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pubblicato il 21.06.07
2007/06/22 Baschi (TR): presidio contro apertura sede FN
·

I NEOFASCISTI DI FORZA NUOVA INAUGURANO LA SEDE DELL’ORVIETANO A BASCHI

MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA !
VENERDI 22 GIUGNO – ORE 17:00 – BASCHI
(area antistante Centro Anziani lungo la strada principale)

Volantino

La necessità di perseguire politiche e pratiche antifasciste, oggi nel 2007, è tutt’altro che un fatto fuori dal tempo. Il panorama internazionale delle forze politiche della destra è ampio ed abbraccia molteplici realtà, alcune appartenenti agli schieramenti parlamentari, altre ancora di natura più movimentista, ma tutte quante esprimono e convergono in genere su posizioni che ad essere buoni si potrebbero definire conservatrici, e ad essere realisti si potrebbero altrimenti dire oscurantiste e autoritarie. Fra le componenti politiche del panorama nazionale italiano che inneggiano apertamente al ventennio e al Duce, e che non perdono occasione per accusare di vigliaccheria coloro che invece combatterono per la libertà sotto i vessilli delle brigate partigiane, la realtà più dinamica (lo affermiamo nel senso più dispregiativo del termine) è Forza Nuova.
Il nome non deve trarre in inganno, i fondatori sono infatti Roberto Fiore e Massimo Morsello, entrambi figure della destra neofascista degli anni ’70: il primo, che ne è anche l’attuale segretario nazionale, fu uno dei capi di Terza Posizione, e il secondo che in gioventù fu cantautore missino nei Campi Hobbit, proveniva dai Nuclei Armati Rivoluzionari (N.A.R.). Entrambi fuggirono a Londra nel 1980, perché coinvolti nelle indagini sulla Strage di Bologna del 2 agosto 1980. Il programma politico di Forza Nuova, al di là dei linguaggi aulici e delle pompose dichiarazioni su temi quali la “ricostruzione nazionale”, il “blocco dell’immigrazione” e il “ripristino del Concordato Stato-Chiesa del 1929”, nasconde in realtà solo la precisa volontà di far convergere sotto un’unica sigla i militanti fascisti fuoriusciti da AN, MSI e Fronte Nazionale, ma anche di altri gruppi “minori” del Veneto, della Lombardia, del Lazio, e di altre regioni d’Italia.
Al dì la dei giudizi emessi dai tribunali, sono dei fatti storici oggettivamente determinati ad aver consegnato alla memoria del paese episodi tragici, in cui trovarono la morte decine di lavoratori che assistevano a comizi sindacali, viaggiavano su un treno, oppure più semplicemente si trovarono nel posto sbagliato al momento sbagliato. Così come per gli stessi episodi sono documentate le responsabilità di alcuni fascisti e di certi apparati dello Stato, che si servirono di loro per frenare l’avanzata delle lotte sociali d’ispirazione proletaria e progressista, che negli anni ’60 e ’70 toccarono in Italia il loro apice. Gruppi politici come Forza Nuova, che oggi provano ad affacciarsi anche nel territorio orvietano, rappresentano pertanto solo il becero tentativo di riproporre svolte autoritarie, sotto le mentite spoglie di strategie risolutive dei problemi della moderna società.
Ed è proprio a causa dell’incapacità dell’attuale classe politica, incluse le forze di centro-sinistra oggi al governo, di fornire prospettive e soluzioni alle questioni sociali del nuovo millennio, che movimenti politici populisti e fascisti ritornano in auge e ricominciano a raccogliere consensi tra i più giovani. La politica infinitamente riformista e profondamente moderata (a qualsiasi costo), ha contribuito in maniera determinante all’omologazione, al conformismo, e all’ipocrita pace sociale dei nostri tempi, nonché inevitabilmente a far risorgere vecchi arnesi fascisti, il loro giovani virgulti e la parte peggiore della chiesa cattolica che ci ritroviamo oggi con un peso determinante in questioni di vitale importanza. In tutta Italia, il vile percorso di riabilitazione del fascismo sembra non incontrare ostacoli “ufficiali”, se non talvolta la ferma e coerente opposizione di compagni che organizzandosi in maniera autonoma e spontanea, esprimono secondo le forme che ritengono più opportune il loro assoluto dissenso. Per quanto ci riguarda, non permetteremo che anche nel Comprensorio Orvietano si ripropongano le condizioni affinché il cancro fascista, in qualsiasi forma, possa rivivere e prosperare.
Nel nome dei Martiri di Camorena e di tutti i caduti per la libertà.

Antifascisti Orvietani
Giovani Comunisti Orvieto
Biblioteca Libertaria Orvieto


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