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pubblicato il 2.07.12
Parma: Comitato antifascista, lunghissimo corteo in città
·
« CasaPound: “Denunceremo Soliani”
Comitato antifascista, lunghissimo corteo in città

La signora Liliana ha 79 anni e una medaglietta al collo. Sopra la collanina sono ritratti due volti: “Eh veh, sono mio padre e mio fratello, antifascista il primo, partigiano il secondo”. Liliana abita in via Navetta e per la manifestazione antifascista – per la chiusura di Casapound – è scesa in strada. S’è portata un tricolare e ora sventola la bandiera mentre il corteo passa e tutti la salutano, col pugno chiuso, lanciando baci. “Fuori i fascisti dal quartiere” e “chiudere la sede di Casapound” c’è scritto sugli striscioni. Il gruppo è da poco partito da piazzale Montermini, sono le 18. Fa molto caldo. “Ma non è Caronte a volerci traghettare verso il buio, sono i fascisti” dicono al megafono gli studenti dello spazio occupato ArtLab.

CGIL PARTECIPA MA NON ADERISCE – Salgono i cori, anche se più duri e incattiviti rispetto a quelli del 2009. Allora, alla prima grande risposta contro i fascisti del terzo millennio, il collante popolare saldò un torpedone di circa mille anime. Spontaneo, carico. Stavolta il gruppo è sfilacciato, meno affollato, sono più numerosi i movimenti di base, gli anarchici e la rete antifascista. Sulle bandiere si leggono i nomi di altre città, Brescia, Bologna. Il ivello di attenzione s’è alzato: il 12 maggio, a Parma, è successo un fatto grave. Un drappello di militanti di Casapound ha aggredito un circolo Arci, individuato come ritrovo di antifascisti. “Metodi squadristici” disse subito la senatrice Albertina Soliani, testimone dei fatti e poi autrice di un’interrogazione parlamentare. Soliani è presente al corteo di questo rovente 30 giugno, insieme alla deputata Carmen Motta. Aderiscono sigle e partiti, dall’Anpi ai Partigiani cristiani al Partito comunista. Ci sono esponenti del Pd e ci sono i due consiglieri del M5S Mirco Zioni e Sebastiano Pizzigalli un po’ intimiditi. Curiosità: la Cgil, questa la formula ufficiale, “partecipa al corteo ma non aderisce”. Mistero fitto. Più avanti giungerà una delegazione di Alba, in assemblea a Parma.

“Stavolta – si ragiona nel corso della manifestazione – a Casapound è saltato il giochino: loro ci tengono a far passare di sè un’immagine di bravi ragazzi. Solo che, in questo caso, sono incappati in una rappresentante del Parlamento che ha raccontato quello che ha visto ”. I fascisti del terzo millennio, come si fanno chiamare quelli di Cp, dicono che denunceranno Soliani per diffamazione . Lei sorride e replica: “Mi piacerebbe che quei ragazzi fossero diversi da quello che scrivono”.

Il corteo parte proprio da piazzale Montermini, quartiere Montanara. Qui Soliani, il 12 maggio vero le 20, incrociò i fascisti che risalivano le strade diretti al circolo Arci Minerva. Fu scontro violento. Il corteo è una chiamata alla vigilanza, dalle finestre le persone salutano. La signora Liliana è scesa apposta: “Veh, c’ero anche nel 2009″. Si accedono i fumogeni, quando il fiume di gente sfiora via Jacchia – la sede fascista in pancia al quartiere rosso – s’accende anche la passione. Un cordone sanitario di carabinieri in antisommossa tiene lontani dal civico 33: Casapound Parma. Un luogo fantasma, oggi.

SEDE SGUARNITA - I poundini hanno lasciato sguarnito il luogo. “Preferiamo evitare provocazioni” aveva detto in mattinata Pier Paolo Mora, responsabile locale di Cp. “Ma loro sanno benissimo che è una sconfitta, lasciar campo a noi è il segno della nostra vittoria, della riuscita della manifestazione” dice qualcuno durante la marcia.

La camminata è lunga, obiettivo piazzale Rondani. Ma si devia per l’Oltretorrente, poi si taglia via Bixio e soltanto alle 20.15 il corteo si scioglie sotto le lastre di pietra del 1922: la barricate scolpite dai versi di Bertolucci, il sacrario della memoria cittadina di Parma medaglia d’oro della Resistenza, una delle poche che – prima ancora che il fascismo arrivasse al potere – mise il sale sulla coda agli squadristi. Adesso ci riprova, con i manifestanti che urlano ancora: “Fuori i fascisti dalla città”. (marco severo)

http://montanara-parma.blogautore.repubblica.it/2012/06/30/comitato-antifascista-lunghissimo-corteo-in-citta/


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