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pubblicato il 1.06.11
Partigiani e nazifascisti non sono “equiparabili”
·
Non si erano ancora spenti gli echi della batosta elettorale che già gli squadristi berlusconiani erano all’opera per portare all’approvazione la legge sulla equiparazione tra i nazifascisti di Salò e i partigiani.
Ci hanno provato per l’ennessima in volta in commissione, alla Camera dei deputati, spacciando questa robaccia “per un atto di giustizia e di pacificazione”, in realtà si tratta solo dell’ennessimo tentativo di cancellare la memoria e di equiparare i boia e le vittime.
Per ora sono stati bloccati dalla reazione delle opposizioni e, forse, dal senso di vergogna di qualcuno dei loro che sente sempre più vicina la fine politca e morale del ventennio berlusconiano.
Questa proposta di legge è stata scritta con lo stesso inchiostro che già li aveva portati a chiedere una commissione di inchiesta per strappare le pagine sgradite dai libri di testo o per punire gli insegnati “che fanno propaganda”, cioè quelli che magari consigliano la lettura di un testo di Saviano, di Gramsci, di Don Milani, di Gobetti o di altri pericolosi “sovversivi”.
A quando una proposta per sequestrate il televisore o il computer a quelli che guardano i programmi di Santoro, di Travaglio, della Dandini, della Gabanelli, di Fazio o magari ascoltano una canzone di Celentano?
Per questo non dobbiamo dargli tregua, per questo dobbiamo impegnarci a testa bassa perchè la maggioranza dei cittadini si rechi al voto per i referendum e consenta la vittoria dei Sì su tutti i quesiti.
A quelli che vorrebbero imbavagliare tutto e tutti dedichiamo il bellissimo appello preparato dall’Anpi, l’associazione dei partigiani, che ha deciso di convocare per il prossimo 2 giugno a Milano una grande manifestazione per la Costituzione e per la legalità repubblicana:

L’appello dell’Anpi
“Noi, lo scorso anno a Milano, abbiamo festeggiato il 2 giugno con una grande manifestazione che affermava il legame indissolubile fra la Repubblica e la Costituzione, riconoscendo le loro comuni radici nella Resistenza, quale moto popolare di donne e di uomini che ha liberato il Paese dall’occupazione tedesca, dalla dittatura fascista e riunificato l’Italia.
La guerra di Liberazione e poi la proclamazione della Repubblica pongono un suggello al Risorgimento ed a una rinnovata unificazione del Paese, facendo riconoscere gli Italiani, non più e non solo in confini geografici, ma in valori e precetti comuni: quelli della Carta Costituzionale!
La Costituzione è base della nostra libertà e del nostro vivere civile. In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia:
i diritti umani e sociali, la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica;
la passione egualitaria, cioè la passione verso i diritti di cittadinanza, egualmente riconosciuti a tutti. A partire dal diritto al lavoro e alla formazione, eliminando gli impedimenti e gli ostacoli e creando le condizioni al suo esercizio effettivo;
l’autonomia e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), compreso quello dell’informazione; e la loro indipendenza, la loro laicità e l’equilibrio tra di essi.
La Costituzione è come un albero, radicato nella terra in cui nasce e cresce. Si può potarlo o innestarlo, ma non si può sradicarlo dalla sua terra, senza farlo morire. Oggi questi pilastri e questi principi sono a rischio. E dunque la stessa democrazia può entrare in crisi e correre rischi di svuotamento e di involuzione.
Gli attacchi del Governo e della sua maggioranza parlamentare alla Costituzione e alle Istituzioni di garanzia, finiscono per delegittimare le regole fondamentali su cui si basa la civile convivenza e sulle quali si può costruire, per i giovani, una vita serena e dignitosa ed una speranza per il futuro.
Noi non possiamo più tollerare gli insulti alla Corte Costituzionale ed alla Magistratura, le surrettizie proposte di modifica all’articolo 1 della Costituzione, così come quella di abolire il divieto di ricostituzione del Partito Fascista. Non casuali, crediamo altresì, sono i tentativi tardivi del Governo di artificiose modifiche di legge sui temi posti all’attenzione della popolazione dai prossimi referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento; questi escamotage legislativi tendono esclusivamente a vanificare il diritto al voto delle elettrici e
degli elettori.

Noi non ci rassegniamo!

Fonti IlFattoQuotidiano


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