tarabuio. Sapevano probabilmente anche che quel viaggio, prima tappa in Austria, sarebbe poi continuato fino all’esaurimento dei soldi: nemmeno mille euro guadagnati con lavoretti part time da uno dei due ragazzi ora in carcere.
Soldi terminati in fretta, 300 euro per il viaggio in taxi fino a Monaco e poi per il volo lo-cost a Londra. Tanto che era stato necessario l intervento di un fratello che, collaborando con la Digos, si è messo in contatto con i fuggiaschi, li ha convinti a tornare, acquistando loro un biglietto aereo Londra-Bergamo. E nel frattempo c’era qualcuno che sapeva tutto: i due che avrebbero fatto ritorno a Verona con quell Audi, lasciandola in un parcheggio di Golosine.
Chiusa a chiave, sui sedili e nel bagagliaio scarpe, un casco, alcuni cd, un paio di dvd, alcune molto e delle fotocopie di un libro. E ancora, svariati programmi elettorali di Forza Nuova con scritta nera su fondo rosso. Perini e Veneri gravavano intorno agli ambienti di estrema destra, pur non avendo alcuna tessera
di partito. E secondo gli inquirenti, anche i due presunti favoreggiatori frequenterebbero lo stesso ambiente politico. Gli agenti della Digos saprebbero quindi dove andare a parere, nomi e volti ne conoscono. E nei giorni scorsi almeno una decina di giovani sarebbero entrati negli uffici della questura.

Il Riesame decide sulla scarerazione
C’è attesa per la decisione del tribunale del Riesame di Venezia sulla richiesta di scarcerazione dei cinque ragazzi, accusati dell’omicidio di Nicola Tommasoli: il verdetto sarà nei prossimi giorni.

Il Verona


Ven, 09/05/2008 – 09:23

Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un’ulteriore riprova della stessa. Una normalità che uccide, una normalità da debellare.

Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007. Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all’indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica. C’è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova». Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l’ottava circoscrizione.

Laura Eduati

Liberazione 08/05/2008


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