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pubblicato il 3.01.12
Tivoli, gambizzato in un agguato Bianco ex Nar della parentopoli Atac
·
Per parole violente e antisemite su Facebook era stato sospeso, e poi reintegrato dall'azienda

di Claudio Marincola

Lo hanno rincorso in mezzo alla gente e poi gli hanno sparato alle gambe. Molto più di un avvertimento, una mezza esecuzione. E’ successo ieri sera intorno alle 20 a Tivoli Terme, sulla Tiburtina. L’ultimo di una lunga serie che ha insanguinato Roma e il suo hinterland.

La vittima è un ex militante dell’estrema destra romana. Francesco Bianco, 52 anni, in passato militante dei Nar e di Forza Nuova. Di lui si è parlato di recente per le assunzioni «facili» all’Atac. Due o forse tre proiettili sparati da distanza ravvicinata lo hanno ferito alle gambe. Bianco nel tentativo di fuggire è scivolato a terra. «Tanto te pio», gli aveva urlato l’aggressore prima di raggiungerlo ed estrarre l’arma da un giubbotto. I testimoni lo hanno descritto: indossava un casco con la visiera alzata; dopo aver esploso i colpi, l’aggressore, «un uomo di mezza età», è salito su uno scooter TMax di un complice tornato a prenderlo. Il conducente ha fatto inversione di marcia dirigendosi verso Borgo Nuovo, un quartiere molto popolare di Tivoli mentre Bianco tentava di rialzarsi urlando ai passanti terrorizzati: «Chiamate un’ambulanza». Il 118 è arrivato dopo pochi minuti per trasportarlo al vicino ospedale San Giovanni Evangelista. Bianco ha riportato ferite al ginocchio e al braccio.

Agguato politico o altro? Presto per dirlo. Gli investigatori indagano anche sulla vita privata del ferito che ha vari precedenti penali, il più recente dieci anni fa. Bianco si era allontanato dai «camerati» e dal gruppo di un tempo, vecchie e pericolose frequentazioni: i fratelli Giusva e Cristiano Fioravanti, Giovanni Alibrandi e Antonio D’Inzillo. Per un certo periodo si era avvicinato anche a Terza Posizione, altre schegge impazzite delle destra neofascista. Noto alla Digos e ben introdotto nelle frange nere, Bianco ha ricoperto anche il ruolo di consigliere provinciale di Forza Nuova. Nel 2000 fu fermato per una guerriglia scoppiata tra ultras della Lazio e della Roma al quartiere Pinciano. Un’altra volta fu implicato per un blitz anti-israeliano a Piazza Venezia.

Di Francesco Bianco si è tornato a parlare poco più di un anno fa: quando fra le assunzioni all’Atac, la cosiddetta «parentopoli romana», spuntò il suo nome. Assunto come impiegato. Stessa qualifica con la quale lavora ancora alla rimessa del Portuense. E ci fu pure un ulteriore incidente di percorso. Risale al dicembre scorso: Bianco fu sorpreso dal Messaggero a chattare su Facebook con amici e colleghi dell’azienda tranviaria romana mentre consigliava ai manifestanti di sinistra: «Annate a lavora’ e se non ci riuscite fatevi raccomanda’». O suggeriva ai suoi amici il modo per eliminare i manifestanti, «il classico olio bollente efficace ed ecologico» o anche «due colpi di mortaio, pece bollente e piume d’oca». Altri fecero battute anti-semite.

Per l’uso improprio del computer aziendale e per il frasario razzista usato sul social network Bianco fu sospeso per 3 mesi e poi reintegrato. Contro di lui si mosse ancora una volta la Comunità ebraica che si sentì offesa e insultata per alcune frasi ingiuriose rivolte a Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana.

Come è stato possibile assumere Bianco, processato per rapine, aggressioni, omicidio e tentato omicidio nell’azienda dei trasporti romana?, si chiesero i giornali all’epoca. L’azienda romana rispose che «Bianco non aveva carichi pendenti sulla fedina penale». Il suo nome intanto veniva associato ad una vasta colonia di ex militanti di estrema destra assunti nelle municipalizzate romane e tra questi quello di Stefano Andrini, ex amministratore delegato di Ama Service e vicino a Gennaro Mokbel, il faccendiere coinvolto nello scandalo Finmeccanica. Poi il silenzio. Fino a ieri.

(Ha collaborato Fulvio Ventura)
Martedì 03 Gennaio 2012 - 08:45

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=175379&sez=HOME_ROMA


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