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pubblicato il 11.12.11
Torino: Due arresti per il rogo nel campo rom
·
11/12/2011 - RABBIA ALLE VALLETTE DOPO UNA MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’ CON LA «VITTIMA». LA GIOVANE SARA’ DENUNCIATA
Due arresti per il rogo nel campo rom

In pochi istanti le fiamme: prese d'assalto una decina di baracche
"Spedizione" al campo rom, baracche a fuoco

Intanto la ragazza confessa: “Non c’è stato nessuno stupro”. Fassino: linciaggio inammissibile
PAOLO COCCORESE, MASSIMILIANO PEGGIO
torino

«Guai a toccare il quartiere. Qui la gente si ribella. Ma non siamo razzisti. Il fatto è che non si può toccare una bambina di sedici anni e farla franca. È disumano. Rom o non rom non si fa». Per un giorno intero, ieri, i ragazzi del quartiere Vallette hanno ripetuto queste frasi nei bar, aspettando il corteo contro la violenza.

No al razzismo. Poi però la rabbia ha preso il sopravvento. La caccia è scoppiata lo stesso, prima che si conoscesse la verità. E cioè che la violenza sessuale era soltanto il frutto della fantasia di una ragazzina impaurita, che adesso sarà denunciata per simulzione di reato. Una bugia escogitata per coprire un rapporto consenziente con un ragazzo più grande.

Ieri sera alcuni ragazzi hanno dato a fuoco alle baracche della Continassa. Il corteo, organizzato come segno di solidarietà, è sfuggito al controllo. Alcuni abitanti si sono vendicati dando fuoco alle baracche. Due manifestanti sono stati arrestati. «Un linciaggio inammissibile nei confronti di persone estranee ai fatti, colpite solo perché straniere», dirà in serata il sindaco Fassino - È dovere della nostra comunità respingere chi vorrebbe precipitare la vita della nostra città nell’intolleranza, nell’odio e nella violenza».
L’iniziativa era stata annunciata con un volantino: «Adesso basta Ripuliamo la Continassa». Appuntamento ieri sera alle 18,30 nella piazza Montale, il cuore di un quartiere pieno di rabbia. Ritrovo a due passi dal luogo in cui la ragazza aveva raccontato di essere stata aggredita, l’8 dicembre. «Erano in due. Mi hanno preso alle spalle e trascinata tra i cespugli. Avevano un puzza terribile», aveva detto. Anche il fratello aveva confermato la sua versione. Forse per solidarietà. I carabinieri della compagnia Oltre Dora, che fin da subito si erano mossi con prudenza, ieri sera hanno scoperto la verità. La ragazza ha confessato, quando oramai la rivolta era già esplosa.

Prudenza ignorata dal quartiere. La gente ieri sera si è ritrovata in strada raccogliendo il richiamo del volantino distribuito dai ragazzi delle Vallette. Il corteo ha percorso viale dei Mughetti e si è velocemente ingrandito. Un’onda minacciosa. Quasi cinquecento persone arrabbiate. Intere famiglie. Papà, mamme, figli. Donne indignate gridavano: «A morte». Schiere di giovani. A metà del percorso, si è sparsa una voce: «Gli stupratori non sono i rom, ma italiani». Parole che si sono trasformate in echi lontani tra le grida e la rabbia. «È falso. Lo dicono per fermarci». Poi tutti hanno deciso di andare verso la cascina.

La vendetta. Ma lì dentro non hanno trovato nessuno. I cinquanta rom, comprese donne e bambini, erano stati portati al sicuro. Alcuni incappucciati hanno percorso il vialetto sterrato che porta alla Continassa. Hanno preso d’assalto le baracche abbandonate armati di accendini. In pochi istanti le fiamme. Distrutto in parte il fienile della storica cascina. Poi è scoppiato un tafferuglio con carabinieri e polizia. Sono arrivati i vigili del fuoco e decine di pattuglie. Due uomini sono stati arrestati. «Mi dispiace - dice adesso il fratello - Ero convinto di aver visto una cosa, invece mi sono sbagliato. Ho sì inseguito un uomo, ma la verità era un’altra. Mia sorella è molto scossa, ha bisogno di stare in pace».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433896/


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